Buongiorno
lettori! Oggi vi parlo di un libro che ho finito da poco, e che mi è
stato gentilmente inviato dalla Giunti, in cambio di una mia onesta
recensione. Purtroppo questo romanzo non mi ha fatto impazzire, ma
ringrazio tantissimo la CE per avermene inviata una copia in omaggio.
Titolo: L'Anello dei Faitoren (The Thinking Woman's Guide To Real Magic #1)
Titolo
originale: The Thinking Woman's Guide To Real Magic
Autore: Emily Croy Barker
Data
di uscita: 11 febbraio 2015
Editore: Giunti
Prezzo:
€ 16,00 (copertina flessibile); €
9,99 (ebook)
Pagine: 617
Trama: E se bastassero poche,
enigmatiche parole a trasformare una ragazza molto delusa in una
creatura dai poteri eccezionali? Nora Fischer non ha mai pensato di
possedere doti straordinarie o di essere destinata a grandi cose. Anzi,
da quando il fidanzato l’ha lasciata e la speranza di una promettente
carriera universitaria è svanita nel nulla, è convinta di valere ben
poco. Finché un giorno, dopo una festa in campagna, si imbatte in una
vecchia lapide su cui legge alcuni versi dal significato oscuro. Pochi
istanti e Nora stenta a riconoscere il luogo in cui si trovava fino a un
attimo prima: davanti a lei si staglia un maestoso palazzo circondato
da un parco lussureggiante, e una donna vestita di bianco la accoglie
con entusiasmo. Nora non sa ancora di trovarsi al cospetto di Ilissa, la
potente regina dei Faitoren. Trascinata in un turbinio di feste,
passeggiate a cavallo e cene fastose, coperta di splendidi abiti e
gioielli, Nora diventa la donna seducente e irresistibile che ha sempre
sognato di essere: la compagna ideale per il bellissimo principe Raclin,
che la chiede in sposa. Ma qualcosa stride in quell’universo perfetto.
Chi sono le creature spaventose che Nora scorge nottetempo? Sta forse
impazzendo o qualcosa di terribile si nasconde dietro le lusinghe di
Ilissa? E quell’uomo strambo che dice di essere il mago Aruendiel,
perché insiste a metterla in guardia dai Faitoren e a volerle insegnare
le arti magiche? C’è un pericolosissimo sortilegio da sciogliere, quello
dell’anello che Raclin ha messo al dito di Nora.
Un romanzo pieno
di amore e crudeltà, per adulti e ragazzi, dove la magia è protagonista
assoluta. Una storia che ha l’atmosfera della fiaba classica e il passo
epico del fantasy contemporaneo.
«Vuoi
sapere cos'è la magia, cara Nora? Ora hai l'opportunità di
scoprirlo.»
Volevo
con tutto il cuore che questo libro mi piacesse. Sul serio. L'ho
iniziato senza pregiudizi e per il primo terzo l'ho anche trovato
abbastanza intrigante. Ma più procedevo con la lettura, più difetti
trovavo e meno la storia mi convinceva. Ora che l'ho finito devo
proprio spiegarvi cosa non va in questo romanzo.
Il
più grave problema de L'Anello dei Faitoren è che sembra
essere stato scritto e poi direttamente pubblicato, senza essere
revisionato nemmeno una volta. Più leggevo, più mi chiedevo “ma
dov'è l'editing di questo libro? Ma l'autrice ce l'aveva un
editor?”. Il romanzo conta 617 pagine, cosa che già di per sé,
per essere un debutto e il primo libro di una trilogia, è abbastanza
insolita e forse non proprio la scelta più geniale che si possa
fare. Cara Emily, hai altri due libri davanti.. perché scrivere più
di 600 pagine solo per il primo? Ma comunque se tutte queste pagine
fossero servite alla storia, a costruire un universo adeguato e
dettagliato e ad approfondire le relazioni tra i personaggi, ben
venga. Così però non è. Dopo aver finito alcuni capitoli, ho
iniziato a fare una prova: ritornavo indietro e cercavo di capire a
cosa fossero serviti per la storia in generale. La risposta? A
niente. Sono quasi dei siparietti a parte, scene extra, con una
montagna di personaggi extra, che fanno la loro comparsa per quel
capitolo e poi spariscono. Avrei potuto prendere le forbici e
tagliare tutti questi capitoli filler (cioè la maggior parte), e non
sarebbe cambiato assolutamente NULLA.
