Visualizzazione post con etichetta Romance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Romance. Mostra tutti i post

lunedì 4 maggio 2015

Recensione "Isla and the Happily Ever After", di Stephanie Perkins

Buon lunedì, lettori! Scusate l'assenza, è un periodo super stressante, e temo che continuerà così almeno fino a luglio... Non voglio assolutamente abbandonare il blog, però penso che la frequenza dei post diminuirà. Davvero, mi dispiace tantissimo. 
Comunque, oggi vi parlo di Isla and the Happily Ever After, ultimo libro della trilogia di Stephanie Perkins. Per ora è ancora inedito in Italia, ma la De Agostini ha già portato da noi il primo libro (Il Primo Bacio a Parigi, ovvero Anna and the French Kiss), e da quello che ho capito l'uscita del secondo è prevista per settembre, quindi è assolutamente probabile che prima o poi arrivi anche questo.
 
Titolo: Isla and the Happily Ever After (Anna and the French Kiss #3) [ENG]
Autore: Stephanie Perkins
Data di uscita: 14 agosto 2014
Editore: Usborne Publishing
Prezzo: € 16,71 (copertina rigida); € 8,97 (copertina flessibile); € 3,45 (ebook)
Pagine: 384
Trama tradotta da me: L'eterna romantica Isla ha una cotta per il fumettista Josh dal loro primo anno presso la Scuola d'America a Parigi. E dopo un incontro casuale a Manhattan durante l'estate, l'amore potrebbe essere più vicino di quanto Isla possa immaginare. Ma quando cominciano il loro ultimo anno di liceo in Francia, Isla e Josh sono costretti a confrontarsi con le sfide che ogni giovane coppia deve affrontare, tra cui drammi familiari, incertezze sul college e sul futuro, e la reale possibilità di doversi separare. Arricchita di cameo degli adorati Anna, Étienne, Lola e Cricket, questa dolce e sexy storia di vero amore - ambientata nelle meravigliose città di New York, Parigi e Barcellona - è un'adorabile conclusione all'amatissima serie di Stephanie Perkins. 

 


Gli sorrido. «È bellissimo. Ma dopo che succede?»
«La parte migliore.» E mi attira tra le sue braccia. «Il per sempre felici e contenti.»
 
Dopo la cinquecentotrentaquattresima commedia rosa che si conclude con i due protagonisti che, dopo mille equivoci e peripezie, riescono finalmente a dichiararsi amore eterno, a scambiarsi un lungo e sospirato bacio e a mettersi insieme, inevitabilmente a qualcuno verrà da chiedersi “va bene, ma... e dopo?Cosa succede dopo l'Happily Ever After? Dopo il vissero per sempre felici e contenti? È davvero tutto rosa e fiori? 

Se vi siete posti queste domande almeno qualche volta nella vita, allora probabilmente apprezzerete molto Isla and the Happily Ever After. La storia di Isla e Josh infatti è molto diversa da quelle di Anna ed Étienne, e Lola e Cricket, protagonisti dei due libri precedenti della trilogia.
Mentre i protagonisti dei primi due romanzi ci mettono un intero romanzo per riuscire finalmente a mettersi insieme, Isla e Josh ci riescono nel giro di un centinaio di pagine. Pochissimo spazio viene dedicato al “prima”, mentre la maggior parte del libro si concentra sulla relazione di questi due ragazzi, sui problemi che si trovano ad affrontare e sulla loro crescita come individui e come coppia. In questo terzo romanzo, la Perkins si focalizza sulla parte più matura delle relazioni d'amore, il “dopo”, quella parte che nelle commedie rosa non viene quasi mai mostrata.

Ad alcuni piacerà molto, troveranno interessante e innovativo uno Young Adult che vede due adolescenti alle prese con una vera e propria relazione, con tutto ciò che questo comporta, la fiducia, l'intimità, la comunicazione, i progetti per il futuro, la conciliazione di mondi e stili di vita. Ed è vero, è interessante.
Ma, almeno per me, in questo caso, non funziona in pieno. 

È mezzanotte, si muore di caldo, e io potrei essere fatta di Vicodin, ma quel ragazzo – quel ragazzo laggiù – quello è lui. Quel lui.


Senza nulla togliere al talento naturale della Perkins, al suo stile così speciale che dona alle storie che scrive quel pizzico di magia in più, quello che ti fa sorridere in continuazione e desiderare di essere al posto della protagonista, però qui c'è qualcosa che stride. Qualcosa che mi ha lasciata perplessa e non pienamente soddisfatta. Forse perché sono una che, nonostante tutto, quelle commedie rosa tutte uguali le adora, o forse perché amo vedere due personaggi innamorarsi, adoro le storie d'amore che si sviluppano lentamente e che magari affondano le radici in una profonda amicizia. Con Isla e Josh non ho potuto fare a meno di pensare che si trattasse di un insta-love un po' insensato, derivato da una cotta ossessiva e onestamente un po' preoccupante da parte di Isla nei confronti di Josh. Ma poi in realtà, perché questi due personaggi si piacciono? Perché si innamorano? L'amore così travolgente che arriva a consumarli da dove spunta fuori? Boh.

Il mio più grande problema con questo romanzo però è stata proprio Isla. Mi capita raramente di cambiare così radicalmente la mia opinione su un personaggio nel giro di così poche pagine. All'inizio, Isla mi piaceva moltissimo. Adoravo il suo umorismo e il suo modo di pensare mi faceva tenerezza, ma soprattutto la capivo. Trovavo facilissimo relazionarmi a lei, ogni suo pensiero avrebbe potuto tranquillamente essere un mio pensiero, ogni sua preoccupazione, desiderio o speranza avrebbero potuto essere i miei.
Poi il disastro. Nella seconda metà del libro, mi ha dato davvero ai nervi. Innanzitutto, piangeva IN CONTINUAZIONE. Sul serio, avrei voluto contare tutte le volte in cui piangeva, ma erano troppe. Che fosse di tristezza, di rabbia, di gioia o di frustrazione, era una cosa incredibilmente fastidiosa.

