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venerdì 5 settembre 2014

Recensione "Scrivimi Ancora", di Cecelia Ahern

Ciao lettori!! Come vi va la vita? Io in questo momento sarò in vacanza, ma non so se il tempo sarà stato clemente con me...
Intanto oggi vi parlo di un libro che ho letto il mese scorso e che ho tanto adorato!
Si tratta di Scrivimi Ancora, di Cecelia Ahern, da cui - vi ricordo - è stato tratto il film Love, Rosie, in uscita in Italia il prossimo 30 ottobre.

Titolo: Scrivimi Ancora
Titolo originale:Where Rainbows End / Love, Rosie
Autore: Cecelia Ahern
Data di uscita: 22 marzo 2006
Editore: Bur
Prezzo: € 9,90 (copertina flessibile); € 6,99 (ebook)
Pagine: 450
Trama: Rosie e Alex si conoscono sui banchi di una scuola di Dublino e iniziano a scriversi messaggi su biglietti di carta. A poco a poco diventano inseparabili fino a quando quelle lettere tradiscono un sentimento nuovo, che li confonde e li appassiona. Un amore impossibile da esprimere, con tutte le contraddizioni tipiche di quell’età. Ma quando i due prendono coscienza di ciò che li lega veramente, Alex deve abbandonare Rosie e trasferirsi con la sua famiglia negli Stati Uniti. Straordinario collage di lettere, e-mail, bigliettini, sms e cartoline, Scrivimi ancora è un romanzo delicato e indimenticabile che a ogni pagina commuove e fa sorridere al tempo stesso. Una storia sugli scherzi del destino e sulla forza del vero amore. 



Perché smettiamo di credere in noi stessi? Perché permettiamo che le nostre vite siano dominate dagli eventi, dalle persone e da qualunque altro fattore tranne che dai nostri sogni?

Scrivimi Ancora – o, come preferisco, Love, Rosie - racconta la storia di Rosie Dunne, prima bambina, poi ragazza, donna e infine signora irlandese, e del suo migliore amico Alex Stewart.
Rosie e Alex si conoscono quando hanno cinque anni e, nonostante la distanza di un oceano che si interporrà tra loro, nonostante i mille problemi, le vite differenti, i fraintendimenti, i litigi, i silenzi e le 
incomprensioni, la loro amicizia dura. Resiste.

Il libro copre un arco temporale di circa cinquanta anni. Cinquanta anni durante i quali Rosie e Alex restano amici nonostante tutti gli incredibili e inaspettati capovolgimenti che la vita riserva loro. Cinquanta anni in cui continuano a sentirsi per telefono, via email o via chat, con messaggi, cartoline e biglietti vari.
E l'intero romanzo è fatto esattamente di questo. La storia è narrata attraverso tutte le lettere, i messaggi, le email e le cartoline che Rosie e Alex si scrivono e si inviano durante la loro vita.
Leggendo questi frammenti di vita, questi ritagli di quotidianità, senza nemmeno rendertene conto, ti ritrovi immerso fino alla punta dei capelli nell'esistenza di Rosie Dunne. E accanto alla sua in quella di Alex. E in quella di tutti gli altri amici e parenti e colleghi di lavoro. Di tutti i piccoli pianeti che ruotano nel micro-macrocosmo che è la vita di Rosie.

Ero scettica, all'inizio. Pensavo “Come posso affezionarmi a dei personaggi o ad una storia se questa viene narrata solo attraverso email e cartoline?”.
E invece questa storia, la storia di Rosie, la storia di Rosie e di Alex, e di Katie e di Ruby e di Toby e di tanti altri personaggi stupendi, coinvolge ed emoziona come poche. Perché è una storia comune, narrata in modo non comune, ma allo stesso tempo così genuino, così vicino a chi legge. Perché tutti noi inviamo email, mandiamo lettere, chattiamo e ci scriviamo. Certo, adesso abbiamo Facebook e Whatsapp, cose che non c'erano quando l'autrice scriveva. Ma il punto è lo stesso. Noi tutti comunichiamo, rimaniamo in contatto. Anche se siamo distanti. E pensandoci, se radunassimo tutti gli sms, le email e i messaggi di vario tipo che abbiamo accumulato negli anni, che abbiamo spedito e ricevuto, questi pezzetti di carta e piccoli file sarebbero in grado di raccontare una storia. La nostra storia. E di chi ci sta intorno.

