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venerdì 25 settembre 2015

Recensione "Daughter of Smoke & Bone" (La Chimera di Praga), di Laini Taylor

Buongiorno, lettori. Oggi finalmente riesco a parlarvi di Daughter of Smoke & Bone (La Chimera di Praga), un romanzo che ho letto quest'estate, e che è stata una delle letture più particolari e insolite che abbia mai fatto. Ho impiegato un po' di tempo per ultimare questa recensione/commento, perché ci sarebbero troppe cose da dire e la trama è decisamente troppo complicata per essere ridotta ad una sintesi. È una recensione tremendamente lunga, chiedo venia.  
Preciso comunque che è assolutamente SPOILER FREE.
Alla fine (per chi riuscirà ad arrivarci), come bonus content ho aggiunto la mia personale scelta musicale abbinata a questo romanzo, più altre playlist fan-made trovate in rete, che a mio parere meritano di essere ascoltate. 

Titolo: Daughter of Smoke & Bone (Daughter of Smoke & Bone #1) [ENG]
Titolo italiano: La Chimera di Praga
Autore: Laini Taylor
Data di uscita: 27 settembre 2011
Editore: Little Brown & Co.
Prezzo: € 16,82 (copertina rigida); € 10,76 (copertina flessibile); € 6,49 (ebook)
Pagine: 418
Trama tradotta da me: Impronte scure di mani appaiono sulle porte di tutto il mondo, impresse a fuoco da stranieri alati che giungono da una fessura nel cielo. In un negozio buio e polveroso, la riserva di denti umani di un mostro comincia pericolosamente a scarseggiare. E nelle intricate vie di Praga, una giovane studentessa d'arte sta per ritrovarsi incastrata in una brutale guerra ultraterrena. Ecco a voi Karou, che riempie i suoi album da disegno di mostri che potrebbero essere o meno reali, che tende a sparire per misteriose commissioni, che parla moltissime lingue - non tutte umane - e che ha lunghi capelli di un blu lucente che crescono davvero di quel colore. Chi è in realtà? Questa è la domanda che l'ha sempre tormentata, e ora finalmente sta per scoprirlo. Quando il bellissimo e tormentato Akiva posa i suoi occhi di fuoco su di lei in un vicolo di Marrakesh, il risultato sono sangue e luce stellare, segreti scoperti, e un amore avversato dalle stelle che affonda le sue radici in un lontano passato violento. Karou si pentirà di aver voluto scoprire la verità su se stessa?

 

Tanto tempo fa un angelo e un diavolo si innamorarono. 
Non finì bene.

La lettura di Daughter of Smoke & Bone è un viaggio da cui, nel bene o nel male, non si torna indietro.

Bisogna armarsi di una grande dose di immaginazione per leggerlo, ma non risulta mai esagerato o estremo. Sicuramente però lascia il segno.

Chiudete gli occhi, liberate la mente dai legami terreni, e immaginate.

Un mondo diverso, un altrove sconosciuto. Due razze nemiche. Angeli e demoni. Una guerra che dura da millenni. Due amanti segreti e avversati dalle stelle. Magia. Tradimento. Desideri. Speranza.

In una lingua vecchia quanto il mondo, Karou significa speranza. Ma Karou non sa perché l'abbiano chiamata così. Non sa nemmeno chi le abbia dato questo nome, perché non ha alcun ricordo della sua famiglia o dei suoi primissimi anni di vita. Quello che sa è che le persone più vicine a lei non sono davvero persone. Hanno corna, code, ali e lunghi colli. Non sono umani, possono essere spaventosi, e molti li chiamano mostri, ma sono quanto di più vicino ad una famiglia Karou abbia mai avuto.

Era stata innocente, un tempo. Una bambina che giocava con le piume sul pavimento della tana di un diavolo. Non lo era più ora, ma non sapeva cosa farci. La sua vita era questo: magia, vergogna, segreti, denti e un profondo, lancinante vuoto al centro del suo essere, dove, con assoluta certezza, mancava qualcosa.

Karou finge di avere una vita normale, di essere una ragazza normale che frequenta un istituto d'arte, esce con la sua migliore amica e riempie pagine e pagine di disegni eccentrici e meravigliosi, che ritraggono creature impossibili.
Ma cosa c'è di normale in questa misteriosa ragazza dai naturali capelli blu che scompare per giorni senza dare notizia di sé? Che si addentra per le affollate viuzze di Praga e sparisce dentro una porta che nessuno sa dove conduca.
Le basta un passo per ritrovarsi nel caotico mercato di Marrakesh.
Un salto per spiccare il volo, pur essendo priva di ali.
Un sguardo, e il suo cuore come impazzito inizia a battere per qualcuno per cui non dovrebbe.

