venerdì 17 ottobre 2014

Blogger Love Project 2.0 - Day 4 - My Reading Spot + Re-Reading

Ciao a tutti e buon venerdì! 
Aaah venerdì, non siete entusiasti che sia arrivato il week-end? Io sì, non vedo l'ora di poter finalmente dormire un po' di più tra sabato e domenica, senza il fastidioso suono della sveglia che mi butta giù dal letto durante il resto della settimana! :D
Oggi... Blogger Love Project Day 4 e, udite udite, riesco a postare prima di sera! Incredibile. Tutto merito del venerdì!


My Reading Spot
 Dove, quando e come leggo

Io leggo ovunque e in qualunque momento. Non ho problemi. Se trovo un momento libero, ovunque mi trovi, apro il libro e leggo. Di solito porto sempre con me un libro in borsa, ma in caso me lo dimentichi o sia troppo pesante e ingombrante, arriva in soccorso il mio caro e-reader Kindle, che così almeno ogni tanto ha qualcosa da fare. E anche se non ho l'e-reader con me, c'è sempre l'applicazione Kindle sul cellulare su cui fare affidamento.
Quindi non ho nè un posto, nè un momento fissi per leggere. Però comunque, se sono in casa ed è mattina o pomeriggio, leggo principalmente sdraiata sul divano del soggiorno, oppure seduta alla scrivania della mia stanza, sulla mia sedia-poltroncina girevole (che, per inciso, adoro), o anche sul grosso pouf che ho sempre in camera mia. Invece la sera leggo perlopiù a letto, prima di andare a dormire. Solo che ultimamente sono così stanca che riesco a leggere al massimo 5 o 6 pagine, prima di addormentarmi inesorabilmente. 

Re-Reading
Quali libri ho letto nell'ultimo anno e quali vorrei rileggere

Amo le riletture. Davvero, le adoro. Innanzitutto perché i libri che ho amato vorrei poterli rileggere all'inifinito. Mi viene voglia di rileggerli già subito dopo averli finiti per la prima volta. E poi perché capita spesso (anzi quasi sempre) che lo stesso libro mi lasci qualcosa di diverso o di più dopo averlo letto una seconda volta (e magari anche una terza). Mi capita lo stesso anche con i film o con le serie tv: visti per una seconda volta mi piacciono sempre di più, perché li capisco meglio e ne traggo qualcosa di più.
E prima di aprire il blog, anzi prima di iniziare a leggere in modo complusivo (il che per me è precedente all'apertura del blog), rileggevo spesso i miei libri preferiti. 
Ma poi ho cominciato a non avere più tempo per farlo, e ad accumulare talmente tanti nuovi libri da non avere più nemmeno un secondo da dedicare alle riletture. E mi dispiace tantissimo.

Proprio per questi motivi, le mie ultime riletture risalgono ormai a febbraio, quando in pieno periodo di esami, mi diedi alla rilettura della trilogia delle Gemme, di Kerstin Gier (Red, Blue, Green), che avevo talmente adorato la prima volta che l'avevo letta un paio di anni fa, e mi aveva messo una tale allegria, che mi era venuta voglia di rileggerla. Sempre quest'anno, a gennaio, rilessi Città di Ossa, di Cassandra Clare, perché avevo appena finito La Principessa ed ero distrutta, e Città del Fuoco Celeste era ancora troppo lontano, e io avevo voglia di restare in quel mondo ancora un po', perciò mi venne voglia di rileggere l'intera saga. Ma in realtà, alla fine, rilessi solo il primo, perché poi mi dedicai ad altro.

Ci sono un sacco di libri che vorrei rileggere. E per motivi diversi. 
Eccovi un po' di titoli e di motivi:
Vorrei rileggere la trilogia di Hunger Games, perché è una delle mie preferite e perché sta per uscire la prima parte del film di Mockingjay e perché... beh, solo perché la amo troppo *-*
    Starcrossed e Dreamless ricordo che mi erano piaciuti molto, ma ancora non ho letto il terzo della saga, Goddess. Voglio farlo da tanto tempo, anche perché ho già il libro, ma non ricordo abbastanza bene cosa era successo nei primi due. Quindi prima vorrei proprio rileggerli.

