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martedì 9 dicembre 2014

Recensione "Il Tuo Meraviglioso Silenzio", di Katja Millay

Ciao lettori! Oggi torno con un'altra recensione, il che sorprende me per prima, visto che ne ho pubblicata una proprio sabato. Ma ieri notte ho finito questo libro, e HO BISOGNO DI PARLARNE. O di scriverne, che va bene comunque.
Non ci crederete, ma l'ho finito in due giorni. Per me è un evento praticamente epocale. 
Un romanzo che è un mix di New Adult e Young Adult, e che me ne ha ricordati tanti altri (da Le Coincidenze dell'Amore, a Oltre i Limiti, a Con Te Sarà Diverso, a Making Faces), ma che in qualche modo è diverso e migliore di tutti questi, perché è più oscuro e più luminoso al tempo stesso.

Titolo: Il Tuo Meraviglioso Silenzio
Titolo originale: The Sea of Tranquility
Autore: Katja Millay
Data di uscita: 2 settembre 2014
Editore: Mondadori
Prezzo: € 14,90 (copertina flessibile); € 6,99 (ebook)
Pagine: 462
Trama: Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all'unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l'una nell'altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.


 
Sono talmente tante le cose che possono spezzarti, quando non c'è più niente in grado di tenerti insieme.

È incredibilmente difficile per me scrivere questa recensione.
Ci sto provando e ancora non riesco a farne uscire qualcosa di buono. Perché ancora non ho capito nemmeno io cosa provo nei confronti di questo libro.
Di solito all'inizio di una recensione, scrivo subito se il romanzo letto mi è piaciuto o meno. Eppure in questo caso non riesco a dire nemmeno questo, perché per Il Tuo Meraviglioso Silenzio non bastano definizioni comuni.

Mi è piaciuto? Sì. Ma non basta.
Leggerlo è stata un'esperienza quasi ultraterrena.
Sono stata catapultata nel mondo di Nastya e Josh così all'improvviso e brutalmente, e mi ha risucchiata. Non sono riuscita ad uscirne fino alla fine. E anzi forse non ne sono ancora del tutto fuori.
Forse lo sapete già, ma io non sono una lettrice veloce. Tutt'altro. Sono molto lenta. Ma questo libro l'ho letteralmente finito in due giorni, in due sedute. Sono quasi 500 pagine e il primo giorno ne avrò lette forse un centinaio, e il giorno dopo ho divorato le restanti 400 circa.
Non succede spesso. Anzi quasi mai. E ancora meno spesso accade quel piccolo miracolo della lettura in cui sei talmente dentro la storia che non ti accorgi più di nient'altro. Il mondo esterno - il tuo mondo - non esiste più. Non controlli a che pagina sei arrivato, non controlli il capitolo, o quanto manca alla fine. Esiste solo la storia. La possiedi, la divori, non ne sei mai sazio.
Non mi capitava da secoli. E invece in questo caso è successo.


Vivo in un mondo senza magia né miracoli. Un posto dove non ci sono chiromanti o prestigiatori, angeli o ragazzi dotati di superpoteri pronti a salvarti. Un posto dove le persone muoiono e la musica si è spenta e le cose fanno schifo. Mi sento così schiacciata dal peso della realtà che ogni tanto mi domando come riesca ancora a sollevare i piedi per camminare.


Il Tuo Meraviglioso Silenzio racconta una storia unica, profonda, toccante, difficile da comprendere, difficile da dimenticare. Una storia da cui non esci. Da cui non ti liberi.
Racconta di Nastya, la ragazza che ha scelto il silenzio e ha abbandonato la speranza, la ragazza che vede il marcio ovunque e soprattutto in se stessa, la ragazza che riesce a provare solo odio e rabbia, rabbia, rabbia. E racconta di Josh, il ragazzo che ha perso ogni singolo appiglio, che crede in Dio, ma che crede anche che lui lo detesti, il ragazzo che lavora il legno perché è l'unica cosa che gli permette di non impazzire.

Questa non è una storia facile. I protagonisti sono tutt'altro che facili, tutt'altro che banali o scontati. Sono anime arrabbiate, perse, infuriate e sconsolate, distrutte, alla deriva. Spigolosi, fragili, veri.
Ma soprattutto Nastya. Forse questo è stato il mio unico reale problema con questo libro. Ed è stata colpa mia.
Nastya è un personaggio incredibilmente complesso, contraddittorio, egoista, quasi spietato. Ed è stato davvero difficile per me cercare di comprenderla. Cercare di arrivare a Nastya, arrivare alla vera lei, quella nascosta sotto strati e strati di trucco e dietro una serie di maschere tutte diverse, è forse la cosa più difficile che questo libro pretende che il lettore faccia.
E non so se sono davvero riuscita a comprenderla del tutto. Forse no. Immedesimarsi in lei è estremamente complicato, o almeno lo è stato per me, perché nonostante la sua vicenda fosse chiaramente tragica e io riuscissi percepire il suo dolore e la sua rabbia, questo non mi bastava per capirla davvero.
Ho trovato invece più semplice capire Josh, provare dolore e pena e comprensione per lui. L'ho sentito un po' più vicino, un po' più umano di Nastya.
Se di lei ho percepito il dolore, il disprezzo e soprattutto la rabbia, la furia quasi cieca, e solo in parte la fragilità, di lui credo di aver colto un quadro più completo, perché ne ho sentito la paura, la diffidenza, il bisogno, ma allo stesso tempo la forza, la capacità di poter ancora sperare. E anche se lui la chiamava illusione, era speranza.
Nastya invece la speranza la fa a pezzi e calpesta i resti, ci salta e ci sputa sopra. E io questo non sono riuscita ad accettarlo completamente.

Magari posso non incolpare me stessa per quello che è accaduto, ma quando ti dicono che è stata una cosa del tutto casuale, il significato è un altro. Vuol dire che niente ha più senso. Non importa che uno faccia tutto a regola d'arte, che si vesta bene, che si comporti correttamente e che segua tutte le norme, perché tanto il male può scovarti comunque. Il male è pieno di risorse in questo senso.

Resta il fatto che questo romanzo è uno dei più forti e coinvolgenti e brutali e dolci mai letti. 
C'è rovina, disperazione, peccato e poi c'è redenzione, c'è autodistruzione e poi rinascita. C'è amore e amore e amore. Amore che distrugge, amore che salva, amore che spera, amore che dispera. Amore invocato, amore mai voluto, amore mai atteso, ma sempre necessario. Per vivere, per sorridere, per parlare. Per avere il coraggio di dire ciò che si è sempre nascosto. Per avere la forza di volersi bene e di trovare un altro motivo per essere chi si è. Per cercare nuovi modi di vivere con se stessi, per non nascondersi, per trovare una nuova verità dentro la propria identità perduta, dentro la propria anima lacerata, dentro la solitudine e la disperazione di un passato che inghiotte ogni luce. Per salvarsi a vicenda, anche quando si crede di non essere in grado di farlo, per imparare che l'amore, spesso, non può essere che un atto di fede.
Per non essere più soli, per continuare ad essere fragili, ma insieme.