Esisteva un destino più amaro dell'avere ciò che desideri da tanto tempo, quando è ormai troppo tardi?

Daughter of Smoke & Bone è quel tipo di romanzo che sarebbe meglio leggere senza sapere quasi nulla sul contenuto, perché ogni capitolo è un'avventura che merita di essere gustata, ogni pagina un segreto che vale la pena di scoprire pian piano.
I primi capitoli sono pieni di domande, le domande di Karou che sono anche quelle del lettore. Capitoli di mistero e di sensazioni di origine sconosciuta, di senso di perdita e mancanza, di non appartenenza. Eco lontane di un passato disperso nell'oblio, che risuonano nell'anima, che vibrano attraverso la pelle. La sensazione bruciante e sfuggente di aver perduto qualcosa che non si sapeva di possedere.
"your soul sings to mine"La seconda parte, quella centrale, funge da ponte tra la prima e la terza, collega il presente e il passato, e vede la collisione di due universi e di due tempi.
La terza è una lunga sequenza di flashback, di ricordi, di “fill in the blanks”, di risposte. Risposte che però aprono la porta a nuove domande.
Il finale è riconoscimento e disperazione, malinconia e perdita. C'è un cliffhanger, che serve da slancio per il capitolo successivo della trilogia. 
 
Una volta che tutte le porte fossero state marchiate, la fine avrebbe avuto inizio. E sarebbe iniziata con il fuoco.

Se non fosse stato per un amore un po' istantaneo, che non mi ha conquistata completamente, e un'idealizzazione un po' eccessiva del sentimento d'amore, questo romanzo sarebbe probabilmente rientrato tra i miei preferiti. Avrei apprezzato di più questa storia d'amore se il sentimento tra i due protagonisti fosse nato da un'intimità più profonda, se si fosse sviluppato gradualmente, invece di succedere così semplicemente, esplodendo all'improvviso e avendo come unica base una forte attrazione fisica. 


«Mai pentirsi della propria bontà, bambina. Rimanere leali di fronte al male è una dimostrazione di forza.»

Devo però dare atto all'autrice di una cosa: questo non è il classico insta-love dei romanzi YA, che è semplicemente frutto di una scrittura non curata e di una caratterizzazione dei personaggi non approfondita. Questo è un amore “alla Romeo e Giulietta”, improvviso e travolgente, distruttivo e salvifico al tempo stesso. Poco realistico, quasi surreale, proprio perché non vuole essere realistico. Ho avuto l'impressione che sia stata una scelta studiata dell'autrice quella di creare un legame così totalizzante tra i due protagonisti, senza un normale e usuale periodo di conoscenza che lo giustificasse. Questo amore giustifica se stesso, non è un amore terreno, non ha nulla di comune o usuale. Trascende la realtà e i confini terreni e umani. È idealizzato. Può sembrare distante e cristallizzato, qualcosa che non appartiene a questo mondo e a questo tempo, ma come ho detto, penso che fosse proprio questo l'intento dell'autrice. Un sentimento non da capire, ma da sentire. 

 «La speranza è la vera magia, bambina.»

Con uno stile ricco, metaforico, onirico e vibrante, la Taylor narra una storia che ha il sapore di una leggenda antica, che si perde nel tempo, che viene tramandata di bocca in bocca dagli albori del mondo. Una storia potente e a tratti lacerante, profonda e malinconica, struggente ed eterea.

why fear death? be scared of livingL'eterna ed infinita lotta tra bene e male qui assume connotati diversi.
Quando violenza e ingiustizia regnano, quando il sangue scorre e le vite si spezzano, quando i cuori soffrono e gli occhi si chiudono, quando la guerra va avanti e distrugge tutto, impossibile da arrestare – ma senza che nessuno riesca a ricordare la ragione per cui è cominciata – chi è davvero nel giusto?
La linea di confine tra il bene e il male vacilla, e all'improvviso le certezze di millenni si infrangono, le prospettive si capovolgono.

«La pace è qualcosa di più dell'assenza della guerra. La pace è accordo. Armonia.»
 
La guerra è alimentata da un odio viscerale. 
L'odio detta legge, confonde le menti, corrode l'umanità.
Resta solo desolazione, il buio nel cuore e nell'anima. Non c'è salvezza. 
La vita e l'amore soccombono sempre alla morte e alla disperazione.
Ma Karou, figlia del fumo e dell'osso, non la pensa così.
Non ha ricordi, nella sua mente c'è confusione, nel suo cuore solitudine, ma è determinata. Ricorderà.
E combatterà.
Chi è pronto a farlo insieme a lei, chi crede che il mondo possa essere cambiato, che possa essere rifatto, che la salvezza sia ancora possibile per chi ha l'ardire di amare dove nessun altro lo fa, resterà ammaliato da questa storia che racchiude in sé una, dieci e altre centomila storie.