Secondo
grande problema: questo libro è un inglorioso e fatale esempio di
TELLING NOT SHOWING. Ovvero “parlare, parlare, parlare, ma non
mostrare”. L'autrice non fa altro che far blaterare in
continuazione i suoi personaggi per 600 pagine. È un continuo
parlare, un dialogo infinito, che diventa assai snervante con il
procedere della storia. Quasi tutto ciò che succede in questo
romanzo (quel poco che succede) non viene mostrato, ma raccontato.
Non solo eventi di poco conto, ma anche punti salienti della storia
vengono liquidati con una cosa del tipo “Cos'è successo?” “Tizio
ha fatto questo, Caio ha fatto quello”. Persino i combattimenti, i
salvataggi, le svolte inaspettate come la morte di personaggi
principali, che dovrebbero costituire dei punti salienti di tensione
drammatica vengono solo riportati a parole, ma non vengono fatti
vedere, non vengono descritti nel momento in cui accadono. E questo
espediente non serve nemmeno un qualche scopo narrativo, ma anzi ha
l'effetto di privare completamente quei pochi colpi di scena di tutta
la loro potenzialità drammatica, relegandoli allo stato di semplici registrazioni passive di eventi. Zero emozionalità, zero
passione, zero sentimenti. Tutto è statico, blando, vuoto e
impersonale.
Questo
mi porta al terzo problema: i personaggi. Sono tutti statici, piatti,
privi di personalità e di emozioni. Non maturano, non si evolvono,
ma soprattutto non trasmettono nulla. Parlano di continuo,
interagiscono, l'autrice scrive di ciò che dicono e di ciò che
fanno, ma mai di quello che provano. E il risultato è che né la
storia, né i personaggi riescono a prendere vita, tutto resta sulla
carta, alla fine sono solo parole stampate e nulla di più.
Potrei
anche spendere qualche parola sulla protagonista, ma ne vale davvero
la pena? Paradossalmente Nora, il personaggio principale, è il più
noioso e insipido di tutti. Mi è venuto da ridere
quando ho letto il titolo originale di questo romanzo: The
Thinking Woman's Guide To Real Magic. Ovvero letteralmente La
Guida della Donna Pensante alla Vera Magia. A parte che lo trovo
piuttosto ridicolo come titolo, il punto è che è anche fuorviante,
perché fa credere che la protagonista sia effettivamente una donna
pensante e quindi – si suppone – sveglia e intelligente. E la
cosa risulta involontariamente parodica, perché in realtà Nora è
l'esatto opposto. Innanzitutto è una donna di 29/30 anni, che si
comporta come un'adolescente, e non in senso positivo. Sembra che la
Barker intendesse indirizzare il suo romanzo ad un target anche più
adulto, e per questo ha deciso di fare di Nora una trentenne. Salvo
però farla poi agire e comportare come una sedicenne immatura e un
po' stupida. Nora
passa tutto il romanzo ad avere scatti di rabbia e frustrazione privi
di senso, oppure a fare “ooh” e “uuh”, meravigliandosi e
restando attonita davanti ad ogni singola cosa che vede o sente. Un
atteggiamento che alla lunga diventa irritante. Se fosse stata davvero una sedicenne, almeno sarebbe risultata un minimo più credibile.