Come sopra. Non ho ancora letto nè Insurgent, nè Allegiant, perciò vorrei prima rileggere Divergent e poi finalmente terminare la trilogia della Roth (nonostante me ne abbiano rovinato il finale >_<)

In questo caso si tratta di una mezza rilettura. Cioè, ho già letto il primo libro della trilogia della Mafi, però in italiano circa un anno e mezzo fa (Schegge di Me), ma dato che la serie in Italia è interrotta e io vorrei proseguirne la lettura, mi sembra sensato rileggere il primo volume in lingua, per uniformità. Anche perché non mi aveva entusiasmato, e magari potrei rivalutarlo.

 
Colpa delle Stelle lo voglio rileggere perché ho appena visto il film, che gli è estremamente fedele, e perché quando l'ho letto per la prima volta, qualcosa di indefinito non me lo ha fatto apprezzare al 100%. Mi è comunque piaciuto, ma non l'ho amato come la maggior parte delle persone. Perciò, ora, a distanza di un po' di tempo, mi piacerebbe rileggerlo e vedere cosa ne penso adesso.

 
Ultimamente mi sono trovata a citare spesso la saga di Twilight e me n'è venuta un po' di nostalgia. Sono curiosa di sapere cosa ne penserei adesso che sono cresciuta rispetto a quando la lessi la prima volta, considerando anche che ho letto molti più libri e di generi anche diversi. E poi vorrei rileggerla anche perché non ho mai mai finito Breaking Dawn. Non so perché, mi stava piacendo moltissimo e mi mancava meno di metà per arrivare alla fine, ma non l'ho mai finito. Un po' strano, lo so. Sarà che ero piccola...

 http://booksinthestarrynight.blogspot.it/2014/09/speciale-recensione-shadowhunters.html
Non potevo non citare la mia saga preferita. Come ho detto, a gennaio ho riletto Città di Ossa, ma l'idea era di rileggere l'intera saga di The Mortal Instruments, e lo voglio ancora fare.
Ora però voglio anche rileggerela saga di The Infernal Devices, e mi piacerebbe tanto leggere questi nove libroni in lingua, ora che li ho terminati tutti in italiano. *-*


Fine della prima parte delle attività del Day 4 del BLP!
Fatemi sapere la vostra! Pro o contro le riletture? Quali libri vorreste rileggere?
Byee <3


mercoledì 15 ottobre 2014

Blogger Love Project 2.0 - Day 3 - 10 consigli per i nuovi blogger




Buonasera a tutti! 
Mi ritrovo di nuovo a pubblicare a quest'ora. Come direbbe Cesare Cesaroni... Che amarezza. Questa università mi distrugge. 
Anyway, passiamo alle attività del Day 3 del BLP!

La prima attività è un tag e consiste nel parlare dei nostri blog preferiti che non trattino di libri. Ma io questa mi trovo costretta a saltarla, perché in effetti non seguo molti blog che non siano lit-blog. So sad. Dovrei ampliare i miei orizzonti e cominciare.

Allora passo direttamente ai consigli per nuovi blogger, che però non saranno 10, ma 5. Pochi ma buoni. Sono i punti che ritengo fondamentali, ma sappiate che sono nuova anche io di queste parti, perciò sto ancora cercando io stessa di seguire i miei stessi consigli. 

Dovete sapere ciò di cui state parlando.
Cioè dovete avere del materiale concreto da proporre nei vostri post. Se avete un lit-blog, allora è scontato che siete lettori più o meno avidi (di solito più avidi eheh). E lo stesso vale per altri argomenti, tipo film, serie tv, oppure cucina, make-up, viaggi, ecc. Non potete inventare gli argomenti da trattare nei vostri blog, questi devono scaturire dalla vostra esperienza diretta e quotidiana. Penso sia molto importante questo punto, perché chi si trova a passare da voi in questo modo capisce che se gli interessa uno degli argomenti sopra elencati, il vostro blog è un posto perfetto dove poterne discutere apertamente. In questo modo sarà incentivato a seguirvi!

Fate vedere che esistete! 
Seguite gli altri blog (in particolare quelli che trattano del vostro stesso argomento) e commentate. I follower "silenziosi" o "pigri" tendono ad essere facilmente dimenticati. Se volete avere più visualizzazioni e commenti sul vostro blog, dovrete anche impegnarvi per fare lo stesso con gli altri.

Siate il più regolari possibile nella pubblicazione dei vostri post.  
Non dovete per forza pubblicare qualcosa ogni giorno, ma non è nemmeno consigliabile sparire per mesi e poi ripresentarsi con un post ogni tanto. 