«Sognavamo insieme un mondo rinato.»


Il Mio Voto: 4 stelline
 
Un romanzo originalissimo ed estremamente fantasioso, potente e poetico, scritto con uno stile lirico e visivo. Una storia d'amore, di odio, di tradimento e vendetta. Ricordi e desideri. Guerra e speranza.
 Da leggere perché non ne esistono di simili.


**Vi invito ad ascoltare questa canzone e a leggerne il testo. Sembra quasi che sia stata scritta appositamente per questo libro**
 
Hurricane - 30 Seconds To Mars
  
 
Inoltre vi rimando ad alcune playlist fan-made relative a questo romanzo. Le ho ascoltate tutte, e ce ne sono alcune che ne catturano alla perfezione l'essenza. Se lo avete letto o pensate di farlo, probabilmente vorrete ascoltare questa meravigliosa selezione di canzoni. Potete trovarle QUI.

p.s.: la mia parte preferita di questo libro è quando, verso la fine, si scopre il vero significato che nasconde il titolo, Daughter of Smoke & Bone. Ne vale la pena anche solo per questo momento.


Avete letto questo libro? Cosa ne pensate? Fatemi sapere pareri e opinioni, e parliamone insieme!

giovedì 18 giugno 2015

Recensione "L'Anello dei Faitoren", di Emily Croy Barker

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un libro che ho finito da poco, e che mi è stato gentilmente inviato dalla Giunti, in cambio di una mia onesta recensione. Purtroppo questo romanzo non mi ha fatto impazzire, ma ringrazio tantissimo la CE per avermene inviata una copia in omaggio.


Titolo: L'Anello dei Faitoren (The Thinking Woman's Guide To Real Magic #1)
Titolo originale: The Thinking Woman's Guide To Real Magic
Autore: Emily Croy Barker
Data di uscita: 11 febbraio 2015
Editore: Giunti
Prezzo: € 16,00 (copertina flessibile); € 9,99 (ebook)
Pagine: 617
Trama: E se bastassero poche, enigmatiche parole a trasformare una ragazza molto delusa in una creatura dai poteri eccezionali? Nora Fischer non ha mai pensato di possedere doti straordinarie o di essere destinata a grandi cose. Anzi, da quando il fidanzato l’ha lasciata e la speranza di una promettente carriera universitaria è svanita nel nulla, è convinta di valere ben poco. Finché un giorno, dopo una festa in campagna, si imbatte in una vecchia lapide su cui legge alcuni versi dal significato oscuro. Pochi istanti e Nora stenta a riconoscere il luogo in cui si trovava fino a un attimo prima: davanti a lei si staglia un maestoso palazzo circondato da un parco lussureggiante, e una donna vestita di bianco la accoglie con entusiasmo. Nora non sa ancora di trovarsi al cospetto di Ilissa, la potente regina dei Faitoren. Trascinata in un turbinio di feste, passeggiate a cavallo e cene fastose, coperta di splendidi abiti e gioielli, Nora diventa la donna seducente e irresistibile che ha sempre sognato di essere: la compagna ideale per il bellissimo principe Raclin, che la chiede in sposa. Ma qualcosa stride in quell’universo perfetto. Chi sono le creature spaventose che Nora scorge nottetempo? Sta forse impazzendo o qualcosa di terribile si nasconde dietro le lusinghe di Ilissa? E quell’uomo strambo che dice di essere il mago Aruendiel, perché insiste a metterla in guardia dai Faitoren e a volerle insegnare le arti magiche? C’è un pericolosissimo sortilegio da sciogliere, quello dell’anello che Raclin ha messo al dito di Nora.
Un romanzo pieno di amore e crudeltà, per adulti e ragazzi, dove la magia è protagonista assoluta. Una storia che ha l’atmosfera della fiaba classica e il passo epico del fantasy contemporaneo.


 

 
«Vuoi sapere cos'è la magia, cara Nora? Ora hai l'opportunità di scoprirlo.»

Volevo con tutto il cuore che questo libro mi piacesse. Sul serio. L'ho iniziato senza pregiudizi e per il primo terzo l'ho anche trovato abbastanza intrigante. Ma più procedevo con la lettura, più difetti trovavo e meno la storia mi convinceva. Ora che l'ho finito devo proprio spiegarvi cosa non va in questo romanzo.