«Cos'è lei per te?»
«Una famiglia.»



Il Mio Voto: 5 stelline
 Un romanzo disincantato, crudo, brutale eppure pieno di fede, di speranza, di dolcezza. Una storia che non si dimentica.



E voi, avete letto e amato questo romanzo?
Fatemi sapere e a presto!

martedì 2 settembre 2014

Doppia Recensione "Con Te Sarà Diverso" e "Con Te Sarà Per Sempre", di Jessica Sorensen

Ciao a tutti, amici! Come va? Io sono alle prese con la valigia (ovviamente all'ultimo minuto) perché domani parto, me ne vado in un villaggio turistico, al mare, per una settimana. Anche se il tempo fa schifo (D:).
Tranquilli, però, non vi lascerò certo soli soletti. Anzi! Ho già preparato molti post carini da pubblicare. Non avrò il computer, perciò farò tutto tramite cellulare (connessione permettendo). Cercherò di essere almeno un po' presente anche in tutti i vostri blog, ma non so ancora quanto spesso. In ogni caso, sarò sempre reperibile via email.
Intanto, oggi vi parlo di due romanzi che ho letto qualche mese fa. Si tratta dei primi due romanzi della serie New Adult The Coincidence, di Jessica Sorensen. Il primo è stato pubblicato da noi dalla Newton Compton Editori con il titolo Con Te Sarà Diverso, mentre il secondo uscirà proprio dopodomani, il 4 settembre, con il titolo Con Te Sarà Per Sempre. Io ho già letto anche questo secondo capitolo in inglese, ma non mi farò comunque sfuggire la pubblicazione italiana. E proprio in occasione di questa, ho deciso di dirvi cosa ne penso di questi due libri. 

 
Titolo: Con Te Sarà Diverso (The Coincidence #1)
Titolo Originale: The Coincidence of Callie and Kayden 
Autore: Jessica Sorensen
Data di uscita: 16 gennaio 2014
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 9,90 (copertina rigida); € 4,99 (ebook)
Pagine: 309
Trama: Callie è un'adolescente che non ha mai avuto fiducia nel destino. Dal giorno in cui ha perso per sempre la sua innocenza ha preferito rendersi invisibile e chiudersi in se stessa, per sfuggire a un doloroso passato e non permettere a nessuno di farle di nuovo del male. Kayden, invece, si è rassegnato alla sua sorte: soffrire in silenzio è l'unico modo che conosce per sopravvivere alla violenza di suo padre e ai colpevoli silenzi di sua madre. Ma proprio quando si è ormai arreso al dolore e all'abbandono, un angelo di nome Callie accorre a salvarlo. Forse non è solo una coincidenza, forse è proprio il destino, quello stesso destino da cui entrambi si sentono schiacciati, a farli incontrare e a offrire loro un'opportunità di riscatto, qualunque sia il prezzo.
  
«Nel corso delle nostre vite ci incontriamo per pura combinazione e, per un momento, i nostri cuori battono all'unisono.»
 
Chi mi segue almeno un po', saprà forse che io ho un rapporto abbastanza strano con i New Adult. Li leggo, non troppo spesso, ma il più delle volte mi deludono. Però continuo a comprarli e a leggerli, sperando di trovare quello che fa per me. E ogni tanto, succede. Questo è stato il caso di Con Te Sarà Diverso, di Jessica Sorensen. Inaspettatamente, mi è piaciuto. E molto.

La storia ruota attorno a Callie e Kayden, due ragazzi dal passato (e dal presente) difficile. Entrambi nascondono un segreto che li turba e li fa soffrire costantemente. Ma una serie di coincidenze li metterà l'una sulla strada dell'altro. E questo li cambierà profondamente, facendo provare loro emozioni e sentimenti del tutto nuovi ed inaspettati. Spingendoli a credere che forse, anche per loro, esiste una seconda possibilità. 
 
Vi avverto: non aspettatevi un exploit di originalità. I segreti dei due protagonisti, sebbene all'inizio non siano esplicitamente raccontati, sono facilmente comprensibili e indovinabili.
Ma il modo in cui la storia viene narrata, attraverso i punti di vista alternati di Callie e di Kayden, beh, coinvolge. Magari non subito, ma nel corso del libro mi sono affezionata facilmente se non ai protagonisti singolarmente, almeno a loro due INSIEME. Il rapporto che nasce tra Callie e Kayden, che si sviluppa piano e con una certa diffidenza iniziale, è dolcissimo. E, secondo me, anche realistico. Questo è un New Adult, perciò non ci sono solo palpitazioni e farfalle nello stomaco, ma anche impulsi e sensazioni più calde. Consone all'età dei protagonisti, ormai universitari.

Se avete qualche esperienza dei romanzi della Sorensen saprete anche che non si risparmia mai troppo sulle tragedie personali dei suoi personaggi, che sono sempre estremamente tormentati e problematici. In genere non adoro troppo questo genere di cose (infatti ho storto il naso per Le coincidenze dell'amore, della Hoover), ma della storia di Callie e Kayden ho apprezzato molto il romanticismo sottile, ma intenso. La crescita e l'avvicinamento delle loro anime ferite. Due pianeti solitari e aridi che entrano in collisione. E fanno scintille. 
 
Il libro è piuttosto breve e si legge molto rapidamente, complice lo stile diretto e senza fronzoli dell'autrice.
Se avete voglia di un libro romantico, passionale e forte, ma anche delicato, un New Adult con tratti da Young Adult, ve lo consiglio di cuore. 

 Il Mio Voto: 4 stelline e ½
 
Un romanzo forte e sincero. Due protagonisti ben caratterizzati, uno stile diretto, e una delicatezza che, in un New Adult, sorprende.

             ****       

Titolo: Con Te Sarà Per Sempre (The Coincidence #2)
Titolo Originale: The Redemption of Callie and Kayden 
Autore: Jessica Sorensen
Data di uscita: 4 settembre 2014
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 9,90 (copertina rigida); € 4,99 (ebook)
Pagine: 320
Trama: Il terribile segreto che Kayden ha tenuto nascosto per anni è finalmente venuto a galla. Ora Kayden dovrà affrontare il processo, e soltanto Callie potrà aiutarlo a dimostrare la sua innocenza. Callie sa che è arrivato il momento di confessare tutto, anche se questo significa scontrarsi con le sue più grandi ossessioni e rivelare i dolorosi segreti del passato... La paura di rompere il silenzio la terrorizza, ma non quanto quella di perdere per sempre Kayden. Ora dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e farsi avanti prima che sia troppo tardi. Prima che lui, per proteggerla, torni per sempre nel silenzio e nell'oscurità...