«Ci sto.. arrivando. Sto iniziando a pensare che forse va bene essere una tela bianca. Forse va bene che il mio futuro sia incerto. E forse,» dico con un altro sorriso, «va bene essere ispirati da persone che conoscono già il proprio futuro.»
«Funziona in entrambi i sensi, sai.»
Circondo il suo dito ghiacciato con il mio. «Che cosa?»
«Gli artisti sono ispirati dalle tele bianche.» Il mio sorriso si allarga. «Una tela bianca... ha infinite possibilità.»


E poi la sua insicurezza, i suoi continui dubbi e la sua completa mancanza di autostima li ho trovati onestamente poco credibili. Lei ci viene descritta come una bellissima ragazza, intelligente, spiritosa, con ottimi voti, fluente in due lingue e con due nazionalità (americana e francese), proveniente da una famiglia unita e ricca, e che ha praticamente tutte le possibilità del mondo. Potrebbe andare ovunque, vivere e studiare dove vuole, le basterebbe puntare il dito su un punto del mappamondo e i genitori non avrebbero problemi a mandarcela. Insomma, sembra vivere una vita benedetta e perfetta, e invece... NO. Piange, è triste, insicura, si fa un milione di problemi inesistenti e stupidi, sembra che niente le vada bene. Ma il punto è che l'autrice non ci dice da cosa dipendono i suoi problemi, ci dice che ce li ha, ma non da dove hanno origine. Io non capisco: essere timida non basta a giustificare tutti i problemi di Isla. Non avere autostima e sicurezza in se stessi è normale e comprensibile in ogni adolescente, ma fino ad un certo punto. In Isla è portato a livelli esagerati, al punto da impedirle di essere felice, di permettersi di vivere. E non ha senso, perché.. cosa le manca? Cosa non va nella sua vita? Cosa non va in lei? Perché crede di non essere degna di amore e di felicità? Questo non ci viene minimamente spiegato. Il PERCHÈ lei abbia queste assurde convinzioni non ci viene detto. Le viene anche posta esplicitamente questa domanda, più volte, ma lei non dà risposta. E per tutta la durata del libro, durante i suoi continui piagnistei, io non riuscivo a scrollarmi di dosso la sensazione che stesse soltanto facendo la vittima, che fosse una ragazzina che non aveva mai dovuto confrontarsi con i veri problemi della vita.

Okay, ora sembra che io abbia odiato questo romanzo. No, in realtà mi è piaciuto. Perché la Perkins è sempre la Perkins, e io adoro il suo stile, perché non importa cosa scriva, mi fa sempre sorridere.
Questa trilogia mi rimarrà sicuramente nel cuore, ma mentre sono certa che rileggerò Anna e Lola, non sono altrettanto certa che rileggerò anche Isla. 
Se però state cercando una storia d'amore carica di zucchero (più delle prime due.. e questa forse è un'altra delle ragioni per cui questo libro non mi ha conquistata in pieno), ma che allo stesso tempo abbia un tono più "maturo", e tenga conto delle difficoltà delle relazioni d'amore e dei problemi di ogni giorno, sono sicura che vi innamorerete della tormentata storia di Isla e Josh.
  
Il Mio Voto: 3.75 stelline
Un romanzo molto dolce, ma anche più maturo e intenso dei precedenti, conclusione azzeccata ad una trilogia adorabile, ma che, almeno a mio parere, non conquista come i primi due.


Voi avete letto questo romanzo? O avete iniziato questa serie, leggendo i primi due libri? Che ne pensate? Fatemi sapere!

mercoledì 14 gennaio 2015

Recensione "Lola and the Boy Next Door", di Stephanie Perkins

Ciao, amici! Oggi ho per voi un'altra recensione (sto cercando di postarne una a settimana... sì, come no). Il libro in questione non ha bisogno di presentazioni, ma solo di una grande costrizione esortazione: LEGGETELO!!!! 

Titolo: Lola and the Boy Next Door (Anna and the French Kiss #2)
Autore: Stephanie Perkins
Data di uscita: 29 settembre 2011
Editore: Usborne Publishing
Prezzo: € 11,90 (copertina rigida); € 7,76 (copertina flessibile); € 2,42 (ebook)
Pagine: 384
Trama tradotta da me: La stilista in erba Lola Nolan non crede nella moda, crede nel costume. Più un look è espressivo, scintillante, divertente, scatenato, meglio è. Ma anche se lo stile di Lola è eccessivo, lei è una figlia e un'amica devota con alcuni grandi progetti per il futuro. E tutto è davvero perfetto (grazie al suo bellissimo fidanzato rock star), finchè i temuti gemelli Bell, Calliope e Cricket, fanno ritorno nel quartiere. Quando Cricket - un talentuoso inventore - esce dall'ombra di sua sorella e ritorna nella vita di Lola, lei deve finalmente riconciliarsi con una vita intera di sentimenti per il ragazzo della porta accanto. 
 



 «Allora tu credi nelle seconde possibilità?» mi mordo il labbro.
«Seconde, terze, quarte. Tutto il tempo che ci vuole. Non importa quanto. Se è la persona giusta,» aggiunge.
«Se quella persona è... Lola?»
Questa volta sostiene il mio sguardo. «Solo se l'altra persona è Cricket.»


Avete presente quelle letture che vi lasciano con un milione di farfalle che si agitano nella pancia, un sorriso enorme e totalmente deficiente sulla faccia e la convinzione che il mondo sia un posto migliore solo perché libri come quelli esistono?
Se non avete mai letto un libro che vi faccia questo effetto, dovreste proprio farlo, perché la sensazione è meravigliosa.
E Stephanie Perkins è una maestra e una regina nello scrivere libri così. Ho letto due romanzi e una storia breve scritti da lei, e mi hanno tutti fatto questo stesso effetto. TUTTI.
 


Ma – vi dirò (e anzi mi sa che ve l'ho già detto) – Lola and the Boy Next Door mi ha rubato il cuore più degli altri. Già, anche più di Anna and the French Kiss.

