Buona domenica lettori ♥. Come state? Io malissimo, mi sono beccata un raffreddore tremendo e il mio problema con i raffreddori è che non mi passano mai. Ci mettono secoli per andarsene completamente.
Oggi vi posto la recensione di Mystic City, libro che come sapete ho letto per il GdL di Denise. Dopo aver letto varie recensioni negative su questo libro, non avevo aspettative molto alte, ma ecco, è riuscito comunque a deludermi. La recensione, più che una recensione, è un luuungo insieme di tutte le cose che mi hanno dato fastidio di questo romanzo. Enjoy!
Titolo: Mystic City (Mystic City #1)
Autore: Theo Lawrence
Data
di uscita: 17
giugno 2014
Editore: Mondadori (Chrysalide)
Prezzo:
€ 17,00 (copertina rigida); € 4,99 (ebook)
Pagine: 383
Trama: In una New York sommersa dall'acqua a causa del riscaldamento globale, i
quartieri sono rigidamente divisi: Aire, la zona più elevata, è abitata
dai ricchi, mentre la classe inferiore è costretta a vivere nel degrado
del livello più basso, Abyss. La sopravvivenza della città è garantita
dall'energia generata dai mystic, rappresentanti della classe inferiore
dotati di poteri magici. Ma i mystic sono un potenziale pericolo, e per
contenere la loro minaccia le due famiglie rivali che governano New York
si alleano: Aria e Thomas, i rispettivi figli, dovranno sposarsi. Ma
Aria si innamora di Hunter, un mystic ribelle e appassionato
rivoluzionario, determinato a cambiare il destino del suo popolo. Un
amore proibito è destinato a portare lutti e dolore, ma anche a
travolgere per sempre la vita di Aria e del mondo stesso.
L'ho sempre saputo che questa storia mi avrebbe spezzato il cuore.
Libri come questo mi fanno
seriamente incazzare. Scusate il termine, ma quando ci vuole ci
vuole.
Mystic City non mi è
piaciuto. Mi ha fatto più volte venire voglia di andare dritta
dritta dall'autore per chiedergli che cavolo gli passava per la testa
mentre lo scriveva.
Il problema è che questo
romanzo ha un potenziale davvero alto.
Innanzitutto si presenta
benissimo: ha una cover splendida e nell'edizione italiana c'è
quella frasetta stampata in bella vista, che inevitabilmente cattura:
Romeo e Giulietta nella New York del futuro.
E non è nemmeno una frase
ingannatrice, perché questa è davvero una storia d'amore stile
Romeo e Giulietta in una New York futura.
L'idea alla base è buona,
in parte anche originale. E mi è piaciuta anche l'ambientazione,
sebbene alcune volte abbia fatto un po' di fatica ad immaginare
alcuni luoghi, a causa delle descrizioni secondo me confusionarie e
poco accurate.
Ci troviamo appunto a New
York, nel futuro. A causa del surriscaldamento globale e del
conseguente scioglimento dei ghiacciai, la città è stata inondata.
Il clima ormai è tropicale: caldo e umidità fanno da padroni, e le
piogge torrenziali hanno devastato la parte più bassa della città.
Ora New York è divisa in due parti: Aire e Abyss. La prima è la
parte più alta della città, costituita da grattacieli, ponti e
aerovie. Qui vivono i ricchi e i potenti. Ad Abyss, nei bassifondi,
invece sono relegati i poveri e i disgraziati.
Non vi do dettagli della
trama già troppo prevedibile, ma comunque l'idea di partenza non è
male.
E inoltre l'autore ha uno
stile davvero fluido e la lettura scorre veloce, tranquilla, liscia
come l'olio, senza intoppi o eccessivi sforzi di concentrazione. Cosa
che per me è da tenere ben in conto, visto quanto io faccia fatica a
volte ad adattarmi ai vari stili di scrittura degli autori, quando
comincio un nuovo libro.
Con queste premesse e
senza avere aspettative altissime (le recensioni negative erano
decisamente più di quelle positive e mi avevano fatto calare
l'entusiasmo), ho letto i primi capitoli di Mystic City con una sorta
di speranza crescente. Pensavo: per ora non è male, anzi è
gradevole.. magari io sarò una di quelli a cui questo libro piacerà!
Perché in effetti
all'inizio, non aspettandoti chissà cosa e chiudendo un occhio su
qualche difettuccio, il libro funziona. Ti sembra che debba solo
ingranare, entrare nel vivo, e poi ti piacerà.
Solo che più vai avanti,
più ti rendi conto che questo libro semplicemente non ingrana
e non entra nel vivo della storia. Mai.
Il ritmo, che all'inizio è
alquanto lento, dovrebbe farsi più serrato via via che si procede
con la storia, e invece sembra quasi che rallenti ancora di più.
I personaggi, che
dovrebbero seguire uno sviluppo o perlomeno mostrare qualche
caratteristica o particolarità che li contraddistingua, si fanno se
possibile sempre più piatti e insulsi, se non addirittura
antipatici.