Scoprendo pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, email dopo email la storia di Rosie, ti affezioni a lei con incredibile facilità, fai il tifo per lei, perché la sua vita incasinata e sgangherata possa finalmente darle un attimo di tregua. La segui attraverso gli anni più duri della sua esistenza, tra sorprese inattese e non richieste, problemi finanziari, matrimoni, divorzi, nascite e funerali. Non necessariamente in quest'ordine. Leggi le sue lettere più gioiose, quelle più arrabbiate e frustrate, quelle piene di sogni e speranze sussurrate, quelle traboccanti di dubbi e paure inespresse. La guardi crescere, maturare, cambiare e restare sempre la stessa.

Ma la costante che non scompare mai nella vita di Rosie è Alex. Il suo migliore amico, il suo maggior confidente, la sua anima gemella.
Qualcuno ha detto che tra amicizia e amore c'è la distanza di un bacio. Per Rosie e Alex non c'è verità più grande di questa. La loro storia, senza che loro se ne rendano conto, si basa su questo principio.
E tu sei lì, testimone silenzioso di questo meraviglioso rapporto, e lo sai che è qualcosa di più. Che lo è sempre stato. Ti dici che loro prima o poi se ne accorgeranno, che un sentimento così forte non può essere ignorato a lungo. E allora aspetti, speri, ti struggi. Ma passano gli anni, le esperienze, gli amori, i viaggi, i lavori e tanto altro, e Rosie e Alex sono ancora lì, ancora un po' bambini, ancora al punto di partenza. Vicini, ma distanti. Loquaci, ma silenziosi.

Questo romanzo è frustrante, sappiatelo. Colmo di baci sfiorati, lettere mai inviate o andate perdute, fraintendimenti e occasioni sprecate. È una continua corsa contro il tempo, contro il “troppo tardi”. Tu leggi, leggi, leggi e continui a chiederti se ce la faranno Rosie e Alex a dirsi la verità. A lasciarsi andare contemporaneamente.
Anno dopo anno, lettera dopo lettera, ti chiedi se alla fine davvero non sarà troppo tardi.
E nel frattempo, cominci a pensare. Pensi “È proprio vero che la vita è così”. Così piena di incognite, così dispettosa da non far mai andare le cose come vorremmo. È proprio vero che perdiamo tante occasioni di felicità per paura o per orgoglio, o semplicemente perché la vita ha deciso così.
Ma quando si può dire davvero: ormai è troppo tardi?

Questo romanzo è una piccola gemma. Un libro che fa riflettere mentre fa sorridere, che fa pensare mentre commuove, che fa valutare tante cose in una diversa prospettiva mentre un po' fa innervosire. Uno dei libri più dolci e in qualche modo veritieri che io abbia mai letto.
Un romanzo che va letto. Perché parla di vita, di vita vera, così breve o così lunga, così pesante o così leggera, così difficile o così facile, con tutte le storture e le brutture e i fastidi e le impareggiabili emozioni che fanno di questa vita, di quest'unica vita che abbiamo a disposizione, anche la cosa migliore che avrebbe potuto capitarci. 

 Il Mio Voto: 4 stelline e ½
 
Un libro delizioso, tenero ed estremamente vero. Da adorare.

****

Vi lascio il trailer italiano del film, che vede Lily Collins nella parte di Rosie e Sam Claflin in quella di Alex. Solo dal trailer, sembra che sarà un film ADORABILE. E io non so come farò ad aspettare. *__*


Voi che mi dite? Avete letto questo delizioso libro? :)

sabato 16 agosto 2014

Recensione "Tutta Colpa di New York", di Cassandra Rocca

Buongiorno amici! Spero abbiate passato un buon ferragosto, io non ho fatto nulla di speciale, sono solo andata a mare, ma la cosa positiva è che la mia pelle pallida pallida sta cominciando ad assumere una tonalità decisamente colorita! E direi che era pure ora!
Vi avevo preannunciato di avere qualche recensione in arretrato, perciò ecco che oggi arriva la prima. È una recensione breve, perché non ho molto da dire su questo romanzo letto il mese scorso, nonostante mi sia piaciuto. 
  
Titolo: Tutta Colpa di New York (Tutta Colpa di New York #1)
Autore: Cassandra Rocca
Data di uscita: 7 novembre 2013
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 9,90 (copertina rigida); € 4,99 (ebook)
Pagine: 276
Trama: Fare un regalo non è sempre facile. Lo sa bene la giovane Clover O'Brian, che per mestiere aiuta le persone nell'ardua impresa di scovare doni speciali. Natale è alle porte, New York è in fermento, e Clover, da sempre innamorata del periodo delle feste, si gode appieno l'atmosfera. Cade Harrison ha già tutto nella vita. È un attore di Hollywood bello, ricco, famoso e amato. Il successo, però, ha i suoi lati negativi tanto che appena uscito da una relazione disastrosa con una collega sente il bisogno di rifugiarsi in un posto poco frequentato dalle star, nella casa che gli presta un amico, lontano da occhi indiscreti e soprattutto dai paparazzi. Ma il caso vuole che la casa in questione si trovi proprio di fronte a quella dove vive Clover, che gli attori di Hollywood li ha visti solo sul grande schermo fino a quel momento. E così due vite, apparentemente inconciliabili, inciamperanno l'una nell'altra nel periodo più romantico dell'anno. Basterà la magia del Natale a far scoccare la scintilla?
  
