lunedì 25 agosto 2014

Segnalazione "Rebirth", di Antonio Pantaleoni e Fabrizio Rigante + Intervista agli autori

Buongiorno a tutti, carissimi lettori e buon lunedì! Anche questo mese sta volgendo al termine, ma ci pensate? Che tristezza...
Comunque, oggi vi parlo di un romanzo scritto da due giovani autori italiani. Si intitola Rebirth ed è un thriller fantapolitico. Ho avuto il piacere di intervistare Antonio e Fabrizio, gli autori, e quindi ecco che vi riporto le loro risposte e anche alcune informazioni sul romanzo.

Titolo: Rebirth
Autori: Antonio Pantaleoni e Fabrizio Rigante
Pagine: 352
Trama: Armi. Qualcuno di voi ha mai sentito questa parola? Guerra. Qualcuno sa dirmi il significato di questo termine? Dopo la Terza Apocalisse Michael Goodman e Ramon Farmer si preparano in vista delle imminenti elezioni: da sempre le loro famiglie si sono spartite il potere alla pari. Ma questa volta Goodman ha un asso nascosto nella manica. Si chiama "The Last War" ed è un reality. Un reality dove per la prima volta l'intera umanità potrà conoscere il misterioso significato della guerra, quella che distrugge e che genera violenza. Nessun calcolo può essere sbagliato. Ma una minaccia oscura è pronta a rinascere. Nessuno dei vostri risvegli è mai stato così tremendo.

Il romanzo può essere scaricato gratuitamente QUI.
Trovate invece la pagina Facebook dedicata al libro QUI.


INTERVISTA AGLI AUTORI
 
Benvenuti nel mio angolo virtuale, Antonio e Fabrizio!
Vi va di dirci qualcosa su di voi? Qualche curiosità, qualche particolarità che vi contraddistingue come autori e come persone, insomma quello che volete!  
Antonio, prima di incominciare a lavorare su Rebirth, aveva scritto soltanto sceneggiature, orientandosi soprattutto su generi americani come l’horror, il thriller o la fantascienza. Di recente ha provato, con Mela Rossa, un genere più sentimentale, adatto anche a un pubblico che forse, di fronte a certi generi o a certe tematiche, nutre ancora molti pregiudizi. La stessa cosa vale per Fabrizio, che però si è cimentato nella narrativa. I suoi primi romanzi trattano temi adolescenziali e sono molto banali nei contenuti e nello stile. Poi, maturando l’esperienza come scrittore e soprattutto come lettore, queste tematiche sono state del tutto abbandonate, e anche in questo caso c’è stato un avvicinamento ai generi americani come l’horror, la fantascienza e la fantasy. 
  
Parliamo del vostro romanzo. Vi siete ispirati a qualcosa in particolare per scriverlo? Altri romanzi, oppure film, o autori?
L’idea di partenza di Rebirth è un reality sulla guerra. Inizialmente doveva essere un romanzo distopico con molti più elementi fantascientifici, che poi abbiamo deciso di rimuovere. Ne è nato un thriller, più che un romanzo di fantascienza, ed è proprio questo il bello della scrittura creativa, ovvero la facoltà dello scrittore di lasciarsi trascinare dalla creatività e dalla fantasia, che in questo caso l’ha fatta davvero da padrone. Di recente solo Hunger Games ha trattato il tema del reality. Rebirth non ha niente a che fare con Hunger Games, per quanto possano esserci delle somiglianze. E non ha niente a che fare nemmeno con 1984 di George Orwell. Senz’altro ci si potrà leggere qualcosa che richiama Orwell ma le finalità sono molto diverse. A noi interessava scrivere un romanzo pieno di suspense più che un’opera satirica. Se così fosse stato avremmo scritto un romanzo ben diverso. Non a caso la componente politica è quasi nulla.