Inventate, proponete e partecipate! 
Sarete sicuramente ricordati e menzionati più spesso se organizzate iniziative (dai gruppi di lettura ai giveaway ai blogtour) magari che coinvolgano anche altri blogger, o inventate dei tag oppure proponete delle nuove rubriche o qualsiasi altra cosa. E naturalmente partecipate, partecipate, partecipate a quante più iniziative potete, che siano organizzate da altri!


Metteteci passione e distinguetevi!
Secondo me le due cose fondamentali alla fine sono PASSIONE e PERSONALITÀ. Non amalgamatevi, siate diversi, strani, particolari, insoliti, anche un po' pazzi. Non preoccupatevi delle apparenze: ad esempio la grafica è importante ma fino a un certo punto, perché ci vuole anche sostanza oltre alla bella facciata. 
Fate trasparire chi siete da ciò che scrivete . E siate voi stessi perché non potreste essere niente di meglio. 



Ciao blogofamiglia, vi voglio bene!
Buona serata a tutti e a presto ♥

martedì 14 ottobre 2014

Top Ten Tuesday #4 - Places Books Have Made Me Want To Visit (Whether Fictional Or Real)

Buon pomeriggio lettori ♥
Come state? Io ancora male, ma oggi non potevo esimermi dal pubblicare questa puntata della Top Ten Tuesday, rubrica ideata dal blog The Broke and The Bookish, perché il tema odierno mi piace TROPPO. Si tratta di elencare i 10 posti che i libri ci hanno fatto venire voglia di visitare, che esistano davvero oppure no. Ne ho in mente tantissimi! Perchè questa è una delle cose che più amo dei libri, che mi portino in posti in cui non sono mai stata e mi ci facciano immergere completamente, anche solo con la fantasia.*-*
E quindi ecco a voi la mia Top Ten, che come al solito non è in ordine di importanza, ma casuale. 


L'isola di Thisby, da La Corsa delle Onde, di Maggie Stiefvater
Mi sono innamorata di quest'isola con tutta me stessa, ho percepito la sua magia nell'anima e nelle ossa. La Stiefvater è stata incredibilmente brava a descriverla, considerando che non esiste. Ho scelto questa immagine perché quando la vidi per la prima volta mi fece pensare subito a Thisby.



Amsterdam, da Colpa delle Stelle, di John Green
Premetto che Amsterdam è una delle città europee esistenti (meglio specificare.. in fondo anche Alicante è in Europa u.u) che più voglio visitare da anni. Ma dopo aver letto il libro, il mio desiderio di andarci si è triplicato in intensità! Moltissimi miei amici ci sono stati e mi hanno detto che è davvero una città meravigliosa. Non che avessi dubbi, comunque.



Idris, da Shadowhunters - Città di Vetro e Città del Fuoco Celeste, di Cassandra Clare
Ovviamente Idris non esiste, però quanto vorrei andarci! Voglio visitare Alicante e vedere le sue torri di vetro, passeggiare sulla riva del lago Lyn, addentrarmi nella foresta di Brocelind e passare a fare un salto nelle varie residenze familiari!









 

Libreria Shakespeare and Company (Parigi), da Anna and the French Kiss, di Stephanie Perkins
Tra le 10 cose da fare prima di morire, di sicuro c'è visitare almeno una volta questa deliziosa libreria parigina di libri inglesi (esistente), conosciuta grazie a quel cucciolone di Étienne. *-*











Candalù (Echo, Maine), da Quando Il Diavolo Mi Ha Preso Per Mano, di April Genevieve Tucholke
La Tucholke, con il suo stile ricco ed evocativo, mi ha fatto innamorare dell'ambientazione spettrale e inquietante che ha regalato al suo libro d'esordio. Candalù, la vecchia e maestosa residenza sulla scogliera, protagonista del romanzo, e la poco distante cittadina di Echo, nel Maine, sono entrambe immaginarie, ma sarebbero una meta turistica d'obbligo per gli amanti delle atmosfere gotiche e misteriose, come lo sono io.





 

Isola di Nantucket (Massachusetts), dalla trilogia di Starcrossed, di Josephine Angelini
Quest'isola esiste! E io voglio visitarla da quando ho letto le prime pagine di Starcrossed. Dalle foto sembra davvero adorabile, molto "americana", diversa dalle classiche isole turistiche stile Hawaii. Prima o poi ci andrò!



