Buon lunedì a tutti lettori :D
Oggi vi parlo di Resta Anche Domani, libro da cui è stato recentemente tratto l'omonimo film, che sono andata a vedere al cinema la settimana scorsa. Trovare un cinema che lo proiettasse non è stato semplice, il multisala vicino casa mia non ce l'aveva, perciò siamo stati costretti a prendere la macchina (di solito io vado sempre a piedi ovunque), e diluviava pure, quindi abbiamo rischiato di perderci l'inizio del film (cosa che odio), ma alla fine ce l'abbiamo fatta per un pelo!
Però le disgrazie non erano finite, infatti nella sala eravamo al massimo una quindicina di persone, di cui circa dieci erano una specie di famiglia allargata. E non hanno smesso di parlare un secondo! Voi non potete capire il nervoso. IO ODIO CHI PARLA AL CINEMA. E questi tizi, che tra l'altro stavano proprio dietro di noi, non si limitavano solo a chiacchierare del più e del meno (perché giustamente tu paghi il biglietto per vedere un film e poi ti metti a conversare allegramente sul cugino della moglie del figlio del cognato di tua sorella, che è andato in vacanza chissà dove!!!), ma non si facevano nemmeno problemi ad alzarsi di continuo, farsi giretti, uscire e rientare dalla sala, parlare al cellulare!!!!! Con tanto di suoneria tamarrissima al massimo del volume! ISTINTI OMICIDI FACILI.
Vabbè, vi lascio alla recensione, che è meglio!
Titolo: Resta Anche Domani (If I Stay #1)
Titolo
originale: If I Stay
Autore: Gayle Forman
Data
di uscita: 2009
Editore: Mondadori (Chrysalide)
Prezzo:
€ 15,00 (copertina rigida); € 6,99 (ebook)
Pagine: 243
Trama:
Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a
uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a
sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori
poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la
sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per
il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia
implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia,
l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima
volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato
strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la
tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità
del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di
ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può
rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare
anche domani?
«Non
dubitate nemmeno per un istante che possa sentirvi. Si rende
perfettamente conto di tutto quello che succede. Magari siete
convinti che siano i dottori o le infermiere o tutto questo apparato
a condurre il gioco. Sbagliato. È lei a condurre il gioco.
Probabilmente aspetta solo il momento giusto. Perciò parlatele.
Ditele di prendersela con calma, ma di tornare. Deve sapere che la
aspettate.»
Basta un momento e tutto viene sconvolto.
Vite, esistenze, cuori.
Svaniscono le certezze, i punti di
riferimento.
È quello che succede a Mia, 17 anni.
Così, in un secondo, senza un perché, senza una colpa effettiva, la sua vita viene stravolta.
Così, in un secondo, senza un perché, senza una colpa effettiva, la sua vita viene stravolta.
Solo un attimo, di
distrazione, di sfortuna o chissà, e niente improvvisamente ha più
senso.
È bastata un po' di neve,
una strada scivolosa, forse un po' di disattenzione. Ed ecco che tre
vite sono state spezzate e una è appesa ad un filo. Quella di Mia.
Mia è in coma, ma la sua
mente è sveglia. Pensa, ragiona, ricorda.
Mia si guarda in un letto
di ospedale, in una sala operatoria, distesa e attaccata ad un
migliaio di tubi, ferita, pesta, pallida. Quasi morta, ma non
proprio. Guarda se stessa, guarda quelli che la circondano, i
dottori, i famigliari in sala d'attesa. E non ha molto da fare se non
aspettare. Aspetta di svegliarsi oppure di andarsene per sempre.
Ma la scelta spetta a lei.
Glielo dice un'infermiera gentile: è lei che comanda il gioco.
Lei
che manovra ogni cosa. Se vuole vivere, deve solo volerlo. Se vuole
svegliarsi, sta a lei capire come farlo. I medici non possono fare
tutto. A volte non dipende da loro.
Questa è la scelta di
Mia, questo il grande interrogativo. Andarsene o restare? Scappare o
resistere?
Mia ripensa alla sua vita,
ricorda istanti, momenti e giorni che l'hanno resa quella che è. Pensa a chi era, a chi è
diventata. A come è cambiata. A chi l'ha aiutata a
crescere.
Pensa ai suoi genitori,
così strani e particolari, così diversi da lei, pensa al suo
fratellino, adorabile peste. Pensa alla sua migliore amica, con cui
ha condiviso tutto da anni, e al suo ragazzo, Adam, all'amore
incondizionato per la musica che li ha uniti in ogni momento.
Due generi, due strumenti,
una sola anima, un solo cuore. Pensa a come sia stato incredibile e
meraviglioso scoprire giorno dopo giorno che violoncello e chitarra
possono accordarsi e armonizzarsi alla perfezione, completarsi e
realizzare una sinfonia unica e magica.