Il più grave problema de L'Anello dei Faitoren è che sembra essere stato scritto e poi direttamente pubblicato, senza essere revisionato nemmeno una volta. Più leggevo, più mi chiedevo “ma dov'è l'editing di questo libro? Ma l'autrice ce l'aveva un editor?”. Il romanzo conta 617 pagine, cosa che già di per sé, per essere un debutto e il primo libro di una trilogia, è abbastanza insolita e forse non proprio la scelta più geniale che si possa fare. Cara Emily, hai altri due libri davanti.. perché scrivere più di 600 pagine solo per il primo? Ma comunque se tutte queste pagine fossero servite alla storia, a costruire un universo adeguato e dettagliato e ad approfondire le relazioni tra i personaggi, ben venga. Così però non è. Dopo aver finito alcuni capitoli, ho iniziato a fare una prova: ritornavo indietro e cercavo di capire a cosa fossero serviti per la storia in generale. La risposta? A niente. Sono quasi dei siparietti a parte, scene extra, con una montagna di personaggi extra, che fanno la loro comparsa per quel capitolo e poi spariscono. Avrei potuto prendere le forbici e tagliare tutti questi capitoli filler (cioè la maggior parte), e non sarebbe cambiato assolutamente NULLA.

Secondo grande problema: questo libro è un inglorioso e fatale esempio di TELLING NOT SHOWING. Ovvero “parlare, parlare, parlare, ma non mostrare”. L'autrice non fa altro che far blaterare in continuazione i suoi personaggi per 600 pagine. È un continuo parlare, un dialogo infinito, che diventa assai snervante con il procedere della storia. Quasi tutto ciò che succede in questo romanzo (quel poco che succede) non viene mostrato, ma raccontato. Non solo eventi di poco conto, ma anche punti salienti della storia vengono liquidati con una cosa del tipo “Cos'è successo?” “Tizio ha fatto questo, Caio ha fatto quello”. Persino i combattimenti, i salvataggi, le svolte inaspettate come la morte di personaggi principali, che dovrebbero costituire dei punti salienti di tensione drammatica vengono solo riportati a parole, ma non vengono fatti vedere, non vengono descritti nel momento in cui accadono. E questo espediente non serve nemmeno un qualche scopo narrativo, ma anzi ha l'effetto di privare completamente quei pochi colpi di scena di tutta la loro potenzialità drammatica, relegandoli allo stato di semplici registrazioni passive di eventi. Zero emozionalità, zero passione, zero sentimenti. Tutto è statico, blando, vuoto e impersonale.

Questo mi porta al terzo problema: i personaggi. Sono tutti statici, piatti, privi di personalità e di emozioni. Non maturano, non si evolvono, ma soprattutto non trasmettono nulla. Parlano di continuo, interagiscono, l'autrice scrive di ciò che dicono e di ciò che fanno, ma mai di quello che provano. E il risultato è che né la storia, né i personaggi riescono a prendere vita, tutto resta sulla carta, alla fine sono solo parole stampate e nulla di più. 

Potrei anche spendere qualche parola sulla protagonista, ma ne vale davvero la pena? Paradossalmente Nora, il personaggio principale, è il più noioso e insipido di tutti. Mi è venuto da ridere quando ho letto il titolo originale di questo romanzo: The Thinking Woman's Guide To Real Magic. Ovvero letteralmente La Guida della Donna Pensante alla Vera Magia. A parte che lo trovo piuttosto ridicolo come titolo, il punto è che è anche fuorviante, perché fa credere che la protagonista sia effettivamente una donna pensante e quindi – si suppone – sveglia e intelligente. E la cosa risulta involontariamente parodica, perché in realtà Nora è l'esatto opposto. Innanzitutto è una donna di 29/30 anni, che si comporta come un'adolescente, e non in senso positivo. Sembra che la Barker intendesse indirizzare il suo romanzo ad un target anche più adulto, e per questo ha deciso di fare di Nora una trentenne. Salvo però farla poi agire e comportare come una sedicenne immatura e un po' stupida. Nora passa tutto il romanzo ad avere scatti di rabbia e frustrazione privi di senso, oppure a fare “ooh” e “uuh”, meravigliandosi e restando attonita davanti ad ogni singola cosa che vede o sente. Un atteggiamento che alla lunga diventa irritante. Se fosse stata davvero una sedicenne, almeno sarebbe risultata un minimo più credibile.