                                                                  
Il Cadair Idris (Galles), da Shadowhunters - Le Origini: La Principessa, di Cassandra Clare
Bellissimo, vero? Esiste! Prossima tappa: Galles!
In realtà vorrei proprio ripercorrere tutto il tragitto compiuto da Will da Londra fino in Galles... magari a cavallo!

 




Il Pier 39 (San Francisco), da World After, di Susan Ee
Naturalmente esiste e io voglio andarci, perché ho un debole per i moli. E perché, beh... c'è una scena in World After ambientata proprio qui, e mi è piaciuto tantissimo quel passo! *-*
Inoltre San Francisco è almeno nella mia Top 3 delle città da vedere il prima possibile (e no, se ve lo state chiedendo non c'entra Lola, perché ancora non l'ho letto :P)!


Isola di Tybee (Georgia), da Torment, di Lauren Kate
Okay, in Torment c'è solo una breve scena iniziale ambientata su quest'isola, ma è stata sufficiente a farmi incuriosire. Poi ho scoperto che esiste davvero e ho visto immagini come questa e beh.. è stato amore!




 


Isola Esme, da Breaking Dawn, di Stephenie Meyer
Aw, la luna di miele... 
Quest'isola non esiste. Cioè, ovviamente non esiste un'isola Esme, però le riprese per il film sono state effettuate presso le Isole Vergini, nel Mar dei Caraibi. Direi che ci possiamo accontentare, no? E voi la vorreste un'isola privata?



Ho amato questa Top Ten
Ditemi, conoscevate questi book places? E i vostri preferiti quali sono? 

Ora vado a rispondere a tutti i vostri commenti e a visitare un po' di blog!
A presto :D 

p.s.: scusate il pessimo editing, ma io e Blogger non andiamo molto d'accordo ultimamente...

lunedì 13 ottobre 2014

Blogger Love Project 2.0 - Day 1/2 - Let's Get Started + Before I Was A Blogger + 10 libri scoperti grazie alla blogosfera

 


È tardissimo, lo so. Non credo di aver mai pubblicato un post così tardi, già già. E per questa iniziativa carinissima, organizzata da Juliette, Mel e Mys, e Veronica sono in ritardo di due giorni. 

In questo momento ci sono due cose che dovete sapere:

1) Per quanto possa sembrare assurdo, fino a ieri pomeriggio, quando la mia bacheca di Blogger è stata invasa dai post del Blogger Love Project, non sapevo di questa iniziativa. Non ero ancora iscritta a Blogger durante la prima edizione, e devo proprio essermi persa il post introduttivo della seconda. Per fortuna, credo che sia ancora possibile partecipare, perciò eccomi qui!

2) Sto malissimo. Il raffreddore di cui vi parlavo ieri si è trasformato in un orrendo miscuglio di vari tipi di infezioni. Non ho ancora la febbre, ma ho ogni singolo sintomo. La mia testa grida vendetta, ho mal di pancia e mi sento estremamente accaldata. Senza contare che qui ovviamente ci sono pure 30 gradi. Il che, a Bari, è estremamente normale il 13 di ottobre. Ah, e ovviamente, dato che la febbre non ce l'ho (per fortuna), secondo la mia coscienza non ci sono motivi sufficienti per cui io non possa andare all'università. Anche se mi devo svegliare alle 7 dopo una notte del tutto insonne, e devo seguire lezioni interminabili con la testa che scoppia e il naso che non smette un secondo di colare. Una gran bella immagine, devo dire. 
Comunque, questo purtroppo significa che la mia voglia di stare al computer è pari a quella che ho di studiare i tre tomi giganti che servono per l'esame di geografia. Proprio ora che vengo a conoscenza del BLP. La vita è ingiusta. 
Insomma, tutto questo per dirvi che cercherò di essere il più regolare possibile con i post e le varie sfide e i tag e gli obiettivi da raggiungere, ma non posso garantire che li farò tutti. E penso che almeno fino a quando non guarirò, i post saranno relativamente veloci. Mi impegnerò però per essere presente nei vostri blog per quanto potrò. 

Perciò, dopo questa lunga introduzione, cominciamo!
Immagino che ormai saprete tutti in cosa consiste il BLP, quindi non ve lo sto a rispiegare, ma vi rimando al post introduttivo di Juliette, QUI.