Ci aspetteremmo inoltre di
trovare qualche dettaglio in più sul mondo e sul tempo in cui la
storia è ambientata, qualche informazione che possa esserci utile a
capire la situazione in cui vivono e agiscono i personaggi. E invece
niente. Sappiamo che New York è inondata e quindi ora è una specie
di Venezia con i grattacieli, sappiamo che ad Abyss tutti i palazzi
sono in rovina e che c'è odore di salsedine e sporcizia, e sappiamo
che fa un caldo atroce e quindi si suda molto.
In pratica, per Lawrence
questo significa world building.
Ma come si è arrivati a
tutto questo? Come ha fatto la situazione a diventare così tragica?
E, oltre a New York (in cui si svolge tutta l'azione), nel resto del
mondo cosa è accaduto? Non è che volessi un trattato di pagine e
pagine, ma almeno qualche cenno in più che mi permettesse di calarmi
completamente in questo mondo e capirne le dinamiche.
Ma per me l'ostacolo
maggiore da superare per provare a gradire la lettura sono stati i
personaggi.
La caratterizzazione in
questo romanzo non esiste.
Ci sono circa una
sessantina di personaggi (tra principali e comparse), li ho contati.
Sono tantissimi, troppi. E lo dice una a cui le storie piene di
personaggi, stile Cassandra Clare, piacciono un sacco. Solo che
Cassie con i personaggi è un genio. Ne introduce tanti, ma ha in
mente una precisa storyline per ognuno. Non fa preferenze o
distinzioni, li tratta alla pari, rendendo i suoi romanzi quasi delle
storie corali. Nessuno sta lì tanto per starci, ognuno ha un ruolo
preciso e lo svolge fino in fondo. Non hai mai la sensazione che
anche uno solo di quei duecento personaggi sia inutile.
Ora però sto divagando,
perché non potrei mai paragonare Mystic City ad uno qualsiasi
dei romanzi di Cassandra Clare. Il paragone per me nemmeno esiste.
Quello che voglio dire è
che nel romanzo di Lawrence ci sono un triliardo di personaggi e sono
uno più inutile dell'altro. Vengono introdotti così, dal nulla,
quasi uno nuovo per ogni capitolo, e poi o spariscono oppure vengono
ripescati solo quando sono provvidenziali ad un preciso snodo della
trama. Se c'è bisogno di un particolare pretesto o azione perché la
storia possa proseguire in un certo modo, voilà, ecco che spunta o
rispunta dal cappello uno dei tanti personaggi di contorno e zac! Fa
quello che deve fare e il problema è risolto! Ergo... molti degli
snodi fondamentali della trama sono a dir poco forzati.
E ci sono decisamente
troppi personaggi senza volto che appesantiscono e rendono noiosa e
snervante la lettura.
E anche i personaggi
principali... bah.
Aria è la protagonista e
voce narrante dell'intero romanzo e io alla fine, dopo 383 pagine,
ancora non avevo capito chi fosse. E non in senso buono. Un
personaggio a dir poco insipido. Totalmente senza sale, senza
mordente, senza caratteristiche di qualsiasi tipo, a parte il fatto
di essere talmente ingenua da risultare decisamente stupida. Ma di
quelle proprio cretine cretine, eh. Che nemmeno ti fanno saltare i
nervi, perché poverette, sono limitate. Capisce a pagina 355 quello
che tutti noi abbiamo capito a pagina 20.
Inoltre dovrebbe essere
una ragazza dolce e sensibile, o almeno così ci viene presentata.
Però poi, *Parte spoilerosa, se volete leggerla, evidenziatela* dopo
aver detto una ventina di volte che considera Davida come una cara
amica o addirittura una di famiglia e che le vuole un gran bene,
quando apprende della sua morte e tu ti aspetti che sia addolorata o
almeno molto triste, non versa una lacrima e sembra quasi che non
gliene importi nulla! Quello che le importa invece è accertarsi che
la tizia, che ormai è morta, non fosse un interesse amoroso di
Hunter (sì, sempre quella che considerava una sorella). Scusate ma
per me è assurdo e inaccettabile. Anche perché la scena è tipo
così: Hunter: Davida è morta. Aria: La amavi? Hunter:
Sì. Aria: Ca**o.
E anche Hunter, come
personaggio non va (anche se è un po' meglio di Aria, ma del resto
peggio di lei sarebbe difficile). Sarebbe il protagonista maschile,
ma nella prima metà del romanzo appare forse una volta e dice circa
due battute in croce.
Appare poi più
frequentemente nella seconda parte, ma è come se l'autore non
ritenesse necessario dargli una personalità, quando può limitarsi a
ribadire quelle 2-300 volte quanto sia figo e incredibilmente
possente e quanto i suoi occhi splendano e quanto i suoi muscoli
guizzino sotto la maglietta.
No, seriamente, per farvi
un esempio: pagina 376, “Il mio bellissimo, coraggioso Hunter”.