E poi un'altra cosa: apparentemente questo romanzo voleva essere un inno al femminismo (basta vedere il titolo), all'indipendenza delle donne e alla loro volontà di farsi valere, rifiutandosi di sottomettersi agli uomini. Nora dovrebbe essere la portavoce di questi sentimenti, dovrebbe incarnare la donna forte e indipendente, che non accetta compromessi con gli uomini che vogliono imporle il loro volere. Peccato che l'autrice fallisca miseramente nel suo intento. Infatti Nora risulta solo cretina e un po' schizzata. Quando un uomo le propone di accompagnarla in giro per la foresta perché per una donna sola potrebbe essere pericoloso.. apriti cielo! Si arrabbia e si offende mortalmente. Lei è una donna forte e sa badare a se stessa! Salvo poi farsi rapire almeno un paio di volte nel corso del libro... Un uomo cerca di spiegarle come funzionano le convenzioni sul decoro femminile in quel mondo medievale in cui è finita, dove la figura femminile è vista come inferiore, e lei invece che rendersi conto che, per quanto ingiusto, si tratta di un altro mondo con concetti di parità dei sessi ancora arretrati, si infuria perché “come vi permettete uomini di dire a me come devo comportarmi!!!!!” (I punti esclamativi non sono miei, ma suoi.... ne fa un uso spropositato). Poi però quando scopre che il suo caro mago (il protagonista maschile) ha assassinato la sua ex moglie perché lo aveva tradito, molto stile Otello, ti aspetti che come minimo non lo guardi più in faccia, visto quanto è sensibile sull'argomento. E invece no.... lo giustifica, cerca di capirlo e va in giro a difenderlo. Sì, ha fatto una cosa sbagliata, ma a tutti capita di commettere un errore di tanto in tanto. Ah. Okay, Nora, okay. 
  
«Non vorrai diventare quel tipo di mago che deve accendere un fuoco ogni volta che deve lanciare un incantesimo.»
«Maga, semmai.»

Insomma, questo libro aveva del potenziale nella storia e nell'idea alla base, cose che, nonostante tutto, non mi sono dispiaciute. Ma tutto ciò che avrebbe potuto essere è stato rovinato da questi grandi, enormi, assurdi difetti, che non riesco proprio a giustificare, nemmeno pensando che si tratta di un romanzo di debutto.
E poi non vi ho detto la ciliegina sulla torta: questo libro non ha un finale, semplicemente si interrompe in un punto e stop. L'autrice ha anche avuto la brillante idea di rivelare che il suggerimento le è stato dato da quel genio della sua editor, che le ha consigliato di fare esattamente questo: interrompere la storia, così da lasciare i lettori in sospeso fino al libro successivo.
Certo, peccato che questo non sia un cliffhanger interessante, ma solo un'interruzione ingiustificata. In altre parole, un grossolano errore di narrazione e scrittura.
Quindi leggerò il seguito? Mah. Innanzitutto non si sa quando uscirà, pare che l'autrice lo stia ancora scrivendo. Una certa voglia di sapere come andrà a finire la storia mi è rimasta, devo dire. E si può sempre sperare che la scrittura vada migliorando, però so già che più tempo passerà prima che esca, più questa fiammella di curiosità andrà affievolendosi.
Alla Barker, in ogni caso, suggerisco seriamente di trovarsi un altro editor e magari anche andarsi a fare un corso di scrittura creativa, che non le farebbe male.


Il mio voto: 2 stelline e ½
 
Un Fantasy con una trama intrigante e una buona idea di base, che però si perde terribilmente nella narrazione prolissa e piena di parti inutili. Personaggi piatti e un'esagerata presenza di dialoghi lo rendono pesante e a volte anche involontariamente ridicolo.


Avete letto questo libro, lettori? Oppure vorreste farlo? Parliamone!

p.s.: nonostante il mio giudizio su questo libro sia perlopiù negativo, mi sono venute delle idee per un Dream Cast, quindi se vi interessa.. stay tuned, perché o domani o nei prossimi giorni ve lo mostrerò!

lunedì 22 settembre 2014

Recensione "Shadowhunters - The Mortal Instruments" Series, di Cassandra Clare

Ciao a tutti, adorati lettori! Buon inizio settimana a tutti.
Oggi ho per voi un post un po' speciale. Mi sono resa conto che non ho mai postato qui sul blog una recensione di uno qualsiasi dei libri che compongono la serie Shadowhunters - The Mortal Instruments, di Cassandra Clare. E siccome è inammissibile che io non vi abbia mai parlato della mia saga preferita, ho deciso di fare una recensione complessiva di tutta la saga, o meglio piccole recensioni di ogni libro (ovviamente tutte SPOILER FREE). 
Cliccando sulle immagini delle copertine, sarete rinviati alla pagina di Amazon relativa, per ogni dettaglio sul libro.