Non saprei dirvi bene perché, forse per l'incredibile e adorabile dolcezza del protagonista maschile di questa storia, che è diventato uno dei miei personaggi preferiti di sempre. Cricket è unico. Non ne avrete mai incontrato uno come lui, ve lo assicuro. Né tanto meno avrete mai incontrato una Lola, che nella sua eccentricità è un altro personaggio assolutamente senza paragoni.
La sua parola d'ordine è espressione, la sua filosofia è travestimento. Ogni giorno cambia immagine, stile e colori. Abbina e combina capi di abbigliamento e accessori tra i più disparati, cuce e applica nel modo più creativo e impossibile ogni sorta di ornamento; parrucche e ninnoli sono i suoi migliori amici. Molti la criticano, altri la deridono, altri ancora la compatiscono, dicono che non sa chi è, e perciò decide di essere un milione di persone diverse. Ma sbagliano tutti, perché lei è sempre Lola, ogni giorno è una versione diversa di se stessa. Ed è questo che la rende chi è, questo è ciò che la rende speciale e perfettamente consapevole del proprio posto nel mondo, al contrario di quello che gli altri pensano. 


Non credo nella moda. Credo nel costume. La vita è troppo breve per essere la stessa persona ogni giorno.


Cricket invece lo capisce, lui lo ha sempre saputo. Perché nemmeno lui è come tutti gli altri. Perché anche lui è “quello strambo”. Estremamente intelligente, un po' secchione, con una mente troppo grande perché la testa riesca a contenerla, con mille idee e progetti da realizzare, sempre intento a creare qualcosa che possa funzionare. Con viti e grafici, con un manuale o un martello, dategli quello che volete e lui riuscirà a tirarne fuori qualcosa. Magari sarà complicato e arzigogolato e attraverso una complessa catena di movimenti riuscirà ad eseguire azioni assai "difficoltose", come spingere un pulsante o temperare una matita. O magari sarà un piccolo congegno a prima vista inutile, ma che racchiude all'interno un grande segreto. Cricket, che arrossisce e non se ne vergogna, che è generoso, aperto, e sa vedere sempre il lato positivo nelle cose, lui è sempre stato il grande amore di Lola, anche se lei non glielo ha mai detto.


«La perfezione è sopravvalutata. La perfezione è noiosa.»
Sorrido. «Non pensi che io sia perfetta?»
«No. Sei deliziosamente svitata, e non vorrei che fossi in nessun altro modo.»


Aggiungeteci che la vicenda si svolge a San Francisco, che è – parere personale – una delle città più originali e caratteristiche degli Stati Uniti: coloratissima, costruita su vari livelli, con continue discese e salite, dominata dal Golden Gate Bridge. Come può non incantare? L'autrice è bravissima nell'inserire qui e là particolari e descrizioni (mai esagerate o noiose, anzi) di questa meravigliosa realtà, amalgamandole e quasi adattandole alla storia che racconta. Se avete già letto Anna, sono certa che avrete capito perfettamente cosa intendo. Lì c'era Parigi a fare da sfondo, romantica, intramontabile e beh.. classica. Si adattava perfettamente alla tranquilla Anna e al poliglotta Étienne. Ma San Francisco? Vitale, frizzante, un insieme esplosivo di modernità e tradizione, tra grattacieli e tram, case a schiera dei colori più disparati, giardini zen dove prendere il tè, e parchi dove praticare il Tai Chi, sempre diversa, sempre pronta a sorprendere, un microuniverso fuori dal tempo e dallo spazio, quasi incantato (per me San Francisco resterà per sempre la città di Streghe), non potrebbe essere più indicata per Lola e Cricket, diversi e unici e magici in un modo tutto loro.

E se ancora non siete convinti, ecco qualche altro motivo random per amare questo romanzo!
  1. Anna e Étienne appaiono in questo libro! Non fanno solo una breve apparizione, tipo cameo, ma sono dei veri e propri personaggi secondari, e le scene che hanno insieme a Lola e Cricket sono divertentissime.
  2. Lola ha due padri gay (e una madre).
  3. La sorella gemella di Cricket è una campionessa di pattinaggio sul ghiaccio.
  4. Lola è impegnata nella realizzazione di un perfetto costume da Maria Antonietta.
  5. Il finale. Non posso dirvi molto, perché sarebbero perlopiù fangirlamenti senza senso, ma HO AMATO QUEL FINALE. È la cosa più dolce del mondo, cavolo. Cricket è il ragazzo più dolce dell'universo. 

     C'era una volta una ragazza che parlava alla luna...
     
Insomma, non vorrei che suonasse come un insulso spot pubblicitario, ma se siete tristi o vi sentite giù, i romanzi della Perkins sono la cura perfetta!
Preparatevi ad un'overdose di felicità! Sapete riconoscere i sintomi?
Occhi a cuoricino? Ci sono! Sorriso ebete? C'è! Cuore gonfio di gioia insensata e tanto amore per l'universo? Ci sono!
Bisogno fisico che Stephanie Perkins scriva subito un altro libro? C'È, DECISAMENTE C'È!!!

Il Mio Voto: 5 stelline! 
Una storia d'amore meravigliosa, con dei personaggi originalissimi e adorabili, un concentrato di felicità liquida, un must del Contemporary Young Adult e del Romance.


Beh, che dite si capisce che ho adorato alla follia questo romanzo? E che adoro alla follia la Perkins? :') Voi che ne pensate, invece? 
Bye Bye!

venerdì 9 gennaio 2015

Recensione "The Duff", di Kody Keplinger

Hello, friends. Oggi finalmente, dopo una luunga pausa, torno con una recensione. Yeeh. Un libro che, come vi avevo accennato nel Wrap Up di dicembre, ho adorato tanto. È in inglese, ma sarà presto pubblicato in italiano, il mese prossimo uscirà anche il film che ne è stato tratto.. avete bisogno di altro per convincervi a leggerlo? :3 


Titolo: The D.U.F.F. - Designated Ugly Fat Friend
Autore: Kody Keplinger
Data di uscita: 7 giugno 2011
Editore: Poppy
Prezzo: € 7,39 (copertina flessibile); € 4,99 (ebook)
Pagine: 280
Trama: La diciassettenne Bianca Piper è cinica e leale, e non crede affatto di essere la più carina tra le sue amiche. È anche troppo intelligente per cadere vittima del fascino del playboy, nonché viscido ragazzo più sexy della scuola, Wesley Rush. Infatti, Bianca lo detesta. E quando lui la soprannomina “the Duff”, lei gli versa la sua Coca Cola in faccia. Ma le cose non vanno alla grande a casa in questo periodo, e Bianca è alla disperata ricerca di una distrazione. Così finisce per baciare Wesley. Peggio ancora, le piace. Alla smaniosa ricerca di una via di fuga, Bianca si lancia con lui in una relazione segreta da “nemici con benefici”. Finché tutto va storto. Viene fuori che Wesley non è un così cattivo ascoltatore, e che anche la sua vita è abbastanza incasinata. All'improvviso Bianca si rende conto con assoluto orrore che si sta innamorando del ragazzo che credeva di odiare più di chiunque altro.