I miei obiettivi:

1) Seguire e commentare di più i blog che seguo, e scoprirne di nuovi: ultimamente sono stata un po' assente su Blogger, ma recupererò!
2) Rispondere ai commenti a cui ancora non ho risposto e aggiornare la pagina delle Affiliazioni.
3) Smaltire un po' di segnalazioni da fare.
4) Aggiustare la pagina delle Anteprime, che è ancora priva di qualsiasi tipo di contenuto, e organizzare meglio la pagina dedicata alle rubriche, creando magari dei banner relativi ad ognuna.
5) Provare a creare un nuovo rating più decente di quello che ho adesso.
6) Scrivere le recensioni che ho in arretrato (per fortuna non sono molte): 
- L'estate dei segreti perduti, di E. Lockhart
- Oltre i limiti, di Katie McGarry
- La prima cosa bella, di Dante B. 

Bene, passiamo alla seconda tappa!

Com'era la mia vita prima del blog? 

Mm.. direi che non era molto diversa da quella di ora. Sarà perché ho aperto il mio blog da poco, forse. Comunque di certo ci sono delle differenze. Ora ho sempre in mente, durante l'arco della giornata, che devo fare almeno un salto su Blogger e dare un'occhiata ai vari post dei blog che seguo. E naturalmente penso ai post che devo pubblicare io stessa. Di solito cerco di programmarli, ma spesso va a finire che seguo l'ispirazione del momento. 
Inoltre, leggo molto di più. Con più frequenza. Cioè, subito dopo aver finito un libro ne inizio un altro. In realtà questo lo facevo anche prima di avere un blog, però solo dall'inizio di quest'anno più o meno. Prima invece, anche solo fino all'anno scorso, per quanto amassi leggere (è sempre stato così), leggevo di meno. Dopo aver finito un libro, prima di prenderne in mano un altro, di solito passava del tempo. 
Inoltre adesso, proprio da poco, ho iniziato a leggere più libri contemporaneamente, cosa che non avevo mai provato a fare. Devo dire che per ora l'esperimento funziona abbastanza. Ma ho provato a leggere 3 libri allo stesso tempo e non è andata tanto bene, quindi penso che in futuro mi limiterò a due, meglio ancora se uno cartaceo e uno in ebook. :')

10 libri che ho scoperto grazie alla blogosfera: 

    

Alcuni di questi libri li ho già letti, altri no, ma quelli che non ho letto ce li ho comunque in TBR o in wishlist e li leggerò di certo. Soprattutto, grazie alla blogosfera ho iniziato a leggere in inglese e ho scoperto una marea di titoli di libri in lingua che non vedo l'ora di leggere! *-*

E voi? State partecipando al BLP?? Com'era la vostra vita prima della blogosfera (che siate blogger o no)? Fatemi sapere!
Perdonatemi, ma oggi non ce la faccio proprio a postare anche la Following Chain, ci proverò domani!
Un grosso bacio!

domenica 12 ottobre 2014

Recensione "Mystic City", di Theo Lawrence

Buona domenica lettori ♥. Come state? Io malissimo, mi sono beccata un raffreddore tremendo e il mio problema con i raffreddori è che non mi passano mai. Ci mettono secoli per andarsene completamente.
Oggi vi posto la recensione di Mystic City, libro che come sapete ho letto per il GdL di Denise. Dopo aver letto varie recensioni negative su questo libro, non avevo aspettative molto alte, ma ecco, è riuscito comunque a deludermi. La recensione, più che una recensione, è un luuungo insieme di tutte le cose che mi hanno dato fastidio di questo romanzo. Enjoy!

Titolo: Mystic City (Mystic City #1) 
Autore: Theo Lawrence
Data di uscita: 17 giugno 2014
Editore: Mondadori (Chrysalide)
Prezzo: € 17,00 (copertina rigida); € 4,99 (ebook)
Pagine: 383
Trama: In una New York sommersa dall'acqua a causa del riscaldamento globale, i quartieri sono rigidamente divisi: Aire, la zona più elevata, è abitata dai ricchi, mentre la classe inferiore è costretta a vivere nel degrado del livello più basso, Abyss. La sopravvivenza della città è garantita dall'energia generata dai mystic, rappresentanti della classe inferiore dotati di poteri magici. Ma i mystic sono un potenziale pericolo, e per contenere la loro minaccia le due famiglie rivali che governano New York si alleano: Aria e Thomas, i rispettivi figli, dovranno sposarsi. Ma Aria si innamora di Hunter, un mystic ribelle e appassionato rivoluzionario, determinato a cambiare il destino del suo popolo. Un amore proibito è destinato a portare lutti e dolore, ma anche a travolgere per sempre la vita di Aria e del mondo stesso. 
 