1. Città di Ossa

«Scusa, mi stai dicendo che i tuoi amici ammazzademoni hanno bisogno che mia mamma li accompagni in macchina al loro prossimo appuntamento con le forze delle tenebre?»
 
Primo volume della saga. Molti dicono che rispetto agli altri sia inferiore, ma io l'ho adorato in tutto e per tutto. Può non essere esente da difetti, ma per me questo libro è perfetto così com'è, e non cambierei nulla (tralasciando ovviamente alcuni pietosi errori di traduzione, ma non è di questo che stiamo parlando).
Di sicuro è un volume introduttivo e si nota, ma non per questo manca di azione, romanticismo, ironia e suspense in eguali dosi mescolate alla perfezione. È un mix perfetto, scoppiettante. I personaggi sono molti e ci vengono presentati ad uno ad uno, con efficacia. E ognuno ha una ragion d'essere all'interno della storia. Nessuno sembra inutile o introdotto solo per fare numero.
Tutto, pur nella sua dimensione fantastica, segue una precisa logica
I dialoghi sono brillanti, le situazioni fanno sorridere, ai personaggi ci si affeziona con facilità.
In una New York dalla doppia faccia, dove un mondo magico si nasconde agli occhi dei comuni mortali, comincia un'avventura intrigante, dark, magnetica e sexy, che conquista inevitabilmente e tiene incollati alle pagine fino alla fine! 

Il Mio Voto: 5 stelline!

Un mondo che non può che affascinare. Un inzio di saga che non può che colpire.
 
***

2. Città di Cenere

«L'amore rende bugiardi.»


http://www.amazon.it/Shadowhunters-Citt%C3%A0-cenere-Cassandra-Clare/dp/8804601728/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1409387564&sr=8-1&keywords=citt%C3%A0+di+cenereIn un secondo capitolo che rasenta la perfezione, la Clare riconferma il suo assoluto talento. In questo libro accade di tutto: i personaggi già presenti nel primo volume, anche quelli secondari, vengono approfonditi, e ne vengono introdotti di nuovi. Mi sono sentita profondamente coinvolta nella vicenda di Jace in questo capitolo, mentre ho storto il naso per Clary. Ho giurato eterna adorazione al personaggio di Magnus, mentre mi è tanto tanto dispiaciuto per Simon.
Leggete questo libro e tra una visita alla Corte Seelie, presso l'enigmatica Regina delle Fate, tra gelosie, confessioni, segreti e un'incredibile cambiamento nell'esistenza di Simon, senza nemmeno accorgervene arriverete ai capitoli finali, che vi terranno con il fiato sospeso in una battaglia senza pari a bordo di una maestosa e misteriosa nave.
E ciò che resterà sarà solo cenere...
 
Il Mio Voto: 5 stelline!

Un secondo romanzo forte e d'impatto, con un finale che lascia con la necessità fisica del seguito.

***

3. Città di Vetro

«Il modo in cui ti guardava. Allora ho capito. Lui non ti aveva mai usato. Lui ti amava, e questo amore lo stava uccidendo.»

http://www.amazon.it/SHADOWHUNTERS-CITT-VETRO-Clare-Cassandra/dp/8804605847/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1409387628&sr=8-1&keywords=citt%C3%A0+di+vetro Forse posso affermare che questo sia in assoluto il mio capitolo preferito dell'intera saga (ebbene sì, anche più dell'ultimo volume).
Se Città di Cenere rasenta la perfezione, Città di Vetro ci sguazza nella perfezione.
Uno dei libri più appassionanti che abbia mai letto.
Non più ambientato a New York, bensì a Idris, luogo di origine di tutti gli Shadowhunters, questo libro è assolutamente mozzafiato. Ogni pagina mi ha dato un'emozione diversa, ma ugualmente intensa. Ogni personaggio ha una sua voce, una sua crescita, una sua storia. Le storie d'amore arrivano al massimo possibile della loro dolcezza e del loro coinvolgimento emotivo. E mi hanno fatto arrivare al massimo livello possibile di fangirling (sempre che per il fangirling esista un livello massimo... In realtà credo che si possano raggiungere sempre nuovi orizzonti in questo campo).
Un ultimatum. Una corsa contro il tempo. Rivelazioni. Colpi di scena. Sacrificio.
L'epica Guerra Mortale avrà finalmente una conclusione.
Tutti i nodi vengono al pettine. Ho amato ogni rigo di questo romanzo.
PURA PASSIONE PULSANTE

Il Mio Voto: 5 stelline! (e anche di più)


Il mio preferito. Meraviglioso. Perfetto. Non c'è altro da dire.