«Non importa dove vai o cosa fai per distrarti, alla fine la realtà ti raggiunge comunque.»

Wesley Rush è uno dei ragazzi più belli e popolari della scuola, ma soprattutto è un donnaiolo incallito, che seduce e poi abbandona tutte le ragazze con cui passa la notte. È uno da “una botta e via”, un vero sciupafemmine. E Bianca lo detesta. Perché è uno stronzo arrogante e vanitoso.
Poi una sera Wesley le dice che lei è una D.u.f.f., ovvero una Designated Ugly Fat Friend (Amica Brutta e Grassa Designata), cioè quell'elemento che all'interno del suo gruppo di amiche sfigura per aspetto fisico.
A Bianca non dovrebbe importare ciò che Wesley ha da dire, e invece si scopre ossessionata da questo suo nuovo soprannome. Lei è una Duff, questa è la verità.

Chi non si è mai sentito un/a Duff?
Questa è la domanda che questo libro ci pone, perché al di là dell'aspetto romantico e da commedia degli equivoci che caratterizza l'intera vicenda, i temi che affronta sono anche più profondi.
Si parla di famiglia e di divorzio, e di quanto i figli possano sentirsi responsabili per l'infelicità dei genitori; si accenna al problema dell'alcolismo, quando sono i genitori a bere e i figli a portarne il peso e a chiedersi come affrontare la cosa; ma soprattutto si parla di auto-accettazione e autostima. Perché Bianca, da quando viene chiamata Duff, si sente una Duff in ogni momento, si sente LA Duff, come se fosse l'unica o una delle poche ad esserlo. Ma non siamo un po' tutti dei Duff? Non ci sono momenti in cui tutti ci sentiamo brutti e inadeguati, o in cui ci guardiamo attorno e vediamo i nostri amici e conoscenti e pensiamo che siano meravigliosi, che abbiano dei corpi perfetti, dei capelli perfetti, delle vite perfette, e che noi in confronto a loro scompariamo? Che siamo pallidi, piatti e insipidi, in confronto a loro? 
 Io ogni tanto lo penso, così come lo pensa Bianca. Sono una Duff tanto quanto lei, e non perché io abbia un gruppo di amiche strafighe con cui non posso nemmeno reggere il confronto, ma perché sentirsi non all'altezza, incompleti, o anche brutti è normale per tutti.

The Duff riflette su questo, all'inizio tra le righe e verso la fine più esplicitamente, e anche se di solito non succede, mi ha fatto venire in mente una bellissima canzone, Who You Are, di Jessie J. In particolare penso che questi versi esprimano benissimo il messaggio del libro: It's okay not to be okay. Sometimes it's hard to follow your heart. Tears don't mean you're losing, everybody's bruising. Just be true to who you are. (Va bene non stare bene. A volte è difficile seguire il tuo cuore. Piangere non vuol dire che stai perdendo, tutti hanno dei lividi. Resta fedele a quello che sei).

«Mi va benissimo essere usato. Ma mi piacerebbe sapere per cosa vengo usato. Distrazione. Questo l'ho capito. Ma da cosa devo distrarti? C'è la possibilità che se lo sapessi, svolgerei il mio lavoro con maggiore efficacia.»

E se questa è la parte più seria del libro, non pensiate che queste 300 pagine non vi faranno anche ridere, divertire e innamorare! Perché Bianca e Wesley sono due personaggi estremamente divertenti, che vi mostreranno vari lati dei loro caratteri diversi ma affini, rivelandosi decisamente meno scontati di quanto potrebbero apparire all'inizio. La loro relazione, per quanto assolutamente inusuale e diversa per uno Young Adult, risulta credibile. E non è poco, credetemi. Vedere il modo in cui si sviluppa e cresce mi ha catturata, e senza neanche rendermene conto, mi sono ritrovata perdutamente innamorata della loro storia, della loro chimica, dei loro battibecchi e dei loro “incontri”. E “incontri” lo metto tra virgolette, perché la loro storia d'amore (niente spoiler, vi basta leggere la trama.. alla fine si innamorano) nasce essenzialmente come una storia di sesso, una sorta di scopamicizia, senza la parte dell'amicizia, almeno all'inizio. Perché per Wesley il sesso è solo un piacere momentaneo e quotidiano, una cosa a cui è abituato, per Bianca invece è una via di fuga. E questo è il loro patto, nessuno dei due nutre sentimenti per l'altro (a parte Bianca, che per Wesley prova essenzialmente disgusto), quindi è la situazione perfetta: usarsi a vicenda.. why not? 
  
Prima di leggere questo libro, ho letto molte recensioni negative (soprattutto su Goodreads) che sostenevano che l'idea alla base della trama sia un cattivo esempio, perché “il-sesso-senza-amore-solo-come-piacere-bla-bla-bla”. La mia opinione? È realistico. Potete dire quello che volete, ma è realistico che a 17/18 anni i ragazzi vogliano fare sesso solo per il gusto di farlo, ed è davvero assurdo secondo me che con tutto quello che la televisione e internet ci scaricano addosso oggi, tutto così esplicito, questo argomento sia ancora tabù.

The Duff è un romanzo Young Adult, che contempla il sesso tra i temi trattati. Non è e non dovrebbe essere né scandaloso, né strano, perché è normale. E questo non classifica questo libro come New Adult! La differenza con i New Adult resta, perché comunque qui non ci sono contenuti espliciti e descrizioni dettagliate dell'atto in sé, quindi è un libro che può essere letto tranquillamente anche dai più giovani, a cui il genere sarebbe teoricamente indirizzato.