«Me ne sto qui, esisto sulla superficie dell'acqua, non esattamente affondando, ma nemmeno capace di respirare.»
 
Questo secondo romanzo è ancora più bello del primo. 
Se dopo aver letto il primo, vi siete sentiti come se vi mancasse qualcosa – qualcosa di importante per rendere del tutto coinvolgente la lettura – ora non vi mancherà più nulla.
Io credo che i due libri andrebbero letti insieme o comunque di seguito. Il primo ha un finale crudele che lascia con il cuore spezzato e con una grande angoscia. Un terribile cliffhanger.
Se non vi eravate sentiti troppo toccati o emozionati da Callie e Kayden in Con Te Sarà Diverso, in Con Te Sarà Per Sempre non potrete che soffrire, amare, piangere insieme a loro. 
 
Il titolo originale è prefetto: The Redemption of Callie and Kayden. Questo libro racconta esattamente questo. Una redenzione. La storia della redenzione di Callie e Kayden. Il loro processo di catarsi, di guarigione.
Distrutti emotivamente e psicologicamente (e anche fisicamente) dai loro segreti, dai loro oscuri passati, dalle ombre che da anni infestano la loro esistenza, questi due ragazzi rischiano di perdersi, di lasciarsi andare. Quello che hanno trovato, l'intesa che è nata tra loro e il sentimento luminoso che è sbocciato anche in mezzo alla tenebra più nera, potrebbe non essere in grado di salvarli. Oppure sì. Dipenderà da loro, esclusivamente dalla loro forza di volontà, dal loro coraggio di parlare, di rischiare, di amare.

Questo secondo libro è più cupo rispetto al precedente. Si avventura tra le più profonde e nascoste paure dell'animo umano. I ricordi più oscuri. Ogni spillo conficcato nel cuore, ogni lama affilata che trapassa la pelle.
Il terrore e l'angoscia. La paralisi delle emozioni.
Kayden in particolare si trova qui ad attraversare la più nera delle paludi. Quella oleosa macchia di petrolio che è la sua anima. Quell'inferno gelato che è il suo passato.
Ho detto che il primo romanzo aveva dei tratti Young Adult: qui scompaiono. Qui c'è solitudine, disperazione, atroce sofferenza. Lacerazione interiore. Frantumazione della speranza. 
 
È un romanzo difficile, forte. Scosso da emozioni come da un terremoto.
Un romanzo che si chiede continuamente se sia possibile ottenere una seconda chance, se sia possibile redimersi e guarire, se dopo aver toccato il fondo si possa risalire. Se nella vita la sofferenza sopprima anche i sentimenti più puri e più dolci. E quale ruolo l'amore giochi in tutto questo. Fino a che punto possa aiutare.
Quanto è salvifico l'amore?

Sia che abbiate amato il primo libro, sia che non vi abbia convinto, io vi consiglio di leggere anche questo secondo capitolo.
È una storia che non può restare a metà, che pretende di essere conclusa. 
Perciò se avete letto il primo, non dovete assolutamente perdervi il secondo. 

Il Mio Voto: 5 stelline!
 
Estremamente oscuro e tormentato, dark e disperato, un romanzo che incanta per le emozioni che riesce a trasmettere con assoluta semplicità.


Avete letto questi romanzi? Pensate di farlo? :)

giovedì 21 agosto 2014

Recensione "Le Coincidenze dell'Amore", di Colleen Hoover

Good Morning America readers!
Oggi sono a casa, e la mia mente vaga un po' qui e un po' lì, mi frullano in testa tante idee confuse, su qualche nuova rubrica, su qualche nuovo acquisto, sulle mie recenti letture..
Uff, è proprio quel tipo di giornata dove è meglio mettere nero su bianco i pensieri, perché ne venga fuori qualcosa di sensato. Capitano anche a voi giornate così?
E quindi, dovendo scrivere qualcosa, mi ritrovo a scrivere questa recensione. Un libro che moltissimi hanno amato, alcuni hanno odiato, e ad altri non ha convinto.
Ecco, io appartengo a questa terza categoria.


Titolo: Le Coincidenze dell'Amore (Hopeless #1)
Titolo originale: Hopeless
Autore: Colleen Hoover
Data di uscita: 31 ottobre 2013
Editore: Leggereditore
Prezzo: € 5,90 (copertina flessibile); € 3,99 (ebook)
Pagine: 376
Trama: Meglio una verità che lascia senza speranza o continuare a credere nelle bugie? Sky non ha mai provato il vero amore: ogni volta che ha baciato qualcuno, ha solo sentito il desiderio di annullarsi, nessuna emozione, nessuna dolcezza. Ma quando Sky incontra Holder, ne è subito affascinata e spaventata insieme. C'è qualcosa in lui che fa riemergere quello che lei aveva spinto nel profondo della sua anima, il ricordo di un passato doloroso che torna a turbarla. Sebbene sia determinata a starne lontana, il modo in cui Holder riesce a toccare corde del suo cuore, corde che nessuno riesce neppure a sfiorare, fa crollare le difese di Sky. Il loro legame diventa sempre più intenso, ma anche Holder nasconde un segreto, che una volta rivelato cambierà la vita di Sky per sempre. Soltanto affrontando coraggiosamente la verità, senza rinunciare all'amore e alla fiducia che provano l'uno per l'altra, Holder e Sky possono sperare di curare le loro ferite emotive e vivere fino in fondo il loro rapporto.


Non so neanche da dove cominciare per parlare di questo libro. Davvero.
Parto allora col dire che mi ha deluso.
Il problema di leggere in ritardo libri così famosi e osannati è che le aspettative a riguardo crescono a dismisura, e non c'è niente da fare.
In più, io Colleen Hoover già la conoscevo grazie a Tutto ciò che sappiamo dell'amore, che per me è stato uno dei libri più belli letti quest'anno.
Inutile dire che da Le coincidenze dell'amore mi aspettavo molto.
Alla fine il libro non mi è dispiaciuto, però rispetto a ciò che mi aspettavo e rispetto a Tutto ciò che sappiamo dell'amore, purtroppo, questo romanzo l'ho trovato inferiore.