***

4. Città degli Angeli Caduti

«Lo prometti?»
«Te lo giuro sull'Angelo.» Chinò la testa e le diede un bacio sulla guancia. «Oh, all'inferno. Giuro su di noi.»
Clary attorcigliò le dita nella manica della maglia di lui. «Perché noi?»
«Perché non c'è più nient'altro in cui credo.»

http://www.amazon.it/Shadowhunters-Citt%C3%A0-degli-angeli-caduti/dp/8804618299/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1409387665&sr=1-1&keywords=citt%C3%A0+degli+angeli+caduti
Mezza stellina in meno rispetto agli altri solo perché un'era è finita. E un'altra comincia. Siamo di nuovo a New York. Sorgono nuovi problemi, una nuova minaccia. Nuove situazioni. Un volume di passaggio, direi. Adattamenti, aggiustamenti. Qualche nuovo personaggio, uno con un segreto, una con un triste destino che la aspetta.
Un pizzico meno appassionante degli altri. Solo un pizzico, però.
Ammetto di non aver apprezzato troppo Jace in questo libro. Proprio Jace, il mio personaggio preferito, qui mi ha leggermente dato sui nervi. Certo, poverino, non era mica colpa sua, però l'autrice in 6 libri lo ha davvero messo in croce questo ragazzo!
In ogni caso, la Clare è sempre la Clare, e anche se con qualche idea in meno rispetto alla prima trilogia (almeno a mio parere), ne inizia un'altra ponendo basi decisamente interessanti, che si ricollegano comunque agli eventi della prima.
E il finale, più dark che mai, riserva un cliffhanger (forse l'unico effettivo cliffhanger che la Clare abbia usato in questa saga), che costringe a leggere immediatamente il volume successivo! 
 
Il Mio Voto: 4 stelline e ½
Solo un pizzico inferiore agli altri, perché chiaramente si tratta di un romanzo di passaggio. Vengono poste le basi per la nuova direzione che prenderà la storia.

***

5. Città delle Anime Perdute

«Ci sono certe persone alle quali l'universo sembra aver riservato un destino speciale. Speciale nei vantaggi e speciale nei tormenti. Dio sa quanto tutti noi siamo attratti da ciò che è bello e dannato. Io stesso sono stato così, ma alcuni non possono essere cambiati. O, se succede, è solo grazie a un amore e un sacrificio così grandi da distruggere chi lo dona.»
 
http://www.amazon.it/Shadowhunters-Citt%C3%A0-delle-anime-perdute/dp/8804635401/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1409387703&sr=1-1&keywords=citt%C3%A0+delle+anime+perdute Con questo quinto libro, anche la trama orizzontale della seconda trilogia comincia a prendere forma e a delinearsi più chiaramente. 
Accompagnando Clary in un viaggio sospeso tra sogno realtà, ultimo disperato tentativo di salvare la vita e soprattutto l'umanità e il libero arbitrio di Jace, visiteremo con lei Venezia, Praga e Parigi, e impareremo che a volte il prezzo da pagare per reclamare le anime perdute è fin troppo caro.
Ho amato l'aspetto morale di questo romanzo. E qui ce ne sono tanti di spunti sulla moralità. Sull'etica, addirittura. Su quanto, in termini anche di vite umane, si può rischiare per amore. Quanto può essere puro un sentimento che rende tanto egoisti? E quanto vale invece la volontà, la libertà di poter scegliere?
La prova evidente che anche un Urban Fantasy (genere tanto, troppo sottovalutato) può far riflettere.
Ma l'azione certo non manca, anzi! Con una lotta finale densa colpi di scena e un gesto a dir poco inaspettato da parte di Clary, descritto con un'intensità sconvolgente, questo libro lascia letteralmente senza respiro.
 
Il Mio Voto: 5 stelline!

Incredibilmente affascinante. Se siete arrivati fin qui, non ve ne pentirete. Le relazioni tra i personaggi sono più complesse e intrecciate che mai. E le locations in cui questo romanzo è ambientato sono incantevoli. Gran finale.