Insomma, The Duff mi è piaciuto. E tanto. È uno Young Adult – su questo non ci sono dubbi – ma non è identico a tutti quelli che ci sono in giro, perché quel tocco di pepe (e realismo) in più riesce a combinarlo alla perfezione con altri elementi, tra cui una narrazione veloce e divertente ma anche introspettiva, che tiene attaccati alle pagine, dei personaggi realistici, che sanno far ridere ma anche appassionare, e una storia d'amore, che alla fine sorprende per il suo romanticismo, senza essere né sdolcinata, né prevalente all'interno della vicenda.

Amanti dei Contemporaries o no, questo libro non potete perdervelo!


Il Mio Voto: 5 stelline! 
 
Un romanzo divertente, ma non superficiale o scontato, una storia d'amore dolce, che nasce in maniera insolita, e un messaggio generale di cui tutti possiamo fare tesoro.
 

***

Quindi, sì, leggetelo. Sarà pubblicato in Italia dalla Newton Compton in primavera (ve ne ho parlato qui), ma visto che il film che ne è stato tratto uscirà prima di allora, nello specifico il 20 febbraio di quest'anno negli USA, se volete un consiglio, leggetelo in inglese. Fate prima. E vi assicuro che il livello di inglese usato è davvero davvero semplice, e finirete il libro in un baleno.

p.s.: dal trailer, il film sembra molto diverso dal libro, perché sembra che si basi su un concetto totalmente diverso, il che mi rende un po' triste, visto quanto ho adorato il libro. Ma sono comunque molto curiosa di vederlo. Vi lascio il trailer! E anche la canzone di cui vi ho parlato, Who You Are, con il testo :)

 




Avete letto il libro? E del trailer del film cosa ne pensate? Ditemi!

lunedì 5 gennaio 2015

Gruppo di Lettura "My True Love Gave To Me" - Recap Terza Tappa e Conclusione - "The Girl Who Woke the Dreamer", di Laini Taylor

 
Ciao a tutti lettori e buon pomeriggio! Arrivo un po' in ritardo con il post del GdL, perché ho avuto un piccolo contrattempo e non ho fatto in tempo a scriverlo prima.
Comunque, oggi si conclude il Gruppo di Lettura, organizzato insieme a Veronica, Lily e Juliette. Sono felicissima di questa mia prima esperienza, mi sono divertita tantissimo, e ho adorato il libro che abbiamo letto insieme. Poi penso che averlo letto durante questo periodo me lo abbia fatto apprezzare ancora di più.
Senza ulteriori indugi, ora passo a parlarvi della mia storia per questa settimana, ovvero The Girl Who Woke the Dreamer, di Laini Taylor.

Ammetto che questa storia non mi è piaciuta molto
Mi spiego: era in assoluto la mia prima esperienza con questa autrice, e ora credo di aver capito cosa intendono tutti coloro che hanno già letto qualcosa di suo e dicono che ha uno stile davvero particolare e che le sue storie sono uniche e anche un po' strane, ma in senso buono.
Non sapevo cosa aspettarmi da questo breve racconto, ma ciò che ho trovato è stata una vera e propria fiaba, con tanto di eroina bella e indifesa, principe in armatura splendente e cattivo da sconfiggere. Solo che qui l'eroina è una povera ragazza orfana che vive su un'isola sperduta chissà dove, il principe è un dio millenario e onnipotente, e il cattivo è un reverendo malvagio e lascivo.
Questa storia è stata.... beh, strana. Insomma ho apprezzato la potenza evocativa del linguaggio usato dall'autrice (e a proposito, l'ho trovata, forse la storia un po' più complessa da leggere in inglese, almeno in alcuni punti, non tanto per i dialoghi, quanto per le descrizioni dettagliatissime), e la sua estrema creatività. La Taylor ha una scrittura che parla per immagini: ogni oggetto descritto, ogni luogo ed evento, li ho visti e vissuti anche io attraverso le pagine, perché erano vivi e potenti, e li sentivo. Sentivo l'isola e i personaggi e le emozioni e la magia che impregnava tutta la storia.
Ma. Per quanto io possa aver apprezzato lo stile, è la storia a non avermi convinta al 100%. Il fatto è che il suo messaggio mi è sembrato un po' troppo semplicistico. In pratica lei, la protagonista, è bellissima, e quindi un dio potentissimo si innamora di lei, a prima vista, e la ricopre di regali assurdi (che per me, erano davvero troppo assurdi, al punto che ogni tanto mi veniva quasi da ridere... tutte le melodie degli uccelli racchiuse in un vaso? un vestito che cambia colore e racchiude "tutte le ore e gli umori del cielo"?... scusatemi, sarò io, sarà che sono leggermente cinica, sarà che non mi aspettavo davvero una fiaba, ma cioè dai), e la libera dalla sua miserevole condizione, e poi anche lei diventa una specie di dea, con tanto di ali di piume e capelli fluenti e chissà che altro.
So che questa storia ha colpito molti, perché è sicuramente particolare e diversa e.. inaspettata. Ma evidentemente non era per me, e mi dispiace.