Pensa al suo talento per
il violoncello, alla sua passione, al futuro incerto che si prospetta
davanti a lei, ai dubbi e le lacrime per l'indecisione su che strada
prendere.
«Se
resti, farò tutto quello che vorrai. Mollerò il gruppo, verrò a
New York con te. Se non vorrai avermi intorno me ne andrò. Sono
disposto a perderti così, se non ti perdo oggi. Ti lascerò andare.
Se resti.»
Il romanzo procede così,
alternando passato e presente, in un arcobaleno di attimi ed
emozioni, dalle più rosee alle più cupe.
Ma il quesito è sempre in
piedi, la vita di Mia sempre in ballo: come può lei, a soli 17 anni,
affrontare tutto questo?
Come può trovare la forza, il coraggio, la
volontà di restare, pur sapendo che niente sarà mai più come
prima, pur sapendo che ad attenderla, se deciderà di svegliarsi, ci
sono soltanto sofferenza e perdita? Non è più facile lasciar
perdere e andarsene, invece che auto-condannarsi ad un'esistenza di
dolore?
O c'è ancora qualcosa per
cui valga la pena di restare anche domani?
Devo dire la verità, da
questo romanzo mi aspettavo qualcosa in più.
Intendiamoci, mi è
comunque piaciuto. È breve e si legge in fretta, ma non mi ha
coinvolta come avrei sperato. Non sono riuscita ad affezionarmi
davvero ai personaggi, forse perché vivono perlopiù nei ricordi di
Mia e ci sono tanti ricordi, tante personaggi, ma non tante pagine. Non
sto dicendo che avrei voluto che il romanzo fosse più lungo, solo
che alcuni rapporti e alcuni ricordi fossero più approfonditi di
altri.
Resta Anche Domani
è un dramma delicato. È drammatico sì, ma non è triste o
deprimente. Malinconico a tratti magari, ma la portata tragica
dell'evento iniziale non si sente troppo nel resto del libro. Ed è
una cosa che ho apprezzato.
Non ho pianto leggendo
questo romanzo, ma il finale mi ha commossa (e quando dico
finale, intendo proprio le ultime due pagine, per capirci). Mi ha fatto rivalutare il giudizio complessivo sul
libro. L'ho trovato perfetto e ho storto il naso quando mi sono
ricordata che l'autrice ha scritto un seguito di questo romanzo
(Where She Went, arriverà in Italia il prossimo marzo, salvo
slittamenti, con il titolo Resta Sempre Qui), perché
onestamente, secondo me, Resta Anche Domani doveva restare
autoconclusivo.
Leggerò comunque anche il seguito, sperando di non
trovarlo forzato.
In definitiva vi consiglio questo
romanzo? Sì.
Perché più di tutto
questa è una storia sul coraggio. Perché restare richiede coraggio.
Vivere richiede coraggio. Il dolore richiede il coraggio più grande.
Ma a volte – ci insegna – ne vale la pena.
Vivere richiede coraggio. Il dolore richiede il coraggio più grande.
Ma a volte – ci insegna – ne vale la pena.
Il Mio Voto: 3 stelline e ½
Una storia toccante e ben scritta, sul coraggio che ci vuole per vivere ogni giorno. Forse avrebbe potuto trasmettere di più, se fosse stata più approfondita, ma ripaga con un bellissimo finale.
****
IL MIO
PENSIERO SUL FILM
Mantiene la vena non troppo
tragica che caratterizza il romanzo e intrattiene di più, secondo
me, perché la vita di Mia la vivi direttamente attraverso i suoi occhi. I
personaggi acquistano uno spessore maggiore (in particolare Adam) e
questo mi ha permesso di affezionarmi a loro, come nel libro non mi
era riuscito di fare. E anche gli attori, mi sono piaciuti tutti. Ben
calati nei loro ruoli.
A parte il fatto che la protagonista ha i capelli perfettamente in piega pure da mezza morta, non ci sono grosse pecche.
Ma la cosa più bella? La
musica.
Nel libro si parla di
musica, il film vive di quella musica. La combinazione inusuale e
perfetta del violoncello e della chitarra, della classica e del rock.
Un accompagnamento magico
che fa da collante tra i vari ricordi di Mia e costituisce un ponte
tra il suo passato e il suo presente.
Nel libro non sono
riuscita sempre a trovarlo questo collante o questo ponte. Nel film,
invece sì. E mi è piaciuto.
Il Mio Voto: 7/10
Vi lascio il trailer italiano del film. Enjoy!
Ora ditemi di voi. Avete letto il libro e/o visto il film? Cosa ne pensate?