La trama del libro riportata sopra non rivela (stranamente) quasi nulla della storia e del suo sviluppo.
Il romanzo parte con il più classico inizio dei romanzi d'amore YA/NA: l'incontro fortuito tra i due protagonisti, la curiosità che nasce tra loro al primo sguardo. E poi l'inizio della frequentazione, il battito cardiaco accelerato, le prime gelosie, i primi equivoci e fraintendimenti, l'aspettativa crescente del primo bacio che tarda ad arrivare, il formicolio in tutto il corpo e le farfalle nello stomaco. E a fare da sfondo la solita dimensione scolastica del liceo.
Detta così, sembra una semplice storia d'amore tra un ragazzo e una ragazza.
Invece questo libro di semplice non ha proprio nulla.
Man mano che la storia procede e le pagine scorrono, qualcosa comincia a cambiare. Qualcosa nell'atmosfera stessa del romanzo. Il tono, da adolescenziale e spensierato, inizia a diventare più cupo, carico e severo, drammatico. Sorgono sospetti, riaffiorano ricordi e si svelano segreti. I sogni tacciono e parlano gli incubi.
Ma ogni volta che pensi che non possa succedere nulla di più, niente di peggio, e che ormai ci si avvii alla “risoluzione” di ogni questione, ecco che vieni subito contraddetto, perché un'altra tragedia o un altro devastante segreto ti aspettano dietro l'angolo.
Prendi per mano Sky, la protagonista e voce narrante, e la accompagni a scoprire come la sua vita, apparentemente normale, sia in realtà costellata di drammi e traumi degni di una vera e propria tragedia greca.

«Qualunque cosa sia, non voglio analizzarla. E non voglio che lo faccia nemmeno tu, okay? Ringraziamo semplicemente che alla fine ti ho trovata.» Rido per quest’ultima frase. «Lo dici come se mi avessi cercato.» Lui aggrotta la fronte e mi prende il viso fra le mani. «Ti ho cercata per tutta la vita.»

L'altra mano di Sky invece la tiene Holder, il protagonista maschile, che diventa il suo sostegno, l'unica certezza, la roccia in mezzo all'uragano che arriva per travolgerla. Ma di segreti ne ha molti anche lui, dolori nascosti nel passato.
Sul suo braccio, un piccolo tatuaggio: Hopeless. Senza speranza.
Sky si chiede perché Holder si definisca senza speranza, e ce lo chiediamo anche noi. La risposta arriva, sussurrata, tra i brividi e le lacrime. E i ricordi.
E attraverso questi ricordi si snoda il filo di una storia sepolta, che urla per tornare in superficie, una storia che intreccia le radici di Sky e Holder.
Una storia dura, aspra. Di dolore, di perdita, di orrore.

Holder e Sky sono personaggi particolari, per alcuni versi insoliti, che si ritrovano a condividere una storia d'amore intensissima, densa di quasi ogni tipo di emozione umana.
La Hoover è brava a parlare d'amore. Lo fa bene, sceglie le parole giuste.
Io, mentre leggevo e pensavo a loro, ricordavo una canzone della Pausini.
Tra le cose che vivi, io per sempre vivrò – diceva.
Sembra una frase scritta apposta per questi due personaggi.
Eppure questa storia d'amore infiocchettata alla perfezione non mi ha coinvolto come avrei sperato. Amore folle in troppo poco tempo. Amore troppo folle. Troppo romantico, troppo sdolcinato, troppo tutto. Almeno per me.
Speravo di ritrovare l'emozione provata per la storia tra Will e Lake, protagonisti di Tutto ciò che sappiamo dell'amore, e invece proprio non è successo.

Qualsiasi cosa lui senta, la sento anch’io. Qualsiasi cosa io senta, la sente anche lui. È ciò che accade quando due persone diventano una sola: non si condivide solo l’amore. Si condivide il dolore, la tristezza, l’afflizione e la sofferenza.

Sebbene delineati e caratterizzati con studiata maestria, Holder e Sky non mi sono piaciuti completamente. Nella loro particolarità, nelle loro stranezze, possono far sorridere, certo, e magari anche incuriosire, ma non mi sono rimasti nel cuore.
Sky ha dalla sua un'ironia pungente, una certa dose di sfacciataggine e di irriverenza. È simpatica, ogni tanto. Una buona voce narrante, tutto sommato. Ma non mi ha convinta, la sua vicenda tristissima non mi ha commossa. Per certi versi, l'ho trovata una protagonista un po' insipida.

Holder, invece, da un lato è meglio, e dall'altro è peggio.
È meglio perché è un personaggio più forte, più interessante rispetto a Sky. Anche se non è la voce narrante, mi sono sentita più vicina ai suoi sentimenti e alla sua vicenda, che non a quella di lei.
È peggio perché l'ho trovato un personaggio completamente fuori dal mondo. Del tutto irrealistico, come l'intera vicenda, del resto.
Condivide alcune caratteristiche con i soliti protagonisti dei romanzi New Adult: bello, impulsivo, un asso nel fare a botte. Lui, però, è più tormentato, e allo stesso tempo, assai più saggio.

Ed è proprio questo il problema. Sky e Holder sono ancora adolescenti, la vita getta loro addosso una valanga di mostruosità e sofferenze, e loro reagiscono e pensano in maniera quasi... diplomatica. Razionale. Ragionevole. Ma, per me è inconcepibile essere razionali e ragionevoli di fronte a quello che capita loro, a maggior ragione perché sono entrambi così giovani.
Le reazioni che hanno ad alcune rivelazioni non sono credibili. Soprattutto quelle di Holder. C'è un momento, verso la fine, in cui lui scopre un'orribile verità, e la scopre proprio per bocca di chi è il responsabile di questa atrocità, e quello che fa è iniziare a piangere, così all'improvviso, comincia a singhiozzare in silenzio.
E io, mentre leggevo, pensavo che non era possibile.
La tristezza non arriva mai per prima. Anche nelle cinque fasi di elaborazione del lutto (che poi valgono per ogni genere di trauma), la depressione è la quarta fase, la penultima prima dell'accettazione. Prima vengono la negazione, la rabbia e la contrattazione.
Ma, all'inizio, non piangi. O se lo fai, sono lacrime di frustrazione e rabbia, perché sei impotente e non riesci ad accettare che una cosa terribile sia già accaduta e tu ormai non puoi farci più niente. Il pianto singhiozzante invece, secondo me, arriva solo più tardi, quando ormai ci hai ragionato e ti sei arreso.
Holder e Sky piangevano, quando avrebbero dovuto arrabbiarsi, infuriarsi, sfogarsi, urlare a squarciagola o spaccare tutto. Quando avrebbero dovuto avere un impulso omicida, quando avrebbero dovuto sentire nelle ossa la necessità di far provare lo stesso incredibile dolore a chi lo aveva inflitto a loro.