 L'ho sempre saputo che questa storia mi avrebbe spezzato il cuore.

Libri come questo mi fanno seriamente incazzare. Scusate il termine, ma quando ci vuole ci vuole.
Mystic City non mi è piaciuto. Mi ha fatto più volte venire voglia di andare dritta dritta dall'autore per chiedergli che cavolo gli passava per la testa mentre lo scriveva.

Il problema è che questo romanzo ha un potenziale davvero alto.
Innanzitutto si presenta benissimo: ha una cover splendida e nell'edizione italiana c'è quella frasetta stampata in bella vista, che inevitabilmente cattura: Romeo e Giulietta nella New York del futuro.
E non è nemmeno una frase ingannatrice, perché questa è davvero una storia d'amore stile Romeo e Giulietta in una New York futura.
L'idea alla base è buona, in parte anche originale. E mi è piaciuta anche l'ambientazione, sebbene alcune volte abbia fatto un po' di fatica ad immaginare alcuni luoghi, a causa delle descrizioni secondo me confusionarie e poco accurate.

Ci troviamo appunto a New York, nel futuro. A causa del surriscaldamento globale e del conseguente scioglimento dei ghiacciai, la città è stata inondata. Il clima ormai è tropicale: caldo e umidità fanno da padroni, e le piogge torrenziali hanno devastato la parte più bassa della città. Ora New York è divisa in due parti: Aire e Abyss. La prima è la parte più alta della città, costituita da grattacieli, ponti e aerovie. Qui vivono i ricchi e i potenti. Ad Abyss, nei bassifondi, invece sono relegati i poveri e i disgraziati.

Non vi do dettagli della trama già troppo prevedibile, ma comunque l'idea di partenza non è male.
E inoltre l'autore ha uno stile davvero fluido e la lettura scorre veloce, tranquilla, liscia come l'olio, senza intoppi o eccessivi sforzi di concentrazione. Cosa che per me è da tenere ben in conto, visto quanto io faccia fatica a volte ad adattarmi ai vari stili di scrittura degli autori, quando comincio un nuovo libro.

Con queste premesse e senza avere aspettative altissime (le recensioni negative erano decisamente più di quelle positive e mi avevano fatto calare l'entusiasmo), ho letto i primi capitoli di Mystic City con una sorta di speranza crescente. Pensavo: per ora non è male, anzi è gradevole.. magari io sarò una di quelli a cui questo libro piacerà!
Perché in effetti all'inizio, non aspettandoti chissà cosa e chiudendo un occhio su qualche difettuccio, il libro funziona. Ti sembra che debba solo ingranare, entrare nel vivo, e poi ti piacerà.
Solo che più vai avanti, più ti rendi conto che questo libro semplicemente non ingrana e non entra nel vivo della storia. Mai.

Il ritmo, che all'inizio è alquanto lento, dovrebbe farsi più serrato via via che si procede con la storia, e invece sembra quasi che rallenti ancora di più.
I personaggi, che dovrebbero seguire uno sviluppo o perlomeno mostrare qualche caratteristica o particolarità che li contraddistingua, si fanno se possibile sempre più piatti e insulsi, se non addirittura antipatici.
Ci aspetteremmo inoltre di trovare qualche dettaglio in più sul mondo e sul tempo in cui la storia è ambientata, qualche informazione che possa esserci utile a capire la situazione in cui vivono e agiscono i personaggi. E invece niente. Sappiamo che New York è inondata e quindi ora è una specie di Venezia con i grattacieli, sappiamo che ad Abyss tutti i palazzi sono in rovina e che c'è odore di salsedine e sporcizia, e sappiamo che fa un caldo atroce e quindi si suda molto.
In pratica, per Lawrence questo significa world building.
Ma come si è arrivati a tutto questo? Come ha fatto la situazione a diventare così tragica? E, oltre a New York (in cui si svolge tutta l'azione), nel resto del mondo cosa è accaduto? Non è che volessi un trattato di pagine e pagine, ma almeno qualche cenno in più che mi permettesse di calarmi completamente in questo mondo e capirne le dinamiche.