E
poi un'altra cosa: apparentemente questo romanzo voleva essere un
inno al femminismo (basta vedere il titolo), all'indipendenza delle
donne e alla loro volontà di farsi valere, rifiutandosi di
sottomettersi agli uomini. Nora dovrebbe essere la portavoce di
questi sentimenti, dovrebbe incarnare la donna forte e indipendente,
che non accetta compromessi con gli uomini che vogliono imporle il
loro volere. Peccato che l'autrice fallisca miseramente nel suo
intento. Infatti Nora risulta solo cretina e un po' schizzata. Quando
un uomo le propone di accompagnarla in giro per la foresta perché
per una donna sola potrebbe essere pericoloso.. apriti cielo! Si
arrabbia e si offende mortalmente. Lei è una donna forte e sa badare
a se stessa! Salvo poi farsi rapire almeno un paio di volte nel corso
del libro... Un uomo cerca di spiegarle come funzionano le
convenzioni sul decoro femminile in quel mondo medievale in cui è
finita, dove la figura femminile è vista come inferiore, e lei
invece che rendersi conto che, per quanto ingiusto, si tratta di un
altro mondo con concetti di parità dei sessi ancora arretrati, si
infuria perché “come vi permettete uomini di dire a me come devo
comportarmi!!!!!” (I punti esclamativi non sono miei, ma suoi....
ne fa un uso spropositato). Poi però quando scopre che il suo caro
mago (il protagonista maschile) ha assassinato la sua ex moglie
perché lo aveva tradito, molto stile Otello, ti aspetti che come
minimo non lo guardi più in faccia, visto quanto è sensibile
sull'argomento. E invece no.... lo giustifica, cerca di capirlo e va
in giro a difenderlo. Sì, ha fatto una cosa sbagliata, ma a tutti
capita di commettere un errore di tanto in tanto. Ah. Okay, Nora,
okay.
«Non
vorrai diventare quel tipo di mago che deve accendere un fuoco ogni
volta che deve lanciare un incantesimo.»
«Maga,
semmai.»
Insomma,
questo libro aveva del potenziale nella storia e nell'idea alla base,
cose che, nonostante tutto, non mi sono dispiaciute. Ma tutto ciò
che avrebbe potuto essere è stato rovinato da questi grandi, enormi,
assurdi difetti, che non riesco proprio a giustificare, nemmeno
pensando che si tratta di un romanzo di debutto.
E
poi non vi ho detto la ciliegina sulla torta: questo libro non ha un
finale, semplicemente si interrompe in un punto e stop. L'autrice ha
anche avuto la brillante idea di rivelare che il suggerimento le è
stato dato da quel genio della sua editor, che le ha consigliato di
fare esattamente questo: interrompere la storia, così da lasciare i
lettori in sospeso fino al libro successivo.
Certo, peccato che
questo non sia un cliffhanger interessante, ma solo un'interruzione
ingiustificata. In altre parole, un grossolano errore di narrazione e
scrittura.
Quindi
leggerò il seguito? Mah. Innanzitutto non si sa quando uscirà, pare
che l'autrice lo stia ancora scrivendo. Una certa voglia di sapere
come andrà a finire la storia mi è rimasta, devo dire. E si può
sempre sperare che la scrittura vada migliorando, però so già che
più tempo passerà prima che esca, più questa fiammella di
curiosità andrà affievolendosi.
Alla
Barker, in ogni caso, suggerisco seriamente di trovarsi un altro
editor e magari anche andarsi a fare un corso di scrittura creativa,
che non le farebbe male.
Il mio voto: 2 stelline e ½
Un
Fantasy con una trama intrigante e una buona idea di base, che però
si perde terribilmente nella narrazione prolissa e piena di parti
inutili. Personaggi piatti e un'esagerata presenza di dialoghi lo
rendono pesante e a volte anche involontariamente ridicolo.
Avete
letto questo libro, lettori? Oppure vorreste farlo? Parliamone!
p.s.:
nonostante il mio giudizio su questo libro sia perlopiù negativo, mi sono venute delle idee
per un Dream Cast, quindi se vi interessa.. stay tuned, perché o
domani o nei prossimi giorni ve lo mostrerò!