 Di solito ci sono due cose che proprio non sopporto nei romanzi, e sono la mancanza di originalità e la sdolcinatezza.
Beh, questo libro ha entrambe queste caratteristiche, e me lo aspettavo. Non mi aspettavo però che, nonostante questo, Tutta Colpa di New York mi sarebbe piaciuto.

La trama è quella di una classica commedia rosa americana, sulla scia di Notting Hill, solo con i ruoli invertiti. Qui il grande attore strapagato, bello e di fama mondiale è lui, mentre la ragazza normale con un lavoro semplice e umile è lei. E la location non è Londra, bensì New York.
Inoltre a fare da cornice a tutta la vicenda, c'è l'atmosfera natalizia della Grande Mela, caotica, frenetica e illuminata a festa.
Per il resto tutti i luoghi comuni del genere che potete immaginare questo libro ce li ha. E il finale è quello che tutti vi aspettate (non è uno spoiler, è semplicemente un'ovvietà).

Clover aprì gli occhi. Fiocchi leggeri vorticavano attorno a loro, ben visibili all’interno del cono di luce proiettato dai lampioni stradali, rendendo l’atmosfera ovattata…
Nevicava!
Clover adorava la neve. Attendeva sempre con ansia la prima magica nevicata dell’anno, e i primi fiocchi stavano cadendo proprio in quel momento, mentre Cade la baciava. Poteva essere più semplice, per una donna romantica e sognatrice, credere che fosse tutta opera del destino?
Era tutta una cospirazione contro di lei. Il periodo natalizio, il clima pungente, la città stessa: tutto sembrava adoperarsi per minare la sua resistenza!
 
Devo dire che anche i protagonisti mi sono sembrati un po'... idealizzati. Soprattutto lui. Questo ragazzo sembra non avere un difetto! È bellissimo, ricchissimo, famosissimo, dolce, premuroso, intelligente, generoso, romantico, di sani principi e valori, affezionatissimo alla famiglia. Però, cavolo, è un attore di Hollywood! Qualche vizio malsano lo dovrà pure avere! Non dico che deve drogarsi o essere un alcolizzato, però un ragazzo così perfetto già è raro trovarlo tra quelli normali, figurarsi tra quelli appartenenti al jet-set d'oro della California!
E questo gioiello di uomo va a trascorrere le vacanze natalizie in una casa presa in prestito da un amico, in un quartiere anonimo di New York, pure lontano dal centro della movida di Manhattan.
Ecco, non mi sembra realistico, tutto qui.

«Sei stupenda, Clover. Chiassosa, irriverente, ostinata e logorroica... ma speciale.»

Insomma, in questo romanzo si nota moltissimo l'impronta femminile della scrittura. La fiaba del principe azzurro che tutte noi sognavamo da bambine, ecco che la Rocca la traspone nell'odierna New York.
Però, bisogna dargliene atto, lo fa con delicatezza. Con un pizzico di ironia e frizzantezza. Con un certo stile.
Questo libro ha il pregio di essere estremamente fine, anche elegante, mai volgare o esagerato. Leggero come il battito d'ali di una farfalla.

Parla una a cui Notting Hill non è mai piaciuto moltissimo (anche se adoro Hugh Grant), perché l'ho sempre trovato un po' smielato. Eppure questo libro mi è piaciuto. Non è la storia d'amore più romantica del secolo, e decisamente manca di originalità, però è un romanzo carino, leggero, fluido, che si legge in poco tempo e fa sorridere.
Un romanzo che sembra dire “Concediti anche tu di sognare”. Come se fosse lo spot pubblicitario di un cioccolatino ripieno. La stessa sofficità.

E comunque non fatevi ingannare dal periodo dell'anno in cui il romanzo si svolge, perché anche se siete in spiaggia spaparanzati al sole, leggere di freddo e neve non vi peserà affatto.
Tutta Colpa di New York è proprio quella che si definisce una “lettura da ombrellone”!

 Il mio voto: 3 stelline e ½
 
Un racconto natalizio romantico e leggero, scritto con delicatezza e spirito.


Che ne dite di questa lettura "fuori stagione", lettori? Conoscevate questo romanzo?
Ciao a tutti!