La vicenda editoriale di Rebirth. Lo avete presentato a qualche casa editrice? O avete mai considerato il self-publishing?
Le difficoltà a farsi pubblicare da un editore qualsiasi, grande o piccolo, sono sempre le stesse e sono difficoltà oggettive. I grandi editori ricevono una valanga di manoscritti ogni giorno, la maggior parte dei quali non viene presa nemmeno in considerazione. Usano i filtri delle agenzie letterarie proprio perché sanno di essere bombardati da proposte di pubblicazione. La qualità letteraria – e la vendibilità – spesso non è accettabile, ed è per questo che usano altri canali. Perciò abbiamo escluso l’ipotesi di contattare un grande editore.
La piccola e media editoria, invece, è un altro discorso. Non potendo garantire e garantirsi la copertura totale dei costi di stampa, di distribuzione etc., i piccoli e medi editori sono diventati dei tipografi, visto che chiedono spesso il contributo agli autori. È una cosa sbagliata per principio, se per definizione l’editore è un imprenditore. Se non investe mai, se non rischia, non ha più senso il suo ruolo stesso.
Gli autori che cascano in queste trappole, quindi, si ritrovano con un discreto numero di copie da vendere per conto proprio, magari organizzando presentazioni, ma non è nemmeno detto che si vadano a coprire tutte le spese.
Per questo il self-publishing è l’unica pista percorribile. Anche se non si può contare sul lavoro redazionale, è vero che i costi sono molto più bassi rispetto a una pubblicazione con un editore a pagamento. Sta poi all’autore farsi pubblicità per cercare di farsi conoscere. Pensare di guadagnare attraverso la scrittura, da anonimo, è quasi una follia.

A chi consigliereste la lettura del vostro libro?
Rebirth è adatto a lettori di ogni fascia d’età. È adatto a quei lettori che vogliono lasciarsi trascinare da una lettura avvincente e dai colpi di scena – e qui ce ne sono davvero tanti. Non c’è un protagonista e non ci sono i buoni e i cattivi ma ci sono solo lo spirito combattivo e l’istinto innato di sopravvivenza in un mondo che non è mai ciò che sembra. Questo è stato l’aspetto più divertente della progettazione e della stesura: il fatto di dover condurre i personaggi verso la verità, accompagnarli verso un incubo senza uscita.

Per finire, una mia curiosità di blogger e di lettrice: oltre ad essere autori, siete anche avidi lettori? Se sì, parlateci dei generi che prediligete e dei libri che preferite!
Siamo entrambi due lettori onnivori. Ci piace spaziare dai grandi classici della letteratura alla fantascienza, dai libri per ragazzi alla saggistica. La lettura variegata è molto importante non soltanto per formarsi un gusto personale ma anche per scoprire la differenza tra il passato e il presente. Bisognerebbe leggere un po’ di tutto, senza lasciarsi frenare dai pregiudizi di genere. Si può benissimo passare da Musil a Stephen King senza problemi e apprezzare l’autore in base al contesto storico e culturale, oltre che in base al contenuto. Forse Rebirth non sarebbe mai nato se non avessimo letto La svastica sul sole di Philip Dick e Fahreneit 451 di Ray Bradbury, due pietre miliari del genere fantascientifico. Per quanto Rebirth non vada considerato un romanzo di fantascienza a tutti gli effetti, la distopia è un elemento rilevante ed è legato senz’altro a questi due grandi romanzi.
Crediamo che nutrirsi di un certo tipo di letture, anche se variegate, influenzi nettamente il modo di scrivere, così come influenza i contenuti. In questi ultimi anni abbiamo trascurato molto gli autori italiani perché ci siamo abituati a leggere gli americani, proprio come guardiamo con interesse maggiore i film americani rispetto a quelli italiani. Si tratta di gusto ma si tratta anche di ambizione. La critica italiana ha spesso bollato la narrativa di genere come narrativa di serie B, come paraletteratura. Non sempre è così, e se pensiamo ad autori come Poe, Lovecraft, Asimov, o gli stessi Bradbury e Orwell, è molto difficile pensare che non meritino di essere studiati o citati nei libri di letteratura. Per questo ci orientiamo sulla narrativa di genere: ci sono molte più possibilità creative, a differenza delle tematiche tipicamente italiane (a meno che non si voglia scrivere un romanzo d’autore), e siccome a noi interessa coniugare la qualità stilistica con l’originalità della trama, abbiamo imparato a scrivere leggendo i classici ma abbiamo imparato a narrare e a stupire leggendo soprattutto i grandi autori moderni e di genere.

Bene, voi cosa ne pensate, cari lettori?? A me questo romanzo sembra davvero molto interssante e ho promesso agli autori che, non appena riuscirò a smaltire un po' di letture (e recensioni) in arretrato, mi dedicherò alla sua lettura!

4 commenti:

  1. Sono la primaaa!!
    un reality sulla guerra geniale...... =) di questi tempi poi mi sembra molto pertinente!!! penso di leggerlo sicuramente ... mi ispira molto !!!!

    ti ho raggato in questo post
    http://bon-book.blogspot.it/2014/08/the-ice-cream-book-tag.html

    spero ti faccia piacere!

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    1. Oh, che bello, vengo subito a vedere!! :D

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  2. Ciao Giada, sembra davvero molto interessante.. la trama mi ispira :)

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    1. Sì, è proprio vero, Elisabetta!! :)

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