Sono troppo maturi, per dei diciassettenni. E dopo un pianto liberatorio e un abbraccio, tutto ritorna quasi alla normalità, così, semplicemente.
Nell'arco di pochi giorni hanno visto la propria vita presa e ribaltata completamente, hanno attraversato ogni girone infernale, e poi tutto si risolve nel giro di cinque minuti.
D'accordo avere forza d'animo, ma da alcuni traumi ci vogliono anni per riprendersi. A volte nemmeno ci si riesce completamente.
E invece sembra che a Holder e Sky basti stare insieme.
E chissà, forse è proprio questo il senso del libro: che l'amore cura ogni ferita.
Non lo so, ma se è così io non condivido. Sarò cinica, ma non penso che l'amore curi ogni ferita, risani ogni esistenza. Mi sembra un'idea troppo ottimistica e semplicistica.
Ed ecco il paradosso: da un libro che getta i propri protagonisti nelle profondità più tenebrose della perversione umana, scaturisce alla fine una visione positiva della vita e dell'amore.
Perciò, comunque, un plauso alla Hoover, che in questo romanzo parla di tante cose brutte e di tante cose belle. Perché, in fondo – e su questo sono d'accordo – la vita è un grosso miscuglio ingarbugliato di amore e odio, di luce e buio, di sole e tenebre.
Dopo ogni lacrima, un sorriso, sembra voler dire questa storia.
Lacrime non ne ho versate, ma alla fine, nonostante tutto, ho sorriso anch'io. 

 Il mio voto: 3 stelline e ½
 
Una storia amara e tragica, dimenticata e poi riportata in superficie. Esagerata, secondo me, a tratti inverosimile, e non degnamente conclusa. Ma sicuramente ben scritta.



Ora ditemi di voi, avete letto questo libro? A quale delle tre categorie citate sopra appartenete? Lo avete amato, odiato o non vi ha convinto? 

domenica 29 giugno 2014

Doppia Recensione parte 2: The Best & The Worst#1 - THE BEST

Recensione “Making Faces”, di Amy Harmon

Titolo: Making Faces [ENG]
Data di uscita: 20 ottobre 2013
Editore: Autopubblicato
Prezzo: € 10,36 (copertina flessibile); € 3,11 (ebook)
Pagine: 494
Trama tradotta da me: Ambrose Young era bellissimo. Era alto e muscoloso, con i capelli che gli ricadevano sulle spalle e gli occhi che ti bruciavano dentro. Quel tipo di bellezza che abbelliva le copertine dei romanzi rosa, e Fern Taylor lo sapeva bene. Lei quei libri li leggeva da quando aveva tredici anni. Ma forse proprio perché lui era così bello, Fern non aveva mai creduto di poterlo avere... finché lui non aveva smesso di essere bello. “Making Faces” è la storia di una piccola città dove cinque giovani uomini partono per la guerra, e soltanto uno fa ritorno. È la storia della perdita. Perdita collettiva, perdita individuale, perdita della bellezza, perdita della vita, perdita dell'identità. È il racconto dell'amore di una ragazza per un ragazzo ridotto in pezzi, e dell'amore di un guerriero ferito per una ragazza insignificante. Questa è la storia dell'amicizia che supera il dolore, dell'eroismo che sconfigge le definizioni comuni, e una fiaba moderna della Bella e la Bestia, dove scopriamo che c'è un po' di bellezza e un po' di bestia in ognuno di noi.


Questo è quel genere di libro che si dovrebbe tenere sotto una teca di vetro, sempre a portata di mano, come se fosse una bomboletta di ossigeno oppure un inalatore per l'asma. Un libro da leggere ogni volta che ci si sente tristi, pieni di sfiducia o frustrazione, ma anche quando si è felici, quando ci si sente soddisfatti e pieni di vitalità. Un libro per chi ama, per chi sogna, per chi spera e anche per chi dispera. Quel genere di storia che non ti stancheresti mai di leggere e rileggere e che ti emoziona ogni volta come la prima.

Il libro è inedito in Italia, ma spero davvero che arrivi anche da noi, perché non leggerlo significa perdersi una storia imperdibile. (EDIT: il libro sarà pubblicato in Italia. Per saperne di più, guarda qui)

Tutto inizia nell'America del settembre del 2001, poco prima dell'attacco alle Twin Towers. La storia ruota attorno a tre personaggi: Fern, Ambrose e Bailey.

Fern Taylor è una ragazza al suo ultimo anno di liceo, è anonima e bruttina, o almeno così si vede lei. Questo la porta ad essere timida e insicura. I ragazzi non la considerano e lei sa benissimo che è a causa del suo aspetto fisico. A lei però non importerebbe se solo avesse l'attenzione dell'unico ragazzo che le sia mai piaciuto, anzi il ragazzo di cui è innamorata da anni: Ambrose Young.

Ambrose è il campione della squadra di wrestling della scuola, nonché sogno non così segreto di tutte le ragazze del paese: è bellissimo, intelligente, gentile, popolare e sa anche cantare. Anche lui al suo ultimo anno di liceo, ha già un futuro davanti a sé: ha ottime possibilità di ottenere una borsa di studio per una prestigiosa università in cui potrà continuare la sua carriera di wrestler come professionista. Ma Ambrose è molto più di questo, molto più della facciata che tutti vedono. Dentro di lui si agita un mondo di insoddisfazione, di mancanza di qualcosa, di frustrazione e angoscia per la responsabilità di dover sempre essere all'altezza delle aspettative che tutti hanno su di lui.

Bailey Sheen invece è il cugino di Fern, suo coetaneo, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, che lo costringe sulla sedia a rotelle e gli dà poche possibilità di arrivare anche solo ai vent'anni. Bailey e Fern non sono soltanto cugini, sono migliori amici, passano tutto il loro tempo insieme e si confidano come non potrebbero fare con nessun altro.

Nella vita di questi tre ragazzi, però, tutto cambia con la fatidica data dell'11 Settembre. La tragedia che colpisce l'America, vista in diretta televisiva durante una normale mattinata di scuola, li sconvolge e li cambia profondamente.
In particolare, il più colpito dall'accaduto è Ambrose, il quale dopo il diploma decide di arruolarsi nell'esercito e andare a combattere in Iraq. Per non affrontare da solo questa spaventosa nuova realtà, Ambrose convince i suoi quattro migliori amici di sempre ad arruolarsi con lui, e loro, sebbene inizialmente restii, accettano proprio per non abbandonarlo.