***

Naturalmente ricordatevi di passare anche da: 

A me il libro in generale comunque è piaciuto moltissimo. Era la prima raccolta di storie brevi che leggevo, e mi sono resa conto che mi piacciono davvero tanto, anche se poi voglio sempre leggere di più di quelle a cui mi affeziono.
La mia storia preferita in assoluto è stata quella di Stephanie Perkins, It's a Yuletide Miracle, Charlie Brown. L'ho adorata dalla prima parola fino all'ultima, e l'ho trovata assolutamente perfetta, senza difetti. Davvero, la Perkins è magica. L'ho detto prima e lo dirò ancora: per me è lei la regina indiscussa del romance YA.
Mi sono piaciute moltissimo anche quella di Rainbow Rowell, Midnights, dolcissima, quella di Kiersten White, Welcome to Christmas, CA, quella di Ally Carter, Star of Bethlehem, e quella di Jenny Han, Polaris Is Where You'll Find Me, che avrebbe potuto essere bella tanto quanto quella della Perkins, se solo fosse stata più lunga (insomma, erano solo 10 pagine!), e se avesse avuto un finale degno di essere chiamato tale. D'accordo i finali aperti, ma quello non era proprio un finale!!
Mi hanno sorpreso positivamente le storie di Kelly Link e Matt de la Peña, rispettivamente The Lady and the Fox e Angels in the Snow, che non so perché, ma non mi aspettavo che mi piacessero, e invece ho trovato davvero molto molto carine.
Un nì invece per le storie di Gayle Forman (What the Hell Have You Done, Sophie Roth?), David Levithan (Your Temporary Santa) e Holly Black (Krampuslauf). Carine, ma mancavano di qualcosa. Quella della Forman non mi ha davvero preso, quella di Levithan era troppo breve e abbozzata e abbastanza priva di informazioni, mentre quella della Black l'ho trovata alquanto strana e non l'ho capita fino in fondo.
Un "mah" per quella di Laini Taylor (The Girl Who Woke The Dreamer), perché, come ho detto, l'ho trovata esagerata e troppo sopra le righe, e non mi ha convinto il suo messaggio. E anche per quella di Myra McEntire (Beer Buckets and Baby Jesus), che era abbastanza noiosetta, e non mi  ha fatto impazzire.

Perciò se dovessi dare dei voti ad ogni storia su una scala di 5 stelline, sarebbero questi:
 
It's a Yuletide Miracle, Charlie Brown - Stephanie Perkins ★★★★★
Midnights - Rainbow Rowell ★★★★½
Polaris Is Where You'll Find Me - Jenny Han ★★★★½
Welcome to Christmas, CA - Kiersten White ★★★★½
Star of Bethlehem - Ally Carter ★★★★½
The Lady and the Fox - Kelly Link ★★★★
Angels in the Snow - Matt de la Peña ★★★★
Your Temporary Santa - David Levithan ★★★½
Krampuslauf - Holly Black ★★★½
What the Hell Have You Done, Sophie Roth? - Gayle Forman ★★★½
Beer Buckets and Baby Jesus - Myra McEntire ★★★
The Girl Who Woke the Dreamer - Laini Taylor ★★★

E così si conclude il Gruppo di Lettura (e anche le feste ormai giungono al termine, so sad). Spero che vi sia piaciuto il modo in cui l'abbiamo organizzato e che abbiate apprezzato il libro tanto quanto me, perché nonostante non abbia adorato ogni singolo racconto, mi sono divertita un sacco a leggere tutte queste brevi storie natalizie insieme a voi!! Se dovessi dare un voto al libro nel complesso, gli darei 4 stelline, o forse anche 4 e mezzo, perché la cosa bella è che tutte queste brevi storie funzionano insieme.
Ora ditemi di voi, naturalmente!! Cosa ne pensate della storia della Taylor? Vi è piaciuto questo GdL? E quali sono state le vostre storie preferite e quali invece non vi sono piaciute? Sono curiosissima!! 
Un bacione e un grazie a tutti voi che avete partecipato, e naturalmente a Lily, Veronica e Juliette!!
Ci vediamo al prossimo GdL!!

lunedì 29 dicembre 2014

Gruppo di Lettura "My True Love Gave To Me" - Recap Seconda Tappa e Inizio Terza Tappa - "What The Hell Have You Done, Sophie Roth?", di Gayle Forman

 
Buongiorno a tutti, lettori! Ci risentiamo dopo un'intera settimana di silenzio.. lo so. E non avete idea di quanto mi dispiaccia. Ma ho una spiegazione e qualche cosina da dirvi, quindi conto di pubblicare un piccolo post di ciacchiere più tardi o al massimo domani. Ma sappiate che da oggi il blog riprende a pieno ritmo! Yeeah.
Comunque oggi si conclude la seconda tappa del GdL e ha inizio la terza e ultima tappa. E allora vado subito al dunque e vi parlo del racconto di cui mi occupo questa settimana, ovvero What The Hell Have You Done, Sophie Roth?, di Gayle Forman. Vi dico subito che mi è piaciuto, ma onestamente non è il mio preferito fra tutti quelli letti finora.


Sophie Roth è una ragazza di circa 17/18 anni, originaria di Brooklyn, NYC, che per frequentare il college con una borsa di studio si è trasferita in un paesino sperduto nel bel mezzo della campagna. Ora è una matricola in un posto che detesta, dove tutti la etichettano come una con l'aria della "grande città". Finché una sera non incontra un bel ragazzo di colore, di nome Russell, con il quale scopre di avere alcune cose in comune e, grazie al quale soprattutto riesce a capire di doversi aprire di più al proprio nuovo stile di vita, perché per trovare la bellezza nelle piccole cose basta guardare un po' più a fondo e dare una chance alle persone che ci stanno intorno.
Come dicevo, questa breve storia mi è piaciuta, insomma è carina, ma personalmente non l'ho trovata una delle migliori. Fare il confronto fra tutte le short stories è inevitabile, e purtroppo secondo me questa risulta più debole di altre. La settimana scorsa vi avevo parlato del racconto di Jenny Han, che seppur brevissimo e con un finale decisamente troppo aperto, mi aveva piacevolmente colpita. Il racconto della Forman conta circa una quindicina di pagine in più, ma su di me non ha avuto lo stesso effetto. Qui il finale è più "chiuso", ma lascia comunque delle questioni in sospeso, eppure non ho chissà quale desiderio di sapere come andrà a finire
Capisco che in meno di trenta pagine sia difficile fare un'accurata descrizione dei personaggi, eppure la Han mi aveva dimostrato che era comunque possibile creare una certa curiosità per quei personaggi. In questo racconto, invece, anche questo mi è mancato. Sophie, la protagonista, non mi ha incuriosita per niente, mentre Russell avrebbe potuto essere più interessante, ma non c'è stato il tempo perché lo fosse davvero
Poi magari è un problema solo mio, che ho fatto fatica ad immaginare una ragazza poco più che adolescente andarsene in macchina con un tizio appena conosciuto, senza farsi troppi problemi, o senza troppe preoccupazioni. Perché sinceramente io avrei avuto un po' paura, ma magari sono solo un po' fifona. 
Però, boh. 