***

6. Città del Fuoco Celeste
 
«Credo che a volte verso il nostro cuore siamo incoscienti come lo siamo verso la nostra stessa vita. Quando lo doniamo a qualcuno, lo facciamo senza riserve. E se non riceviamo ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno, come viviamo?»

http://www.amazon.it/Shadowhunters-Citt%C3%A0-del-fuoco-celeste/dp/8804641290/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1409387753&sr=1-1&keywords=citt%C3%A0+del+fuoco+celesteSu questo ultimo capitolo, potrei scrivere un papiro. Ma sarebbe dura non fare spoiler, quindi dirò soltanto che è una conclusione degna di essere chiamata tale. Non c'è domanda a cui non venga data risposta, non c'è dubbio che non venga chiarito, non c'è questione che venga lasciata in sospeso. Ogni personaggio ha il suo finale, ogni problema ha il suo scioglimento.
Le emozioni e i sentimenti espressi da ogni personaggio sono chiari, limpidi, ormai impossibili da fraintendere. Se ancora c'era qualcosa di non detto, di taciuto, di non osato, ora tutto viene esaustivamente espresso e realizzato.
Si potrebbe quasi definire un romanzo corale, dato che a tutti i personaggi viene dedicato quasi lo stesso spazio. 
 
Leggendo questo libro, io mi sono sentita a casa. Come se conoscessi tutti i personaggi da una vita, come se fossero miei amici di vecchia data. Tornando a Idris, me la ricordavo e me la figuravo alla perfezione nella mia mente, come se fosse un po' anche casa mia. Sì, leggere Città del Fuoco Celeste per me è stato proprio questo. Un Homecoming. Un ritorno a casa.
Nel corso della saga ho imparato a conoscere, apprezzare e amare ogni singolo personaggio. Non potrei sceglierne uno solo come mio preferito. Perché ormai di ognuno conosco ogni sfaccettatura, ogni difetto, ogni pregio, ogni segreto.
Questo è il più grande merito e talento di Cassandra Clare, secondo me. In sei libri, ha plasmato dei personaggi che sono diventati estremamente reali per chiunque abbia letto e amato questa serie. Come se li avessi forgiati dal legno o con la plastilina e poi gli avesse dato un'anima, attraverso qualche strano rito vudù. 
 
E poi questo è anche un romanzo pieno di citazioni, pieno di autocelebrazione, mai forzata, ma anzi generosamente elargita come un dono a tutti i fan della saga. Ci sono continuamente riferimenti, ricordi, allusioni e strizzate d'occhio a tutti gli altri volumi della serie e anche alla trilogia The Infernal Devices (Le Origini). E non parlo solo del tanto atteso crossover di Jem e Tessa (che peraltro è stato adorabile e ben inserito), ma mi riferisco anche a tutte quelle volte in cui veniva citata una frase, un evento o anche solo una sensazione legata ad uno qualsiasi degli altri libri. Per non parlare poi dell'unico spiraglio narrativo che viene volutamente lasciato aperto, perché avrà un degno sviluppo nella prossima serie della Clare. E intendo ovviamente la storyline di Emma e Julian, e Mark e Helen e di tutti gli altri Blackthorn, che naturalmente vedrà un prosieguo nella serie The Dark Artifices, in arrivo nel 2015
 
Insomma, le emozioni suscitate da questo libro sono state come sempre fortissime, ma ammetto di essere rimasta sorpresa, perché avevo sentito dire da moltissime persone che fosse un libro straziante e spacca-cuore. Tutt'altro. Mi ha commosso un pochino in un certo punto verso la fine, ma non mi ha per nulla distrutto. Sebbene comunque succedano delle cose che mettono molta malinconia. Ma, in generale, ho trovato infinitamente più triste il libro conclusivo della trilogia delle Origini, La Principessa.
Ho però anche un microscopico appunto da fare: mi sarei aspettata, trattandosi della Clare, un pizzico di azione in più nel finale. O meglio nella conclusione della guerra e nella sconfitta del “cattivo”. Non che l'azione manchi. Assolutamente. Ma mi è sembrato che l'autrice abbia utilizzato le oltre 700 pagine a sua disposizione per concludere con tutti gli onori la storia personale di ogni personaggio, approfondendone abbondantemente tutte le caratteristiche e le sfumature, a discapito magari di una “distruzione finale” più dettagliata e “col botto”.
Ma comunque, il libro resta stupendo e naturalmente meravigliosamente scritto. Non delude e non lascia con la sensazione che manchi qualcosa, come spesso accade con la fine delle saghe tanto acclamate.
Perciò, cos'altro dire?  
Cara Cassie, torna presto, perché già mi manchi!!! 

Il Mio Voto: 5 stelline!

La fine di una grande saga Urban Fantasy. Ma anche il sapiente prequel di un'altra saga non ancora iniziata. Una fine perfetta. Un inzio incredibilmente promettente. E non mancano tutte le emozioni possibili. Non resterete delusi.


E voi, l'avete letta questa saga meravigliosa? La pensate come me? Qual è il vostro libro preferito tra tutti e sei?