La sua mente ritornò al reclutatore dell'esercito che era stato a scuola il mese precedente. Non era riuscito a togliersi quella visita dalla testa. Come l'intera nazione, voleva che qualcuno pagasse per la morte delle 3000 persone dell'11 settembre. Voleva giustizia per i bambini che avevano perso le loro mamme o i loro papà. Ricordava la sensazione di non sapere se la sua stessa mamma stesse bene. Il volo 93 si era schiantato non molto lontano, appena poco più di un'ora di macchina da Hannah Lake, portando la realtà dell'attacco molto vicino a casa. Gli USA erano in Afghanistan, ma alcuni pensavano che l'Iraq fosse la tappa successiva. Qualcuno doveva andare. Qualcuno doveva combattere. Se non lui, allora chi? E se non ci fosse andato nessuno? Sarebbe accaduto di nuovo? Non permise a se stesso di pensarci per la maggior parte del tempo. Ma ora era ansioso e nervoso, il suo stomaco vuoto e la sua mente piena.

Ambrose e i suoi amici restano lontani da casa per circa quattro anni, e proprio poco prima del tanto agognato ritorno, una mina esplode e tutto cambia di nuovo.
A fare ritorno al paese natio è soltanto Ambrose, che non è più quello che era prima. È l'unico sopravvissuto, ma l'esplosione gli ha fatto saltare in aria metà del viso, lo ha reso calvo per sempre e gli ha distrutto un occhio e un orecchio. Quasi irriconoscibile, Ambrose torna a casa con il peso della vergogna per il proprio aspetto, dell'opprimente senso di colpa per la morte degli amici che lui aveva convinto ad arruolarsi, del travolgente dolore per la perdita di quattro fratelli.

Fern intanto è cresciuta e il brutto anatroccolo che era al liceo, si è trasformato in un bel cigno. Ma è ancora lì, quando Ambrose torna, ancora innamorata di lui come lo è sempre stata, a prescindere dal tempo che è passato, a prescindere dalle tragedie che si sono susseguite, e a prescindere anche dal nuovo aspetto di Ambrose. Lei lo trova ancora bello, e lo ha sempre amato per qualità che spesso gli altri non notavano.

Saranno Fern e Bailey ad aiutare Ambrose nell'elaborazione del dolore e del lutto, in un lungo processo di redenzione e in quel tortuoso cammino che è l'accettazione di se stessi, attraverso cui entrambi sono già passati.
Fern insegnerà ad Ambrose a vedere al di là dell'aspetto fisico, gli farà capire cosa sia la vera bellezza e come questa si possa manifestare in forme inaspettate se solo ci si ferma a guardare più in profondità. Gli mostrerà come si possa amare anche quando il cuore, frammentato e lacerato, sembra essere irreparabile.

«Avete mai guardato un dipinto così a lungo che alla fine i colori si confondono e non sapete più distinguere cosa state guardando? Non c'è più forma, aspetto o figura, solo colore, solo vortici di vernice.» disse ancora Fern, e Ambrose lasciò che i suoi occhi si posassero sul viso che una volta aveva riempito la sua memoria in un posto molto lontano, un posto che la maggior parte dei giorni avrebbe preferito dimenticare.
Bailey e Ambrose restarono in silenzio, cercando nuove facce nelle nuvole.
«Penso che sia così anche per le persone. Quando le guardi per davvero, smetti di vedere un naso perfetto o dei denti diritti. Smetti di vedere le cicatrici dell'acne o la fossetta sul mento. Queste cose iniziano a sfocarsi e, all'improvviso, riesci a vederli, i colori, la vita dentro al guscio, e la bellezza assume un significato completamente nuovo.» Fern non smise di guardare il cielo mentre parlava, e Ambrose lasciò che i suoi occhi indugiassero sul suo profilo. Non stava parlando di lui. Stava soltanto riflettendo, meditando sulle ironie della vita. Si stava solo comportando da Fern.

«Sei ancora bello, Ambrose,» disse Fern, il viso voltato verso di lui. Lui restò in silenzio per un momento, ma non si ritrasse, non grugnì, né negò quello che lei aveva detto.
«Credo che questa affermazione sia più un riflesso della tua bellezza che della mia,» disse Ambrose alla fine.

Bailey invece gli infonderà tutta la sua incredibile e travolgente passione per la vita, per ogni sua sfaccettatura, anche la più dolorosa. Gli farà capire l'importanza dei piccoli traguardi di ogni giorno e lo spronerà a non arrendersi, a combattere ancora, a inseguire dei sogni ormai abbandonati da tempo. Lo incoraggerà a sfidare le probabilità e a rialzarsi dopo ogni caduta.

«Fern non pensava di andare abbastanza bene per te allora, e tu non pensi di andare abbastanza bene per lei adesso. E tutti e due avete torto... e siete così stupidi! Stuupiiiiiiiiidiii!» Bailey trascinò fuori la parola con disgusto. «Sono brutto! Non merito l'amore, aaah!» Bailey li scimmiottò con una voce piagnucolosa e acuta, e poi scuoté la testa come se fosse completamente deluso. Si fermò un attimo, preparandosi per una nuova invettiva.
«Ora mi stai dicendo che hai paura di amare Fern perché non sembri più una star del cinema? Stronzate, amico! Sembri ancora una star del cinema... solo una che è passata per una zona di guerra. Le ragazze ne vanno pazze! Continuo a pensare che magari tu e io potremmo fare un viaggio on the road e dire a tutte le ragazze che incontriamo che siamo entrambi veterani. Tu ne hai ottenuto la faccia rovinata e le mie ferite di guerra mi hanno messo su questa sedia a rotelle. Pensi che ci crederebbero? Magari poi potrei rimediare un po' di azione. Il problema è, come farò a toccare un po' di tette se non riesco ad alzare le braccia?»

Ho adorato tutti e tre questi personaggi, così straordinari nella loro ordinarietà, così vivi attraverso le pagine da sembrare reali. Durante la lettura sono riuscita ad immedesimarmi con loro alla perfezione, ho riso e pianto con loro, ho sperato, odiato e amato con ogni cellula di me stessa, insieme a loro. Ho percepito chiaramente l'amore incondizionato di Fern per Ambrose, le sue insicurezze e la sua infelicità iniziale; ho condiviso la frustrazione, il dolore e il senso di colpa di Ambrose, e il suo processo di guarigione; e ho sentito sotto pelle ogni risata, ogni lacrima e tutto il coraggio e la passione pulsante e la vibrante voglia di vivere, frustrati dall'impossibilità di farlo davvero, che fanno di Bailey forse il personaggio che più ho amato e apprezzato, e che mi ha totalmente annientata, mettendo in discussione le mie certezze e ribaltando la mia visione del mondo e della vita e del modo che ognuno di noi ha di viverla.
Personaggi caratterizzati magistralmente, che insegnano qualcosa con ogni parola che pronunciano.