Ma per me l'ostacolo maggiore da superare per provare a gradire la lettura sono stati i personaggi.
La caratterizzazione in questo romanzo non esiste.
Ci sono circa una sessantina di personaggi (tra principali e comparse), li ho contati. Sono tantissimi, troppi. E lo dice una a cui le storie piene di personaggi, stile Cassandra Clare, piacciono un sacco. Solo che Cassie con i personaggi è un genio. Ne introduce tanti, ma ha in mente una precisa storyline per ognuno. Non fa preferenze o distinzioni, li tratta alla pari, rendendo i suoi romanzi quasi delle storie corali. Nessuno sta lì tanto per starci, ognuno ha un ruolo preciso e lo svolge fino in fondo. Non hai mai la sensazione che anche uno solo di quei duecento personaggi sia inutile.
Ora però sto divagando, perché non potrei mai paragonare Mystic City ad uno qualsiasi dei romanzi di Cassandra Clare. Il paragone per me nemmeno esiste.

Quello che voglio dire è che nel romanzo di Lawrence ci sono un triliardo di personaggi e sono uno più inutile dell'altro. Vengono introdotti così, dal nulla, quasi uno nuovo per ogni capitolo, e poi o spariscono oppure vengono ripescati solo quando sono provvidenziali ad un preciso snodo della trama. Se c'è bisogno di un particolare pretesto o azione perché la storia possa proseguire in un certo modo, voilà, ecco che spunta o rispunta dal cappello uno dei tanti personaggi di contorno e zac! Fa quello che deve fare e il problema è risolto! Ergo... molti degli snodi fondamentali della trama sono a dir poco forzati.
E ci sono decisamente troppi personaggi senza volto che appesantiscono e rendono noiosa e snervante la lettura.
E anche i personaggi principali... bah.

Aria è la protagonista e voce narrante dell'intero romanzo e io alla fine, dopo 383 pagine, ancora non avevo capito chi fosse. E non in senso buono. Un personaggio a dir poco insipido. Totalmente senza sale, senza mordente, senza caratteristiche di qualsiasi tipo, a parte il fatto di essere talmente ingenua da risultare decisamente stupida. Ma di quelle proprio cretine cretine, eh. Che nemmeno ti fanno saltare i nervi, perché poverette, sono limitate. Capisce a pagina 355 quello che tutti noi abbiamo capito a pagina 20.
Inoltre dovrebbe essere una ragazza dolce e sensibile, o almeno così ci viene presentata. Però poi, *Parte spoilerosa, se volete leggerla, evidenziatela* dopo aver detto una ventina di volte che considera Davida come una cara amica o addirittura una di famiglia e che le vuole un gran bene, quando apprende della sua morte e tu ti aspetti che sia addolorata o almeno molto triste, non versa una lacrima e sembra quasi che non gliene importi nulla! Quello che le importa invece è accertarsi che la tizia, che ormai è morta, non fosse un interesse amoroso di Hunter (sì, sempre quella che considerava una sorella). Scusate ma per me è assurdo e inaccettabile. Anche perché la scena è tipo così: Hunter: Davida è morta. Aria: La amavi? Hunter: . Aria: Ca**o.



E anche Hunter, come personaggio non va (anche se è un po' meglio di Aria, ma del resto peggio di lei sarebbe difficile). Sarebbe il protagonista maschile, ma nella prima metà del romanzo appare forse una volta e dice circa due battute in croce.
Appare poi più frequentemente nella seconda parte, ma è come se l'autore non ritenesse necessario dargli una personalità, quando può limitarsi a ribadire quelle 2-300 volte quanto sia figo e incredibilmente possente e quanto i suoi occhi splendano e quanto i suoi muscoli guizzino sotto la maglietta.
No, seriamente, per farvi un esempio: pagina 376, “Il mio bellissimo, coraggioso Hunter. Pagina 377, “Il suo volto è incrostato di polvere e sudore, ma non è mai stato così bello. Pagina 381, “Ha l'aria stanca, ma è sempre stupendo nonostante le ferite”. And so on.
Alla fine cosa sappiamo di Hunter? Mmm....... ah sì! Che ha degli splendidi occhi azzurri e dei magnifici capelli biondi. Che è muscoloso, alto e slanciato, con un fisico atletico e perfetto. E che è così forte. E bello. E beh è anche... mm, gentile e coraggioso, forse? Sì, sicuramente. C'è altro? Non direi.