Pagina 377, “Il suo volto è incrostato di polvere e sudore, ma
non è mai stato così bello”.
Pagina 381, “Ha l'aria stanca, ma è sempre stupendo nonostante
le ferite”. And so on.
Alla fine cosa sappiamo di
Hunter? Mmm....... ah sì! Che ha degli splendidi occhi azzurri e dei
magnifici capelli biondi. Che è muscoloso, alto e slanciato, con un
fisico atletico e perfetto. E che è così forte. E bello. E beh è
anche... mm, gentile e coraggioso, forse? Sì, sicuramente. C'è
altro? Non direi.
Magari potrei anche
spendere un paio di righi per parlare delle due amiche di Aria, ma
finirei solo per blaterare discorsi isterici e femministi, allora mi
limito a mandare un infervorato messaggio all'autore: DIMMI QUALI
DONNE HAI CONOSCIUTO NELLA TUA VITA, THEO. Perché devi per forza
aver avuto un qualche tipo di trauma per dipingere le ragazze in quel
modo. Ovvero come un concentrato ridicolo di superficialità,
vestiti, profumi e unghie laccate, dalla cui bocca escono solo frasi
del tipo: “Voglio un bel fusto con cui ballare i lenti e
pomiciare nei bagni” (CIT. amica idiota n.1), oppure “Guardiamo
un film, sgranocchiamo popcorn e spettegoliamo tutta la notte. Sarà
divertente!” (CIT. amica idiota n.2), o ancora (e poi giuro che
la smetto) “Nessun ragazzo si accorge di me, quando sono in
mezzo a voi due. Avete due corpi che sembrano gambi di sedano, con le
tette e il sedere. Il mio assomiglia più a... una melanzana. Anzi, a
una melanzana alla parmigiana. Da non crederci, sono gelosa!”
(CIT. di nuovo amica idiota n.1).
Da notare, che le tizie in
questione hanno tipo 20 anni. Non 13. E, in quanto rappresentante del
genere femminile, mi sento in dovere di dire che nemmeno a 13 anni le
ragazze sono così cretine o superficiali.
Just saying.
Per non parlare poi della
storia d'amore. Oh, God. Potrei parlarne per tre ore, ma vi
risparmierò lo strazio e mi limiterò a dire sette semplici
paroline: uno-dei-peggiori-insta-love-di-sempre.
È risaputo, spero, che io
ODIO profondamente gli insta-love. Quei terribili amori a prima
vista, stile “lo/a conosco da circa 6 minuti e mezzo, ma già mi
butterei volentieri in una piscina piena di coccodrilli per lui/lei”.
Non li sopporto, perché
non li concepisco, perché non li capisco, perché non ci credo.
E in Mystic City
non solo abbiamo un insta-love, ma è pure uno dei peggiori di cui io
abbia mai letto.
Va più o meno così: lui
e lei si incontrano, lui salva lei da una temibile banda di
ragazzini, lui e lei prendono un caffè rivolgendosi forse due o tre
parole, dopo qualche giorno lui e lei si incontrano di nuovo (PER
CASO. A NEW YORK. O_O), lui le compra lo zucchero filato, lei vince
un peluche e lo regala a una bambina amica di lui, lui le presenta
sua madre, lei scappa, lui la rincorre sul tetto di casa sua, si
baciano, si amano.
SO SO NOT FOR ME.
Vabbè ho blaterato a
sufficienza di tutto ciò che non mi è piaciuto.
Cosa salvo? Come ho detto,
la cover, l'idea di base, forse l'ambientazione, e lo stile molto
scorrevole.
Per il resto, Mystic
City è un romanzo distopico, in cui l'elemento distopico viene a
malapena accennato, mentre fa da protagonista la parte romance, in
maniera secondo me esagerata e comunque non coinvolgente.
Se l'autore si fosse
soffermato sulla trama, invece che stare a descrivere con una
minuziosità ossessiva e allucinante ogni singolo
vestito/completo/outfit di ogni singolo personaggio femminile, forse
ne sarebbe venuto fuori qualcosa di meglio.
Ritmo
lento, quasi totale assenza di azione, e personaggi stupidi e insulsi
fanno di questo romanzo una delle peggiori letture fatte quest'anno.
Ed è ecco perché sono
incazzata.
Il
Mio Voto: 2 stelline e ½
Nonostante la scrittura fluida e l'ambientazione futuristica e originale, prevalgono un World Building estremamente fiacco, personaggi piatti, dialoghi ridicoli, e una storia d'amore fulminea e totalmente assurda. Un romanzo decisamente deludente.
Se siete giunti alla fine di questa lunghissima recensione, vi meritate un premio.
Fatemi sapere la vostra, ditemi cosa ne pensate di questo libro, se lo avete letto o avete intenzione di farlo. E se lo avete letto, ditemi, avete riscontrato gli stessi difetti che ho trovato io?
Un bacio e a presto!