«Rita? Ti piace Rita?»
«Amo Rita. L'ho sempre amata. E lei è sposata con uno stronzo, il che è davvero confortante in un modo molto egoista. Se fosse sposata con un tizio bello, gentile, fantastico, io sarei ancora più miserabile.»
Ambrose si ritrovò a ridere di nuovo. «Sei davvero un tipo, Bailey! La tua logica è impagabile.»
«È quasi divertente. Divertente in senso ironico, intendo. Fern ha sempre detto che Rita ha passato l'intera vita ad essere rincorsa dai ragazzi. E che per questo non ha mai avuto la possibilità di smettere di correre abbastanza a lungo per capire chi era e da quale tipo di ragazzo avrebbe dovuto lasciarsi acchiappare. È quasi ironico che io e Rita siamo amici, considerando che io non sono mai stato in grado di rincorrerla. Forse questo è il lato positivo. Io non potevo rincorrerla, perciò lei non ha mai dovuto correre.»
Dopo un po', Ambrose prese Bailey in braccio un'altra volta, e insieme scesero dalla collina del monumento commemorativo, persi ognuno nei propri pensieri di vita e di morte e di lati positivi.

Amy Harmon, di cui non avevo mai letto nulla, ha una scrittura semplice ma profonda che arriva dritta al cuore, lo cattura e non lo lascia andare.
Sua è questa bellissima favola agrodolce, commovente e toccante, sulle seconde possibilità e sul significato della vera bellezza e del vero eroismo. Una storia di lotta, perdita e conquista, di dolore, redenzione e passione, di vita, di morte, di anime affini che si trovano e si perdono e poi si ritrovano ancora, di amicizia e speranza e amore, di priorità e di piccole cose, piccoli miracoli, piccole vittorie, che sono grandi immensi trionfi.


Vi lascio con la mia citazione preferita di tutto il libro.

«La vera bellezza, quella che non scompare o non viene lavata via, richiede tempo. Richiede pressione. Richiede incredibile resistenza. È il lento gocciolio che crea la stalattite, lo scuotimento della Terra che crea le montagne, il costante martellamento delle onde che frantuma le rocce e leviga i bordi irregolari. E dalla violenza, dal furore, dall'infuriare dei venti, dal ruggito delle acque, qualcosa di migliore emerge, qualcosa che altrimenti non sarebbe mai esistito.
E così noi resistiamo. Abbiamo fede che ci sia uno scopo. Speriamo in cose che non possiamo vedere. Crediamo che ci siano lezioni nella perdita, potere nell'amore, e che dentro di noi sia racchiuso il potenziale per una bellezza così magnifica che i nostri corpi non possono contenerla.»


Il Mio Voto: 5 stelline! 
Una storia d'amore, di perdita e di conquista, di vita e di morte. Meravigliosamente profondo, dolce, malinconico, con personaggi indimenticabili e veri. 


Avete letto questo libro? Cosa ne pensate?

Doppia Recensione parte 1: The Best & The Worst#1 - THE WORST

Buongiorno a tutti!
Per inaugurare il mio neonato blog, ho deciso di proporvi oggi due recensioni, una di un libro che ho adorato e una di un libro che ho detestato, con la personale creazione di una mia rubrica, appunto The Best & The Worst (Il Meglio & Il Peggio).
Mi espongo sin da subito con due recensioni per così dire “estreme”, proprio per mettermi alla prova sia con un giudizio molto positivo sia con uno molto negativo.
Naturalmente le mie sono opinioni assolutamente personali, perciò prendetele solo come tali e non sentitevi offesi se invece voi la pensate diversamente.
Ah, e ovviamente le mie recensioni saranno assolutamente sempre SPOILER FREE (se dovessi fare spoiler, li segnalerò prima).

Recensione “Irraggiungibile”, di Abbi Glines

Titolo: Irraggiungibile (Too Far #1; Rosemary Beach #1)
Titolo originale: Fallen too far
Data di uscita: 1 aprile 2014
Editore: Mondadori (Chrysalide)
Prezzo: € 14,90 (copertina flessibile); € 4,99 (ebook)
Pagine: 224
Trama: Rush Finlay ha ventiquattro anni, è sexy e arrogante, e nessuno riesce a dirgli di no. Blaire Wynn ha solo diciannove anni, è splendida, innocente e off limits: è figlia del nuovo patrigno di Rush. Quando Blaire, alla morte della madre, lascia la sua fattoria in Alabama e si trasferisce in Florida dal padre che non vede ormai da anni, trova ad attenderla solo Rush, il fratellastro fascinoso e inaffidabile, con cui dovrà trascorrere l'estate. Blaire non è preparata a quel mondo pieno di lusso e tentazioni, e soprattutto a quella potente attrazione, impossibile da contenere, che la trascina verso Rush... Perché la felicità sembra sempre così irraggiungibile?



Ebbene sì, iniziamo dal Worst, il Peggio.
Non è mai piacevole non apprezzare un libro, specialmente se se n'è sentito parlare davvero molto bene. Purtroppo questo per me è stato il caso di “Irraggiungibile”, primo romanzo della serie New Adult “Too Far” e della più estesa serie “Rosemary Beach”, di Abbi Glines, da noi edito Mondadori.
Premetto che della Glines non avevo mai letto nulla, quindi non avevo nessun tipo di pregiudizio o aspettativa.
Dopo aver letto la trama del romanzo, l'unica cosa che mi aspettavo era una storia magari già raccontata e un po' banale, ma comunque romantica e gradevole.
Beh, mi sbagliavo.