Vi ricordo di passare da:

***

LAINI TAYLOR

Il primo lavoro della Taylor è stato una graphic novel, nel 2004, dal titolo The Drowned.
Nel 2007 ha poi scritto il suo primo romanzo, dal titolo Dreamdark: Blackbringer, il cui seguito, pubblicato nel 2009 con il titolo Dreamdark: Silksinger, ha anche vinto il Cybil Award. Sempre nel 2009 pubblica Lips Touch: Three Times, una collection of stories. 
La popolarità la raggiunge però solo nel 2011 grazie al romanzo fantasy/paranormal Daughter of Smoke & Bone, primo capitolo della trilogia omonima diventata poi bestseller. Nel 2012 arriva il seguito, dal titolo Days of Blood & Starlight, a cui nel 2013 segue la novella Night of Cake & Puppets, pubblicata solo in formato ebook. Nel 2014 esce il capitolo conclusivo della trilogia, dal titolo Dreams of Gods & Monsters. I primi due capitoli di questa trilogia sono editi anche in Italia, dalla Fazi Editore, rispettivamente con i titoli La Chimera di Praga e La Città di Sabbia. Nulla si sa ancora sulla pubblicazione italiana del terzo volume, ma c'è da dire che è uscito in America solo quest'anno, perciò potrebbe esserci qualche speranza di vederlo arrivare anche qui prima o poi.

IL CALENDARIO

- Iscrizioni: 
04/12 - 14/12
- Inizio prima tappa: 
15/12
- Prima tappa (Midnights, Rainbow Rowell - The Lady and the Fox, Kelly Link - Angels in the Snow, Matt de la Peña - Polaris is Where You'll Find Me, Jenny Han): 
15/12 - 22/12
- Recap prima tappa e inizio seconda tappa: 
22/12
- Seconda tappa (It's a Yuletide Miracle, Charlie Brown, Stephanie Perkins - Your Temporary Santa, David Levithan - Krampuslauf, Holly Black - What the Hell Have You Done, Sophie Roth?, Gayle Forman): 
22/12 - 29/12
- Recap seconda tappa e inizio terza tappa: 
29/12
- Terza tappa (Beer Buckets and Baby Jesus, Myra McEntire - Welcome to Christmas, CA, Kiersten White - Star of Bethlehem, Ally Carter - The Girl Who Woke the Dreamer, Laini Taylor): 
29/12 - 05/01
- Recap terza tappa e conclusione: 
05/01


Allora lettori, e voi? Che ne avete pensato del racconto di Gayle Forman? Avete avuto le mie stesse perplessità, oppure vi è piaciuto di più? E di Laini Taylor avete mai letto qualcosa? Io, come probabilmente saprete, muoio dalla vogli di leggere la trilogia di Daughter of Smoke & Bone, perché ne ho sentito parlare benissimo! 
Vi ricordo che per la prossima settimana bisogna finire il libro, ovvero leggere le ultime 4 storie! 
Vi auguro un buon proseguimento di lettura, e noi ci risentiamo prestissimo!  

p.s.: so che non sono passata per niente dai vostri blog in questi giorni e devo ancora rispondere ad alcuni commenti vecchi di una settimana, mi dispiace tantissimo, lo farò al più presto, e poi vi spiegherò tutto per bene nel mio post di chiacchiere!

edit: mi sono resa conto che Blogger mi ha pubblicato questo post un'ora più tardi di quando avevo previsto. Sorry! 

lunedì 22 dicembre 2014

Gruppo di Lettura "My True Love Gave To Me" - Recap Prima Tappa e Inizio Seconda Tappa - "Polaris Is Where You'll Find Me", di Jenny Han

 

Buon pomeriggio lettori! Oggi, eccezionalmente, pubblico due post in una sola giornata, cosa che non faccio mai, però ieri non ho potuto postare la mia TBR per la Xmas Book-a-thon, e quindi l'ho fatto oggi.
Comunque, oggi si conclude la prima tappa del GdL di My True Love Gave To Me, organizzato in collaborazione con Juliette, Veronica e Lily
Voi siete felici/emozionati/eccitati? Io sì e molto, perché sto attualmente adorando My True Love Gave To Me. Non è solo una lettura natalizia perfetta, ma è anche incredibilmente dolce. Ogni storia ti lascia un senso di calore e amore e pucciosità. ❤

La storia di cui io vi parlo oggi è la quarta che abbiamo letto questa settimana. Si tratta di Polaris Is Where You'll Find Me, di Jenny Han. 
P.s.: Questa non è una recensione, ma soltanto il mio pensiero su questo racconto (quindi niente rating). 


Ho adorato questa brevissima storiella
C'è da dire che per essere breve, è davvero breve. È la più corta di queste prime quattro short stories, appena poco più di dieci pagine, eppure è quasi perfetta
La protagonista è Natalie (casualità?), detta Natty, una ragazza di circa sedici anni che, abbandonata dalla madre naturale quando era molto piccola, è stata trovata nientedimeno che da Babbo Natale in persona, che ha deciso di prenderla con sè e adottarla. Da allora Natty vive al Polo Nord insieme a lui e a tutti gli elfi che lo aiutano e lavorano per lui. E ha tutto ciò che potrebbe desiderare, a parte l'amore di un elfo di nome Flynn, che sembra considerarla solo un'amica.
Per essere così incredibilmente breve, sono rimasta davvero stupita di quanto questa storia mi abbia coinvolta, appassionata e toccata. È assolutamente dolcissima, una zolletta di zucchero (giuro, nessun riferimento a Finnick) che si manda già in un soffio, ma lascia un sapore caramelloso anche dopo. Insomma, l'idea della ragazzina umana che vive nella terra di Babbo Natale, amica degli elfi e con un posto d'onore sulla slitta del suo paparino per andare a consegnare i regali la notte della Vigilia, mi ha fatto venire gli occhi a cuoricino. In parte mi ha fatto tornare bambina, all'epoca in cui ancora credevo a quella magia del Natale a cui credono tutti i bambini. Quando Natale significava non soltanto regali, ma soprattutto famiglia e calore e neve, anche se io la neve non l'ho mai neanche vista. Quando io e mio fratello decidevamo insieme quali biscotti lasciare a Babbo Natale sul tavolino, e ci chiedevamo quali potessero essere più di suo gradimento. Poi litigavamo perché io volevo lasciargli anche un bicchiere di latte, mentre mio fratello pensava che sarebbe stato meglio un bicchiere di aranciata. E chissà, magari già lo sapevo che non era reale (sono sempre stata un po' cinica, lo ammetto), però era bello crederci, mi faceva ancora sentire parte di qualcosa di speciale il fatto di zittire la logica e far parlare i sogni