Magari potrei anche spendere un paio di righi per parlare delle due amiche di Aria, ma finirei solo per blaterare discorsi isterici e femministi, allora mi limito a mandare un infervorato messaggio all'autore: DIMMI QUALI DONNE HAI CONOSCIUTO NELLA TUA VITA, THEO. Perché devi per forza aver avuto un qualche tipo di trauma per dipingere le ragazze in quel modo. Ovvero come un concentrato ridicolo di superficialità, vestiti, profumi e unghie laccate, dalla cui bocca escono solo frasi del tipo: “Voglio un bel fusto con cui ballare i lenti e pomiciare nei bagni” (CIT. amica idiota n.1), oppure “Guardiamo un film, sgranocchiamo popcorn e spettegoliamo tutta la notte. Sarà divertente! (CIT. amica idiota n.2), o ancora (e poi giuro che la smetto) “Nessun ragazzo si accorge di me, quando sono in mezzo a voi due. Avete due corpi che sembrano gambi di sedano, con le tette e il sedere. Il mio assomiglia più a... una melanzana. Anzi, a una melanzana alla parmigiana. Da non crederci, sono gelosa!” (CIT. di nuovo amica idiota n.1).
Da notare, che le tizie in questione hanno tipo 20 anni. Non 13. E, in quanto rappresentante del genere femminile, mi sento in dovere di dire che nemmeno a 13 anni le ragazze sono così cretine o superficiali.
Just saying.

Per non parlare poi della storia d'amore. Oh, God. Potrei parlarne per tre ore, ma vi risparmierò lo strazio e mi limiterò a dire sette semplici paroline: uno-dei-peggiori-insta-love-di-sempre.
È risaputo, spero, che io ODIO profondamente gli insta-love. Quei terribili amori a prima vista, stile “lo/a conosco da circa 6 minuti e mezzo, ma già mi butterei volentieri in una piscina piena di coccodrilli per lui/lei”.
Non li sopporto, perché non li concepisco, perché non li capisco, perché non ci credo.
E in Mystic City non solo abbiamo un insta-love, ma è pure uno dei peggiori di cui io abbia mai letto.
Va più o meno così: lui e lei si incontrano, lui salva lei da una temibile banda di ragazzini, lui e lei prendono un caffè rivolgendosi forse due o tre parole, dopo qualche giorno lui e lei si incontrano di nuovo (PER CASO. A NEW YORK. O_O), lui le compra lo zucchero filato, lei vince un peluche e lo regala a una bambina amica di lui, lui le presenta sua madre, lei scappa, lui la rincorre sul tetto di casa sua, si baciano, si amano.
SO SO NOT FOR ME.

Vabbè ho blaterato a sufficienza di tutto ciò che non mi è piaciuto.
Cosa salvo? Come ho detto, la cover, l'idea di base, forse l'ambientazione, e lo stile molto scorrevole.
Per il resto, Mystic City è un romanzo distopico, in cui l'elemento distopico viene a malapena accennato, mentre fa da protagonista la parte romance, in maniera secondo me esagerata e comunque non coinvolgente
Se l'autore si fosse soffermato sulla trama, invece che stare a descrivere con una minuziosità ossessiva e allucinante ogni singolo vestito/completo/outfit di ogni singolo personaggio femminile, forse ne sarebbe venuto fuori qualcosa di meglio.
Ritmo lento, quasi totale assenza di azione, e personaggi stupidi e insulsi fanno di questo romanzo una delle peggiori letture fatte quest'anno.
Ed è ecco perché sono incazzata.

 Il Mio Voto: 2 stelline e ½
 
 Nonostante la scrittura fluida e l'ambientazione futuristica e originale, prevalgono un World Building estremamente fiacco, personaggi piatti, dialoghi ridicoli, e una storia d'amore fulminea e totalmente assurda. Un romanzo decisamente deludente.


Se siete giunti alla fine di questa lunghissima recensione, vi meritate un premio. 
Fatemi sapere la vostra, ditemi cosa ne pensate di questo libro, se lo avete letto o avete intenzione di farlo. E se lo avete letto, ditemi, avete riscontrato gli stessi difetti che ho trovato io? 
Un bacio e a presto!