“Irraggiungibile” racconta la storia di Blaire, bellissima diciannovenne con una vita piuttosto complicata, e di Rush, ventiquattro anni, addominali scolpiti e sguardo d'argento, figlio della nuova moglie del padre di Blaire, e quindi suo nuovo fratellastro.
I due ragazzi si ritrovano a condividere lo stesso tetto, e il tetto in questione è quello della grandiosa casa sulla spiaggia di Rush (ricchissimo figlio di una rockstar), a Rosemary Beach, Florida.
Blaire infatti si trova costretta a chiedere ospitalità al nuovo fratellastro, in quanto, in seguito alla morte della madre, è rimasta senza soldi e senza casa. E Rush, da cordialissimo padrone di casa qual è, la accoglie nella sua reggia (dove ha almeno tre o quattro enormi stanze libere), concedendole di stare nella minuscola stanzetta della domestica, all'interno della dispensa nel sottoscala. E che gran galantuomo.
Capita però che dopo circa due giorni dal loro primo incontro, e dopo essersi rivolti sì e no uno o due buongiorno e buonasera, come stai, bene grazie, i due si ritrovino ad essere profondamente e irresistibilmente attratti l'uno dall'altra. E c'è da dire che la cosa comincia nel momento in cui la dolce-pura-casta-innocente Blaire (perché, dovete sapere che Blaire è assolutamente inviolata, cosa che lei stessa, da voce narrante, ci tiene a ripetere almeno un centinaio di volte) torna a casa dal lavoro che ha trovato il giorno dopo essersi trasferita (bah..), e trova Rush impegnato in un amplesso con una sconosciuta, nel bel mezzo della sua veranda. E Blaire rimane talmente affascinata che.. resta incantata a guardarli, chiedendosi quali incredibili sensazioni la ragazza debba provare.
Il giorno dopo poi Rush va da lei e le dice di essere al corrente del fatto che lei lo stesse osservando nel momento clou, e che la cosa lo stia “letteralmente facendo impazzire” (cit.), perché a quanto pare non c'è niente di più sexy che sapere di essere osservati da una ragazza mentre si fa sesso con un'altra. Strane cose quelle che accendono i bollori dei ragazzi americani.

Da questo momento in poi, la storia va avanti con un alternarsi di crescente e insopprimibile tensione sessuale tra i due protagonisti, tentativi (vani) di reprimere gli impulsi, liti per qualche motivo a caso, sesso selvaggio per fare pace. E poi si ricomincia, allo stesso modo.

Il tutto condito da una sana dose di quella che l'autrice sembra intendere come “suspense”, ovvero la tecnica (da me personalmente mai troppo apprezzata) di seminare degli indizi durante tutto il corso del libro su un qualche segreto che poi si viene a scoprire solo sulla fine. In “Irraggiungibile” il grande e oscuro segreto riguarda Rush e sua sorella Nan, segreto di cui Blaire viene a conoscenza solo qualche capitolo prima della fine. Ma francamente, data tutta l'attesa, io mi aspettavo qualcosa di un po' più clamoroso e scandaloso, e la reazione della protagonista mi è sembrata davvero troppo esagerata. Lei era tutta un “Il mio cuore non sarà più in grado di amare” (cit.), e io ero tutta un “Certo, allora perché cavolo esistono pure due seguiti di questo libro?!”.

Ma comunque, le cose che a me proprio non sono andate giù sono sostanzialmente due:

1) Questa NON è una storia d'amore, anche se ci viene presentata come tale. Questa è una storia di sesso. Tutto - sottolineo TUTTO - ruota intorno al sesso. Lo stesso protagonista, ad un certo punto, dice: "Blaire, io non sono un tipo romantico. Per me conta solo il sesso" (cit.). Più chiaro di così?
Scene di sesso nei libri vanno bene e sono piacevoli se sono ben scritte e hanno una ragion d'essere all'interno della storia. Ma questo non è il caso di "Irraggiungibile", dove i due protagonisti si incontrano una sera, nelle successive quarantotto ore si scambiano circa cinque o sei parole in croce, e il terzo giorno si desiderano ardentemente. Non c'è una storia d'amore, perché non c'è nemmeno il tempo sufficiente a due persone per innamorarsi. Tutto ciò che unisce Blaire e Rush, i due protagonisti, è il potente e insopprimibile desiderio sessuale.

Ma le stesse scene di sesso poi sono gratuitamente volgari e rasentano il ridicolo.

Per citare a caso: 
 
- Voglio sentire che lo dici, Blaire - insistette lui in un sussurro strozzato.
-Ti prego, leccami ancora - riuscii a pronunciare.
- Ca**o, sì! - imprecò Rush.
 
O ancora, un'altra chicca:
 
Era come impazzito. [...] Mi appoggiai all'indietro sui gomiti e rimasi a guardarlo mentre mi riempiva le cosce di baci e poi affondava di nuovo nel punto in cui mi avrebbe fatto ansimare e chiedere di più.
- Mio. È tutto mio - disse quando si ritrasse per guardarmi con lo sguardo di un indemoniato. [...] - Blaire, tutto questo è mio. Dimmi che è tutto mio. -
Feci sì con la testa e lui affondò in me un altro dito. Gemetti.
- Dimmi che è tutto mio! - ripeté.
- È tutto tuo, Rush. È tutto tuo. Però ti prego, adesso scopami.-
 
Per non parlare della ciliegina sulla torta: 
 
- Stasera niente preservativo. Lo tirerò fuori prima. -

Questa per me non è una storia d'amore. Punto.

2) I personaggi sono uno peggio dell'altro, sul serio. La caratterizzazione è pessima.
Nell'universo di "Irraggiungibile", le donne sono tutte o delle stro**e viziate, gelose e sociopatiche con seri problemi relazionali, o delle maniache assetate di sesso e soldi, senza un minimo di dignità o rispetto per se stesse, che implorano i ricconi soci del prestigioso country club della zona di farsele dietro un cespuglio (non scherzo).
Gli uomini invece sono dei bast***i, ossessionati dal sesso (strano, vero?), che trattano le donne come oggetti sessuali usa e getta. E tutti, ma proprio tutti tutti, non fanno altro che sbavare dietro a Blaire (che a quanto pare è una dea in terra, anche se lei NON SE NE RENDE CONTO), dicendole continuamente quale corpo da favola abbia.
No aspettate, però poi c'è Rush, il "grande amore" di Blaire, lui è diverso, sisi. Lui da lei non vuole solo sesso, cosa che ci tiene a sottolineare più volte con frasi romantiche, appassionate e struggenti come: "Sei bella, Blaire. Dentro e fuori" (cit.). Wow, complimenti per l'originalità e per lo sforzo.

E sempre, nelle scene di intimità, di lite, di dramma, insomma praticamente in ogni singola scena, tutto ciò che riusciamo ad ottenere a livello di caratterizzazione dei personaggi principali è il loro pressante bisogno di dirsi reciprocamente quali corpi magnifici abbiano e quanto siano entrambi tremendamente sexy e irresistibili.
E non si dicono molto altro, ve lo assicuro.

Vabbè, insomma, avrete capito che a me questo romanzo proprio non è piaciuto, anzi diciamo pure che ho seriamente rischiato una crisi isterica in alcuni punti.
Ma so che molti lo hanno adorato, e così anche il seguito, “Irresistibile”... e quindi, cosa dirvi?
De gustibus non disputandum est.
Solo che questo proprio non è il mio genere. Sorry. 

 Il Mio Voto: 1 stellina e ½
 
Misogino, stupido e volgare. Girate al largo!


Cosa ne pensate voi, lettori?