Questo racconto è riuscito a ricordarmi tutto questo. Perché è intriso di una magia particolare, e devo complimentarmi con la Han per essere riuscita a trasmettere così tanto con così poche parole.  
L'autrice parla di amore, famiglia, calore e regali, e neve e slitte e Natale, ma accenna anche temi come la diversità e l'appartenenza, e la paura di soffrire, e l'amicizia e il sacrificare la propria felciità per quella di qualcun altro.
La fine mi ha lasciata allo stesso tempo deliziata e malinconica. È finito troppo presto. Ed è senza dubbio un finale aperto, e io rimango sempre un po' perplessa con i finali aperti. Però ci sto ancora pensando, sto ancora pensando a come potrebbe finire questa storia. O come magari la fine di questa storia potrebbe essere l'inizio di un'altra. Perché forse in fondo è di questo che si tratta, di un piccolo spunto per pensare, trovare un motivo per sorridere o per sperare
E allora brava Jenny, hai davvero fatto centro.



Questo è il mio commento su Polaris Is Where You'll Find Me, di Jenny Han, ma se volete sapere qualcosa di più sulle altre tre short stories lette durante la scorsa settimana, andate a dare un'occhiata ai post di Veronica, Juliette e Lily!


***

Oggi ovviamente inizia anche la seconda tappa del GdL, e dunque ecco a voi qualche breve informazione sull'autrice della cui storia vi parlerò io lunedì prossimo. Si tratta di Gayle Forman, che scrive l'ottava short story, intitolata What the Hell Have You Done, Sophie Roth?
Invece Veronica vi parlerà di It's a Yuletide Miracle, Charlie Brown, di Stephanie Perkins, Juliette di Your Temporary Santa, di David Levithan, e Lily di Krampuslauf, di Holly Black. Per maggiori informazioni su questi autori, non dimenticatevi di andare a controllare i loro post di oggi!


                        GAYLE FORMAN


Gayle Forman inizia la sua carriera scrivendo per il Seventeen Magazine, e in seguito diventa giornalista freelance per altre riviste. Nel 2006, pubblica la sua prima opera, una sorta di diario di viaggio, dal titolo You Can't Get There From Here: A Year on the Fringes of a Shrinking World.
Nel 2007, pubblica il suo primo romanzo YA, intitolato Sisters in Sanity.
Raggiunge il successo però solo nel 2009, con il romanzo drammatico YA If I Stay, diventato poi un film proprio quest'anno. Nel 2011, la Forman scrive anche un seguito di questo libro, dal titolo Where She Went. Entrambi i capitoli di questa duologia sono stati pubblicati anche in Italia dalla Mondadori, rispettivamente il primo nel 2009, con il titolo Resta Anche Domani, e il secondo nel 2014, con il titolo Resta Sempre Qui. Trovate la mia recensione del primo libro e anche del film che ne è stato tratto qui
Nel 2013, Gayle Forman scrive un'altra duologia Contemporary Romance Young Adult, che riscuote un discreto successo. Il primo volume è Just One Day, mentre il secondo è Just One Year. Nel 2014, viene anche rilasciata in formato ebook una novella sequel relativa a questa duologia, dal titolo Just One Night, che conta circa 50 pagine. I due libri sono editi anche in Italia, sempre per la Mondadori che li ha pubblicati nel 2014, con i titoli rispettivamente di Per un Giorno d'Amore e Per un Anno d'Amore. La novella invece da noi è inedita.
È attesa invece per il 27 gennaio 2015 la pubblivcazione dell'ultimo romanzo di questa autrice, un altro Contemporary YA, dal titolo I Was Here.

Io della Forman ho letto soltanto Resta Anche Domani, e l'ho trovato carino, anche se mi sarei aspettata qualcosa in più. Mi è invece assai piaciuto il film. E conto comunque di leggere il seguito per completare la duologia. Invece sono molto curiosa della duologia di Just One Day, anche se ho sentito pareri contrastanti a riguardo. E penso che potrei dare una chance anche a I Was Here.


IL CALENDARIO

- Iscrizioni: 
04/12 - 14/12
- Inizio prima tappa: 
15/12
- Prima tappa (Midnights, Rainbow Rowell - The Lady and the Fox, Kelly Link - Angels in the Snow, Matt de la Peña - Polaris is Where You'll Find Me, Jenny Han): 
15/12 - 22/12
- Recap prima tappa e inizio seconda tappa: 
22/12
- Seconda tappa (It's a Yuletide Miracle, Charlie Brown, Stephanie Perkins - Your Temporary Santa, David Levithan - Krampuslauf, Holly Black - What the Hell Have You Done, Sophie Roth?, Gayle Forman): 
22/12 - 29/12
- Recap seconda tappa e inizio terza tappa: 
29/12
- Terza tappa (Beer Buckets and Baby Jesus, Myra McEntire - Welcome to Christmas, CA, Kiersten White - Star of Bethlehem, Ally Carter - The Girl Who Woke the Dreamer, Laini Taylor): 
29/12 - 05/01
- Recap terza tappa e conclusione: 
05/01


Bene, lettori, ora ditemi cosa ve n'è parso della short story di Jenny Han e in generale i vostri pensieri su questa prima tappa del GdL.. come vi sembra il libro? Lo state adorando come me? *_*
E voi, avete mai letto qualcosa di Gayle Forman?
Aspetto i vostri pareri. Un bacio e a presto!