Ciao a tutti lettori!
Oggi vi parlo di un romanzo che ho apprezzato moltissimo. Si tratta di The Giver, di Lois Lowry. Dato che subito dopo averlo finito, mi sono fiondata al cinema per vedere l'omonimo film che ne è stato tratto, ho deciso di aggiungere un breve commento anche di quest'ultimo.
Titolo: The Giver - Il Donatore (The Giver Quartet #1)
Autore: Lois Lowry
Data
di uscita: 1995
Editore: Giunti Y
Prezzo:
€ 12,00 (copertina rigida); € 6,99 (ebook)
Pagine: 176
Trama: Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non
esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che
può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi
sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma
tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo
governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma
neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo
e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina.
Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata
dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per
Jonas quel momento sta arrivando...
«C'è
molto di più. C'è tutto quello che va al di là... cioè
l'Altrove... e va indietro e indietro e indietro nel tempo. Quando
fui scelto, ricevetti tutte queste memorie. E qui, in questa stanza,
in solitudine, le ho vissute e rivissute. Così si acquisisce la
saggezza. Così forgiamo il nostro futuro.»
Un
mondo dove ogni cosa è sbiadita, dove non c'è altro che grigio.
Ma
soprattutto immaginate di non sapere nemmeno che cosa siano i colori,
la musica, il sole, o addirittura le stagioni, i fenomeni
atmosferici, gli animali, il mare.
Non
sapete cosa sia l'amore. La parola stessa è caduta in disuso, perché
troppo generica.
Non
provate nessun tipo di emozione, se non superficialmente, perché
ogni tipo di impulso viene soppresso.
Non
sapete niente. E nemmeno sapete che c'è qualcosa che non sapete.
Vivete
secondo delle regole che vi hanno imposto e che a voi stanno bene,
perché vi hanno insegnato che la giustizia e la pace stanno
nell'uniformità, nella mancanza di varietà.
Non
avete la possibilità di scegliere nulla. Ma averla vi sembrerebbe
folle e assurdo. Perché mai gli uomini dovrebbero poter scegliere
qualcosa della loro vita? È follia. Pensate se facessero la scelta
sbagliata.
Jonas
ha dodici anni e vive in una delle Comunità. Un luogo dove ogni
aspetto della vita è programmato, calcolato, previsto.
La
vita scorre placida e perfettamente organizzata.
Non
ci sono errori, né sorprese. Non ci sono differenze, di nessun tipo.
Qualcosa
cambia quando Jonas viene prescelto come nuovo Accoglitore di
Memorie. Un ruolo importante all'interno della Comunità, un
grandissimo onore.
L'Accoglitore
di Memorie, come dice il titolo stesso, è incaricato di accogliere e
conservare in sé tutti i ricordi e la conoscenza dell'intera
umanità.
A
trasmettere a Jonas questi ricordi è il Donatore, il precedente
Accoglitore.
«A
volte vorrei che ricorressero più spesso alla mia saggezza... ci
sono tate cose che potrei dire, tante cose che vorrei cambiare. Ma
loro non vogliono cambiare. La vita che hanno scelto è così
ordinata, così prevedibile... così indolore.»
Ed
è così che Jonas comincia a “vedere oltre”. Oltre la
patina grigia e artefatta del mondo in cui vive.
Comincia
a sentire.
Ogni
ricordo che il Donatore gli trasmette è un nuovo tassello di quella
realtà che agli occhi di Jonas è rimasta sempre celata. Ogni
ricordo è una nuova esperienza.
Così
Jonas scopre la neve, le colline, l'oceano, gli uccelli, la pioggia.
Scopre i colori e la musica. Scopre il Natale e le luci dell'albero
addobbato.
Ma
soprattutto scopre l'emozione. Il potere delle emozioni pure e
travolgenti.
Capisce
cosa sia la gioia, quella vera totalizzante sensazione di felicità,
e non il semplice appagamento che fino ad allora conosceva.
Ma
soprattutto conosce il calore, il senso di famiglia, e l'amore.
Emozioni
che non ha mai provato in vita sua. Emozioni che gli sono state
sottratte.
E
capisce quanto di incredibilmente sbagliato ci sia in tutto questo.
Nella vita che vive.
The
Giver è un romanzo così breve e delicato da poter essere
considerato una favola. Ed è raccontato proprio come se lo fosse.
Ma
non lasciatevi ingannare. È una favola adatta ad ogni età. Una
favola che tutti dovrebbero leggere. Perché come ogni favola,
racchiude un messaggio.
È
un romanzo coraggioso e – citando il New York Times –
provocatorio. Perché pone delle domande, interrogativi
essenziali, che possono sembrare banali e invece sono fondamentali.
Ma dà poche risposte perché sfida il lettore a rispondere da sé.
Il
finale è aperto, ma in un certo senso completo. L'autrice lascia a
noi la possibilità di immaginare.
Ognuno
vivrà un'esperienza diversa leggendo questo libro. Ognuno darà le
proprie risposte, come Jonas ha dato le sue.
E
forse, alla fine, verrà naturale per tutti chiedersi: Cosa avrei
fatto io al posto di Jonas?
Il
Mio Voto: 3 stelline e ½
Un romanzo estremamente maturo, nonostante la giovanissima età del protagonista. Onesto, provocatorio, senza essere esagerato, fa riflettere e mette in discussione il mondo, per come lo conosciamo e lo vediamo.
****
IL MIO PENSIERO SUL FILM
In
questo il film riesce. E passa promosso a pieni voti.
Breve
il libro, breve il film. Forse un pochino frettoloso all'inizio, ma
non disturba.
Le
differenze con il libro sono chiare e necessarie. Perché nel romanzo
manca quasi del tutto l'azione, ma il film invece ne ha bisogno.
L'emozione
invece resta e sorprende. Ti commuove di una commozione non triste,
ma orgogliosa. Senti vibrare l'orgoglio e la fierezza di essere
umano, di sentire, di ricordare.
Anche
il film, come il libro, sembra una favola, breve ma intensa. Di
quelle che, a prescindere dai difetti, lasciano qualcosa.
Azzeccate
le scelte degli attori. Bravissimo Jeff Bridges.
Da
vedere. Ma, se volete un consiglio, leggete prima il libro.
Il Mio Voto:
7/10
Vi lascio il trailer italiano del film!
Voi cosa mi dite? Avete letto il libro e/o visto il film? Che ne pensate?

